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Parco Nazionale dello Stelvio: il Cai si schiera contro lo smembramento

martedì, 18 marzo 2014

Bormio – Il Club alpino italiano prende posizione ufficialmente e ancora una volta si oppone allo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio.
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Il Presidente generale del CAI, Umberto Martini, ha scritto una lettera al premier Matteo Renzi sulla riorganizzazione del Parco prevista dalla Legge 147 del 27 dicembre 2013 che dovrebbe portare alla divisione in tre entità distinte, gestite rispettivamente dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Regione Lombardia. Il presidente del CAI, Umberto Martini, si rivolge a Matteo Renzi esprimendo grande preoccupazione per il possibile smembramento del Parco. “Un Parco Nazionale – dice Martini – voluto, come ricorda il Presidente generale, fin dai primi decenni del Novecento da CAI e Touring Club italiano, e istituito nel 1935″.

LE REAZIONI 

Lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio sta scatenando reazioni: il Parco Nazionale dello Stelvio si estende su 24 Comuni, tra le province di Brescia, Sondrio, Trento e Bolzano. Un territorio straordinario tra ghiacciai, duemila specie di fiori e piante, la presenza massiccia di cervi, caprioli, marmotte, camosci, stambecchi, aquile reali e gipeti. La legge di stabilità ha indicato il 30 giugno come data per il trasferimento delle funzioni statali e dei relativi oneri alle province autonome di Bolzano e Trento, quindi potrebbe esserci lo smembramento. L’ipotesi che viene avanzata ora, e che potrebbe diventare realtà il 1 luglio, è dividere il Parco dello Stelvio in tre strutture provinciali o regionali, ossia Bolzano, Trento e la Lombardia. Numerose le mozioni e le interrogazioni a livello politico per difendere il Parco Nazionale dello Stelvio.

Alberto Panzeri


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