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Ospedale di Arco, protocollo d’intesa con la Comunità dell’Alto Garda e Ledro

mercoledì, 8 giugno 2016

Arco – “L’ospedale di Arco è una risorsa per l’intero sistema ospedaliero provinciale. Con la proposta di protocollo d’intesa vogliamo definire chiaramente il ruolo che la struttura di Arco ha e avrà, nei confronti delle sue comunità di riferimento e di quella provinciale. Questo consentirà una maggiore serenità anche per tutto il personale medico e sanitario che in questi mesi ha lavorato in un contesto caratterizzato da una certa incertezza”.luca zeni assessore

Così l’assessore Luca Zeni, in vista della sua partecipazione al Consiglio della salute dell’Alto Garda e Ledro. L’appuntamento di domani, voluto e richiesto dai sindaci e dalla Comunità, ha lo scopo di condividere i contenuti del documento che andrà a definire l’assetto delle risorse sanitarie nei rispettivi territori.

Tra gli aspetti più rilevanti del protocollo ci sono: il potenziamento delle funzioni del centro di procreazione medicalmente assistita e dell’U.O. di pneumologia; il consolidamento dell’assetto organizzativo dell’AFO medica (Medicina generale con day hospital oncologico e pronto soccorso) e il rafforzamento dei programmi di integrazione a livello dipartimentale secondo un modello di day surgery multidisciplinare.

“Le proposte contenute nel documento – afferma il sindaco di Arco Alessandro Betta – testimoniano concretamente la volontà della Provincia di investire sul nostro ospedale in una logica integrata e propositiva”. Sulla stessa linea il presidente della Comunità dell’Alto Garda e Ledro Mauro Malfer, che evidenzia come “in attesa di sapere quale sarà la decisione romana rispetto al punto nascita, la garanzia da parte della Provincia di implementare servizi strategici, come quelli del pronto soccorso e del centro di procreazione medicalmente assistita, rassicurano non solo sulla sopravvivenza ma anche sullo sviluppo dell’ospedale di Arco”.

Il protocollo accoglie e declina le richieste di salvaguardia e implementazione poste dagli amministratori locali con la necessità di adeguare l’offerta di servizi e prestazioni equi, efficaci e sostenibili dal punto di vista organizzativo, demografico ed epidemiologico.

Nel concreto, tra le altre cose, esso prevede di:
salvaguardare la piena operatività del pronto soccorso, che con più di 18.000 interventi l’anno rappresenta un riferimento essenziale per la popolazione e per i numerosi turisti di tutto l’Alto Garda e Ledro. Lo stesso vale per la medicina generale e il suo day hospital oncologico;

valorizzare il centro di procreazione medicalmente assistita (PMA). Unica realtà di questo tipo a livello provinciale. Il PMA verrà potenziato sia in termini di risorse che di personale. In questo modo da un lato verranno ridotte le attuali liste d’attesa, dall’altro esso sarà in grado attrarre pazienti anche da realtà geografiche extraprovinciali. Verrà inoltre consolidata la funzione strategica della diagnostica prenatale e l’offerta dei servizi sarà completata dall’attivazione di una funzione ambulatoriale di andrologia;

potenziare l’unità operativa di pneumologia rendendola vero riferimento per tutto il contesto provinciale. Nuovo personale verrà assegnato nella previsione di una riqualificazione della funzione di riabilitazione polmonare e del consolidamento delle funzioni a carattere multizonale, sia per quanto riguarda le consulenze offerte agli altri ospedali provinciali che nei trattamenti a domicilio;

consolidare le modalità organizzative delle attività chirurgiche, dando attuazione ai mandati condivisi all’interno della rete chirurgica aziendale (sostituzione protesi; ginocchio 2° livello; piede; mano; spalla; protesica arto superiore; tunnel carpale; ginocchio 1° livello; protesica arto inferiore).

Punto nascita
La bozza di protocollo tocca anche il tema del punto nascita, per confermare la posizione della Provincia: viene ribadita la piena volontà di mantenere i tre punti nascita sotto i 500 parti all’anno (Cles, Arco e Cavalese), e c’è attesa per la decisione finale che spetta giuridicamente a Roma.

A questo proposito l’assessore Luca Zeni precisa che “le polemiche di questi giorni sono palesemente pretestuose e fondate su una evidente volontà di distorcere la realtà. Molto probabilmente il risultato ottenuto dalle amministrazioni dell’Alto Garda di impegnare la Provincia a garantire il pieno funzionamento dei vari reparti dell’ospedale di Arco infastidisce chi usa il tema della sanità per fare speculazione politica. Esattamente come per gli altri punti nascita periferici, anche per quello di Arco la Provincia ha chiesto, fornendo al Ministero della Salute tutta la documentazione necessaria, di concedere una deroga al limite dei 500 parti l’anno. Anche per il punto nascita di Arco, siamo quindi in attesa di avere una risposta. La Provincia non ha l’autorità per decidere autonomamente sull’operatività dei punti nascita, se non, come nel caso di Tione, nel senso di deciderne la chiusura. Può non piacere, ma l’ordinamento giuridico attribuisce la competenza di derogare al limite dei 500 parti all’anno allo Stato e non alle Regioni, per quanto autonome. Spetta quindi al comitato (nazionale) percorso nascita, fare le valutazioni tecniche sui punti di forza e sulle criticità dei tre punti nascita e poi comunicarci le decisioni conseguenti”.

“Siamo consapevoli – prosegue l’assessore – che ognuno di loro ha dei punti di forza e altri di debolezza, per Arco in particolare la distanza ravvicinata con Rovereto. Per questo il comitato nazionale svolgerà le dovute valutazioni e deciderà sulle nostre domande di deroga. Le valutazioni si baseranno sui dati relativi agli ultimi anni e non certo agli ultimi mesi, quando l’organizzazione part time ha limitato l’attività a causa della mancanza fisica di personale in seguito alla entrata in vigore della legge sul riposo obbligatorio per i medici, come qualcuno sostiene. Ci è stato comunicato che il comitato è stato convocato per la giornata del 13 giugno, nei prossimi giorni dovremmo quindi avere il quadro definitivo.

È chiaro – ha concluso l’assessore Zeni – che in caso di risposta positiva saremo tenuti a ripristinare prima possibile la situazione di operatività H24 con le necessarie assunzioni. In caso di responso avverso, invece, non potremo che prendere atto e continuare a impegnarci sul percorso nascita e sul potenziamento degli altri reparti e servizi per i cittadini”.


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