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Operazione antibracconaggio nel Bresciano, nei guai due cacciatori

venerdì, 31 ottobre 2014

Brescia – Operazione degli agenti della Polizia Provinciale che hanno sequestrato 244 richiami vivi a carico di un cacciatore bresciano che rischia una denuncia per bracconaggio, truffa per la presunta tentata vendita di animali muniti di anellini falsificati. L’operazione è stata condotta dalla Polizia Provinciale su segnalazione delle Guardie Volontarie e ben centonovantasette sono stati gli animali rinvenuti nella cascina del 64enne dagli agenti.

OPERAZIONE PETTIROSSO

Intanto l’Operazione Pettirosso fa discutere. Sulla questione dei Nuclei Operativi Antibracconaggio è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Fabio Rolfi. “Come ogni anno – spiega Fabio Rolfi – assistiamo al consueto spreco di risorse che risponde al nome di “Operazione Pettirosso”, dove il NOA, in particolare in Val Trompia e Val Sabbia, si rende sempre più spesso protagonista di azioni troppo invasive nei confronti di chi legittimamente pratica l’attività venatoria.

“È bene porre da subito un inciso – aggiunge Rolfi -: come Lega Nord non siamo in nessuna maniera favorevoli al bracconaggio; ciononostante non possiamo neanche coprirci gli occhi di fronte alla realtà. Come evidenziato infatti da chi le valli le conosce per davvero, i fenomeni illegali sono in costante calo e l’unico risultato di queste azioni è quello di militarizzare il territorio, penalizzando e terrorizzando i cacciatori onesti”. “La verità – prosegue Rolfi – è che la Guardia Forestale non serve assolutamente a nulla, se non da ammortizzatore sociale per qualche Regione del Mezzogiorno. Questo corpo andrebbe abolito e le sue funzioni andrebbero demandate a chi davvero conosce il territorio, ovvero alla polizia provinciale e quella locale. Si risparmierebbero ingenti somme di denaro e –  conclude Fabio Rolfi – si eviterebbe il consueto pellegrinaggio di forestali inviati da Roma nelle saune degli alberghi valtrumplini.”


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