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Moria di pesci a Caldaro, è l’effetto del caldo e della scarsità d’acqua

martedì, 25 agosto 2015

Caldaro – Moria di pesci a Caldaro provocata da caldo e bassa portata. La ridotta quantità di ossigeno presente nell’acqua è la causa più probabile della moria di pesci di fine luglio nella fossa grande di Caldaro.

Il dato più confortante che si può ricavare dalle analisi dei laboratori dell’Agenzia provinciale per l’ambiente è l’assenza di elementi tossicologici all’interno delle acque della fossa grande di Caldaro.

«La moria di pesci che è stata registrata a fine luglio tra il lago e l’impianto di depurazione di Termeno – spiega il direttore dell’Ufficio tutela acque Ernesto Scarperi – è dunque quasi certamente da addebitare ad altre cause: innanzitutto la ridotta quantità di ossigeno presente nell’acqua e la bassa portata provocata dall’eccezionale ondata di caldo che ha investito la zona».

Le carpe (Cypriniden), che in Alto Adige trovano il loro habitat ideale nei mesi estivi sia nelle fosse che in Val d’Adige, necessitano per sopravvivere di una quantità minima di ossigeno pari a 4 milligrammi per litro d’acqua.

«Le elevate temperature registrare per un così lungo periodo di tempo – prosegue Scarperi – e la ridotta portata, hanno fatto sì che in alcuni tratti della fossa grande di Caldaro questi valori scendessero al di sotto dei livelli di guardia, provocando dunque la moria di pesci. A ciò, inoltre, si è aggiunto il fatto che la temperatura dell’acqua è salita sino a toccare valori compresi fra i 22 e i 25,7 gradi, come registrato durante le misurazioni effettuate il 6 e il 13 agosto».

Per fare in modo che in futuro situazioni del genere non abbiano a ripetersi, gli uffici provinciali competenti (tutela acque, gestione risorse idriche, caccia e pesca) si sono incontrati con i sindaci di Caldaro e Termeno, nonchè con rappresentanti di associazioni di pescatori e agricoltori della zona.
«L’obiettivo – sottolinea Ernesto Scarperi – era quello di compiere il primo passo verso la creazione di un piano di gestione sia della fossa che del lago di Caldaro. Un controllo più efficiente sulle attività dei consorzi di bonifica e sulle operazioni di captazione delle acque dovrebbero ridurre al minimo il rischio di dover affrontare situazioni di emergenza come quella delle scorse settimane».


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