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Porto d’armi da caccia: interrogazione del senatore Panizza per modificare la norma

mercoledì, 15 luglio 2015

Trento – Modificare il porto d’armi per la caccia. ”Vi è la necessità di rivedere alcune disposizioni che stanno producendo una serie di mancati rinnovi del porto d’armi ad alcuni cacciatori. Disposizioni sulle quali già il Consiglio di Stato si è pronunciato,stigmatizzando l’applicazione troppo rigida della norma come, purtroppo, sta accadendo”. Lo sostiene il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno.

“Il problema – spiega Panizza – è sorto in seguito alla risposta fornita dallo stesso Consiglio di Stato a una questione posta dal Ministero dell’Interno per il rinnovo del porto d’armi a cacciatori che avevano subito, ma regolarmente scontato, una condanna di carattere penale. Lo stesso Consiglio però aveva invitato il Ministero a non avere una visione troppo restrittiva di una norma che, non dimentichiamolo, risale all’epoca fascista: vale, e deve sempre valere, il principio che una persona che ha pagato i suoi conti con la giustizia è una persona perfettamente riabilitata e portatrice di tutti i diritti.

Invece – continua ancora Panizza – ci troviamo nella situazione di cacciatori che per una condanna scontata anche 30 anni prima, dopo una vita che hanno visto il rinnovo del porto d’armi, improvvisamente non se lo vedono più rinnovare.

Certo – prosegue Panizza – è importante che le Questure facciano tutte le verifiche del caso e se ci sono situazioni non propriamente chiare, si faccia vincere un principio di prudenza, evitando di rilasciare il porto d’armi.

Ma qui invece ci troviamo davanti a un’applicazione burocratiFranco Panizza 1ca della norma, in cui non viene fatta valutazione caso per caso e dove, appunto, persone che hanno goduto per decenni del porto d’armi per caccia, improvvisamente se lo vedano togliere.

Per questo, con l’interrogazione ho chiesto che si dia seguito a quanto suggerito dal Consiglio di Stato, magari attraverso una piccola modifica normativa che possa ripristinare un principio di equit à e giustizia per quei cacciatori che oggi, giustamente, si sentono penalizzati”.


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