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Pedemontana, Legambiente va all’attacco sui costi dell’opera

domenica, 7 gennaio 2018

Milano – La Pedemontana non è sostenibile sotto il profilo finanziario, ambientale e, ancor più, trasportistico. Ma la telenovela dell’autostrada più chiacchierata d’Italia non finisce qui. Non basta il sostegno dell’autorità politica e proprietaria, la regione Lombardia, a sostenere una infrastruttura già menomata prima di essere ultimata e davanti al baratro del fallimento come chiesto dal tribunale di Milano ed evitato in extremis grazie ad un mutuo di 200 milioni acceso dalla regione stessa con le banche creditrici.

strade tangenziale statale anas

Ora ad essere preoccupata del fallimento è la società costruttrice vincitrice dell’appalto miliardario (4,3mld) l’austriaca Strabag che propone uno sconto di mezzo miliardo dei costi di costruzione in una lettera a Roberto Maroni.Risparmi che ricadrebbero sulle spalle del territorio (eliminazione degli svincoli, innalzamento del piano stradale per ridurre gli scavi, rinuncia alle gallerie per insonorizzare). Bocciata dal mercato, nessuno crede che con i ricavi da traffico si possano mai ripagare i costi della maxiopera (40 milioni a km).

Opera che nei suoi tre tronconi finora realizzati per 32 km (tangenziali di Varese e Como e tratta Cassano Magnago-Lentate) è semivuota a causa di tariffe doppie rispetto a quelle della vicina Autolaghi. Nonostante una situazione già critica e deficitaria, ecco il nuovo affondo, stavolta del costruttore, troppo interessato come logica aziendale soltanto ai propri obiettivi su un’opera che neanche si doveva iniziare viste le esperienza fallimentari della Tangenziale Est Esterna e della Brebemi.


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