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Oltre 6mila bresciani alla beatificazione di Paolo VI. La cerimonia, festa a Concesio e mostra di Guadagnuolo

domenica, 19 ottobre 2014

Roma –  La celebrazione di beatificazione di Paolo VI ha richiamato a Roma migliaia di fedeli, e oltre 6mila bresciani che hanno invaso la capitale e che gin dalle prime luci del mattino hanno raggiunto piazza San Pietro. Una giornata speciale quella odierna, non solo per Concesio, paese natale di Paolo VI, ma anche Brescia, Milano dove è stato arcivescovo e i paesi che ha frequentato da giovane, tra cui Ponte di Legno, dove amava trascorrere le vacanze estive.

Sono infatti più di duecento i fedeli camuni PapaPaoloVIche hanno raggiunto Roma e assistito alla celebrazione della Santa Messa presieduta da Papa Francesco, con accanto il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, che ha esposto al Santo Padre la richiesta di beatificazione, il cardinale bresciano Giovanni Battista Re e l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Presente Benedetto XVI, il Papa emerito che Paolo VI fece cardinale nel 1977, suo ultimo concistoro.

La famiglia Plebani di San Polo ha portato all’altare nelle mani di Papa Francesco il pane e il vino per celebrare l’Eucarestia della beatificazione di Paolo VI, un significato importante per la presenza di tre generazioni della famiglia bresciani, con i nonni Roberto e Margherita, i genitori Federico e Luisa e i sei figli Davide, Cristina, Sara, Giovanni, Pietro e Francesca.

LA PROCLAMAZIONE 

Papa Paolo VI è stato proclamato beato. Papa Francesco, nella messa in Piazza San Pietro, ha pronunciato la formula della beatificazione. La festa del nuovo beato sarà il 26 settembre di ogni anno, data di nascita di Giovanni Battista Montini. Dopo la rituale “domanda” di beatificazione formulata dal vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari, e dopo la biografia di Paolo VI letta dal postulatore della causa, padre Antonio Marrazzo, Papa Francesco ha pronunciato la formula ufficiale, in latino: “Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Luciano Monari, Vescovo di Brescia, di molti altri Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Paolo VI, Papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa, nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 26 settembre. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

A CONCESIO 

Maxischermi nel bresciano e a Concesio, paese natale di Paolo VI. Il sindaco di Concesio, Stefano Retali, ha inviato il seguente messaggio: “E’ il grande giorno della beatificazione di Paolo VI. Dopo un lungo percorso, non privo di difficoltà ed avversità, si è arrivati al riconoscimento universale della Santità di Giovanbattista Montini.  Per noi è un grande orgoglio ed una grande responsabilità, soprattutto perché questo è un punto di partenza per un percorso di vera valorizzazione del pensiero e delle azioni di una persona di straordinaria modernità.  Ci ha lasciato molto e molto rimane da fare per attuare il Concilio e per interpretare una società che Montini aveva saputo intuire molti anni fa per come si sarebbe sviluppata. In particolare, rimane centrale il suo amore per le persone, soprattutto per i più umili e per il diverso.  Il nostro paese manifesta la sua gioia, ma è pronto ad affrontare tutte le sfide che si porranno nel nome di Paolo VI”.

A PONTE  DI LEGNO 

Oggi con inizio alle 15 si terrà la visita guidata su “I segni di Giovan Battista Montini”. Il percorso inizierà alle 15 – in entrambe le giornate – da Poia di Ponte di Legno dove verrà illustrata la porta con le medaglie dello scultore Ettore Calvelli, dedicata nel 1978 a Paolo VI. Trasferimento da Poia a Ponte di Legno in via Villini, nel luogo che ospitò Giovan Battista Montini durante le vacanze estive. Percorso lungo il sentiero “Paolo VI” sino alla chiesa parrocchiale della Ss. Trinità e visita al museo parrocchiale d’arte sacra.

LA MOSTRA DEL PITTORE GUADAGNUOLO
In occasione della beatificazione di Paolo VI in Piazza San Pietro che ha concluso il Sinodo straordinario della famiglia a circa sei mesi dalla doppia canonizzazione del 27 aprile, dei Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. A questi due Santi Papi il pittore Francesco Guadagnuolo ha dedicato due mostre inaugurate in occasione della loro Canonizzazione.
Francesco Guadagnuolo ha presentato ieri alle ore 17,00, una grande mostra per celebrare Papa Paolo VI, in occasione della Beatificazione, promossa e organizzata dalla Libreria Leoniana, di Via dei Corridori, 28 adiacente al Vaticano, accanto al Braccio destro del colonnato berniniano e rimarrà aperta fino al 30 novembre 2014 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,00 alle ore 18,30, tranne il giovedì: dalle ore 8,00 alle ore 13,00 e dalle 15,00 alle ore 18,30).
L’esposizione, è dedicata a Papa Paolo VI dal titolo: «Paolo VI: dieci parole ai giovani» un decalogo per i giovani del Terzo Millennio tratto dall’insegnamento di Paolo VI scelti dall’allora monsignor Pasquale Macchi che Guadagnuolo ha avuto modo di conoscere personalmente. Nelle opere pittoriche con dieci pensieri e ritratti del Pontefice, l’artista ha scoperto un modo originale nello sviluppare il legame tra parola e immagine, creando novità nell’espressione artistica, per la realizzazione del ritratto papale. Nella mostra di Guadagnuolo, nuova ed esclusiva, non certo facile nell’affrontarla, ne è uscita un’immagine di Paolo VI sorridente e pieno di umanità. Un Papa che sino alla fine ha avuto bisogno di dare, come ha sempre fatto, a quell’umanità che ha amato profondamente. Il Maestro così è riuscito a cogliere la vera anima del Papa, spesso incompreso davanti ad un mondo tormentato come sono stati gli anni del Suo Pontificato. Guadagnuolo ha rivelato con la serie di ritratti l’aspetto meno visibile e più riservato del Papa, coniugando la parola all’immagine nei principi artistici di bellezza e verità. «La capacità artistica di Francesco Guadagnuolo – aveva scritto Giulio Andreotti – in questi ritratti è straordinaria». Mons. Sante Montanaro nella presentazione aveva scritto: «Parole e immagini, amalgamate insieme in un affettuoso abbraccio, hanno dato vita ad un unico, suggestivo e magico affresco donde è emersa l’opera d’arte vera”del Maestro Francesco Guadagnuolo, che ha reso giovani e uomini maturi partecipi di quello che è stato il sublime Magistero e il grande insegnamento di un indimenticabile Papa del XX secolo».

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