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‘Non c’è campo’: esperimento sociale di Smart Break

giovedì, 9 novembre 2017

Milano – Smart Break lancia la sfida: passa una giornata dove non c’è campo. L’idea si ispira al nuovo film di Federico Moccia Non c’è campo, uscito il 1° novembre.

Gli artisti italiani sono sempre più sensibili all’impatto che i media digitali stanno avendo sull’essere umano: l’ultimo esempio è il film di Moccia ma sono nel 2017 ci sono stati Arisa e Lorenzo Fragola con L’esercito del selfie e Gianni Morandi e Fabio Rovazzi con Volare. Nella foto, Monica Bormetti, psicologa e fondatrice di Smart Break (progetto di promozione di un uso sano dello smartphone).

monica bormettiLO SMARTPHONE NELLE VITE

Si parla sempre più spesso di dipendenza da smartphone e il problema non riguarda solo i più giovani, infatti i primi a dover dare il buon esempio sono gli adulti. Lo smartphone ha penetrato il mercato in modo estremamente veloce: solo l’iPhone ha raggiungo 50 milioni di utenti in 3 anni, numero che la radio ha impiegato 40 anni a raggiungere.

Alcuni numeri:

Global Mobile Consumer Survey, Deloitte 2016: il 40% delle persone controlla il proprio smartphone nei primi 5 minuti da quando si è svegliato.

Ricerca McAfee sull’uso dello smartphone in vacanza, 2000 intervistati: il 69% dei 20 e 30enni dichiara che si sconnetterebbe in vacanza, se non avesse obblighi lavorativi, la percentuale cala al 49% per i 40enni.

Ricerca dell’ American Psychology Association: Il 43% degli oltre 3500 adulti intervistati risultano essere “controllori costanti” che quindi prendono in mano il proprio smartphone spesso durante la giornata e sono le stesse persone ad avere livelli maggiori di stress nella propria vita.

DIGITAL DETOX

La parola detox è all’ordine del giorno oggi: food detox, body detox e ora anche digital detox. Si tratta di uno stacco dalla tecnologia, una disintossicazione dal digitale.

Il Communication Market Report 2016 di Ofcom ci dice che in Gran Bretagna il 34% delle persone si è presa un periodo di pausa da internet nell’ultimo anno.

TEMPO DI UN ESPERIMENTO SOCIALE

Gli italiani sono assidui utilizzatori dello smartphone e per questo Smart Break ha deciso di lanciare una sfida importante: passare una giornata dove non c’è campo e analizzare l’effetto di questo tipo di esperienza.

Non sarà una giornata offline a stravolgere le abitudini che le persone hanno con l’uso dello smartphone, ma è un’occasione per fermarsi e riflettere sullo spazio che la tecnologia digitale ha nelle vite e quanto siamo noi a gestirla oppure abbia lei il coltello dalla parte del manico.

Per maggiori informazioni sull’esperimento e poter partecipare, clicca qui.

PERCHÈ FARE L’ESPERIMENTO?

Accettare la sfida di andare offline per un giorno ci porta a riflettere sull’uso che facciamo dello smartphone. Questo è importante per 3 motivi:

Corpo -> L’utilizzo assiduo di dispositivi digitali causa una serie di problemi legati al corpo (cervicali, tendiniti e irritazione degli occhi sono i principali).

Mente -> Siamo nell’era della distrazione (notifiche push, messaggi continui, suonerie di ogni tipo, news ogni secondo, ecc.) che costringe il cervello ad operare in modalità multitasking. Peccato sia stato dimostrato che il multitasking non esiste!! Si tratta semplicemente di far saltare il cervello da un compito all’altro e quindi stressarlo.

Relazioni -> Sono sempre più frequenti le scene di famiglie e amici al ristorante in cui ognuno è attaccato al proprio dispositivo. Può capitare che lo smartphone, più che essere uno strumento di connessione risulti essere un mezzo di disconnessione da sé stessi e da ciò che abbiamo intorno a noi in quel momento.

Smart Break è un progetto che ha l’obiettivo di promuovere un uso consapevole dello smartphone nelle vite, lancia un esperimento sociale.

Esperimento “Saresti capace di passare una giornata dove non c’è campo?” -> http://bit.ly/2zwDclU


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