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Muse e Trentino: una collaborazione che cresce

mercoledì, 3 settembre 2014

Trento - Sviluppare e accrescere la collaborazione fra Provincia autonoma di Trento – tramite il Sova-Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale – e il Museo delle Scienze: questo in sintesi l’oggetto del Protocollo siglato oggi dal vicepresidente e assessore allo sviluppo e lavoro della Provincia e il presidente del Muse Marco Andreatta.Foto3

Già oggi il Servizio collabora con il Muse – attraverso il “Progettone” – nella gestione di diverse attività, fra cui: custodia e sorveglianza delle sale espositive, informazioni al pubblico, piccole pulizie complementari a quelle ordinarie svolte dal personale dedicato, fotocopiature, segnalazioni guasti o disservizi, accompagnamento visitatori disabili, attività di supporto book shop e biblioteca, ed ancora, manutenzione del prato prospiciente il Muse ed il Palazzo delle Albere. Dal 2013 ad oggi in totale sono stati 25 i lavoratori coinvolti in queste attività.

Inoltre due persone (che raddoppiano in occasione di eventi particolarmente impegnativi) sono impegnate quotidianamente nell’allestimento di mostre temporanee a tema. Il nuovo Protocollo, che resterà in vigore fino al 2018, dà continuità a questa collaborazione che è stata ampliata e rilanciata nell’interesse anche dei lavoratori coinvolti.

La collaborazione fra il Museo è iniziata in occasione dell’inaugurazione del Muse, il 27 luglio dello scorso anno. Nei giorni precedenti all’evento è stato bonificato il grande piazzale davanti a Palazzo delle Albere in coincidenza con l’apertura del sottopasso che conduce al centro cittadino.

Sempre nei giorni precedenti l’apertura, sono state montate le strutture necessarie ad accogliere i vari eventi della manifestazione. In seguito sono stati effettuati anche altri interventi per la messa a prato delle aree circostanti il Museo, poi mantenute anche grazie ai lavoratori del Progettone. Quindi la collaborazione si è stata all’allestimento di alcune mostre e alla gestione di alcuni servizi.

Con l’intesa odierna Provincia e Muse si impegnano a assicurare la custodia e la sorveglianza delle sale espositive, l’attività di front-office, l’allestimento di mostre temporanee a tema e a continuare a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria del prato prospiciente il Muse ed il Palazzo delle Albere. Il tutto sulla base di un programma di lavoro condiviso dai due enti, che garantisce coerenza alle finalità dell’intesa di oggi, sinergia fra i soggetti coinvolti e coordinamento organizzativo alle varie iniziative e progetti.

Il Muse comparteciperà a sostenere il costo della manodopera del Progettone impiegata nelle diverse attività, rapportandosi al Consorzio Lavoro Ambiente, cui è affidata la loro realizzazione.

“Siamo particolarmente orgogliosi – spiega il presidente del Muse Andreatta – di poter riconoscere nel museo un ente utile alla comunità non solo per il lavoro svolto in favore della sensibilizzazione alle tematiche ambientali e per la capacità di attrazione turistica testimoniata dal numero importante dei visitatori di questo primo anno di attività, ma anche dal punto di vista occupazionale.

Un aspetto che rende il museo ancora più importante per la provincia e il territorio. La collaborazione portata avanti in questi mesi, inoltre, si è rilevata estremamente positiva per il museo, che ha potuto trovare nelle persone coinvolte delle competenze importanti e una grande disponibilità. In una struttura così attiva e frequentata, ogni energia e forza in più è molto utile e ben accetta”.

“Il rapporto molto positivo instauratosi con le persone coinvolte – aggiunge il direttore Michele Lanzinger – ha fatto sì che molto spesso sia stato possibile sviluppare le mansioni attribuite ai lavoratori nel senso di un apporto di idee e visioni differenti. Non si è trattato quindi di svolgere compiti meramente esecutivi, ma di dare un contributo all’istituzione attraverso il confronto quotidiano e la presentazione di nuovi spunti. Piace infine segnalare la dimensione intergenerazionale del lavoro, che nel museo si genera quotidianamente dal rapporto tra i giovani impiegati come guide o mediatori scientifici e i lavoratori del Progettone”.

“Il Progettone – spiega Olivi – ha già accresciuto le opportunità di lavoro offerte a persone in difficoltà, attraverso strumenti più flessibili che in passato. Oggi, continua ad essere uno strumento di protezione sociale, ma con un’attenzione sempre maggiore alla valorizzazione delle risorse umane.

Questo anche attraverso un’offerta di attività lavorative sempre più diversificata, che come in questo caso comprende anche i servizi culturali. Da un lato, quindi, sosteniamo il Muse con uno strumento di politica del lavoro. Al tempo stesso offriamo ai lavoratori coinvolti opportunità di impiego sempre più variegate, con un’attenzione particolare all’occupazione femminile, che sappiamo attraversare un momento di particolare sofferenza”.


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