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Ponte di Legno: il sindaco di Cortina Andrea Franceschi racconta la sua battaglia

sabato, 10 agosto 2013

Ponte di Legno – Una serata speciale, dedicata alla politica con la presenza in piazza XXVII settembre del sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi, che ha presentato il suo libro “Un sindaco in esilio”. All’incontro non hanno voluto mancare  il sindaco di Ponte di Legno, Aurelia Sandrini, l’ex Mario Bezzi, che ha intervistato Andrea Franceschi, il consigliere regionale Corrado Tomasi, quindi Pierluigi Mottinelli, consigliere provinciale e in piazza c’era anche l’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi.

LA STORIA

Andrea Franceschi (a sijn, classe 1978, sindaco di Cortina d’Ampezzo, nel 2011 si schierò contro i “blitz di CSAM_4167apodanno” dell’Agenzia delle Entrate e adesso è stato colpito da un divieto di dimora nella sua città. Nel libro “Un sindaco in esilio” riporta tutta la vicenda, la battaglia contro i blitz del Fisco nelle strade di Cortina, che paragona ad un’azione “da Stato di polizia”. La Procura della Repubblica di Belluno raccoglie le accuse di una dipendente scontenta e avvia un’inchiesta nei confronti di Andrea Franceschi. Il 22 maggio 2012 perquisizioni della Guardia di Finanza nella sua abitazione e in Co­mune. L’impianto accusato­rio parte dalle dichiarazioni di una dipendente comunale scontenta. Dalle intercettazioni emergono anche pressioni nei confronti di un ex ghisa affinché smettesse di tartassare i cittadini con multe e autovelox. Lo scorso aprile vengono notifi­cati ad Andrea Franceschi l’obbligo di dimora lontana da Cortina con le accuse di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e violenza pri­vata, quest’ultima per l’asse­gnazione del servizio di moni­toraggio della raccolta dei ri­fiuti. “Secondo l’accusa – racconta – era probabile che, prima o poi, lo facessi ancora. E quindi mi è stata data una li­mitazione della libertà perso­nale molto più pesante, per ot­tenere lo stesso risultato: im­pedirmi di continuare a fare il sindaco”.

IL SEGNALE

Davanti al pubblico dalignese Andrea Franceschi ha raccontato alcuni passaggi della sua vicenda giudiziaria, colpito da un pesante provvedimento, forse per aver criticato i potenti. “Continuerò – è stato il messaggio finale – nella mia battaglia per garantire la libertà alle persone, tenendo presente i blitz servono solo a far clamore e quella del 30 dicembre 2011 fu una vera violen­za e fu molto triste pensare che a infliggere questo colpo gravissimo a un territorio pro­duttivo e onesto fosse stato proprio l’intervento dello Sta­to italiano. Cortina fu vitti­ma, non colpevole, e io avevo non solo il diritto, ma anche il dovere di difenderla con forza e coraggio”.

 


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