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Milleproroghe, accolti gli emendamenti per le piccole e medie imprese. Panizza (PATT): “Incontro alle vere esigenze”

giovedì, 16 febbraio 2017

Roma – Milleproroghe con importanti novità: accolti gli emendamenti per le piccole e medie imprese. ”Bene tutte le proroghe che vanno incontro ai bisogni delle piccole e medie imprese, affinché incombenze di carattere tributario e burocratico non si tramutino in un elemento di difficoltà per i loro bilanci e le loro attività. È stato questo lo spirito degli emendamenti presentati dal Gruppo per le Autonomie, e sono contento che molti di essi siano stati accolti”, così intervenendo in aula il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza, nella discussione generale sul Milleproroghe.Franco Panizza 1

“Mi riferisco – ha continuato Panizza – alla posticipazione dell’entrata in vigore del libro unico del lavoro in modalità telematica, alla proroga dei termini necessari per l’adeguamento alle norme antiincendio dei rifugi alpini e delle strutture ricettive, necessaria per permettere a tali strutture di potersi mettere in regola senza andare incontro a un’eccessiva esposizione finanziaria.

Ma anche alla proroga per l’adeguamento dei piccoli impianti agricoli soggetti alla prevenzione incendi, soprattutto per i serbatoi di rifornimento dei macchinari agricoli, un carico oneroso per la già fragile gestione economica delle piccole aziende. Sempre per il settore agricolo, vi è anche la proroga relativa all’obbligo dell’abilitazione per l’utilizzo di macchine agricole e dei relativi percorsi formativi. Ad oggi si calcola che solo il 20% dei circa 500mila addetti del settore abbia completato il relativo corso d’aggiornamento e, pertanto, la proroga è assolutamente necessaria per permettere alla stragrande maggioranza degli operatori di mettersi in regola.

E poi le misure di semplificazione e la proroga legata agli obblighi di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevuti da soggetti residenti in altri stati membri dell’UE introdotti da una norma lampo del 2016.

Tale proroga – ha spiegato Panizza – interessa da vicino gli spedizionieri doganalisti italiani, circa 10.000 impiegati a tempo indeterminato, che oggi sono in grande difficoltà per l’introduzione a sorpresa di nuovi impegnativi adempimenti. La categoria aveva chiesto di spostare la data di scadenza al 2020, anno per il quale i 28 paesi dell’UE si sono detti pronti all’utilizzo di sistemi informatici comuni. Tuttavia l’entrata in vigore posticipata 31 dicembre 2017 tranquillizza le aziende.

In ultimo Panizza si è soffermato sulla direttiva Bolkestein e sulle manifestazioni davanti al Parlamento dei commercianti ambulanti: “abbiamo ascoltato le loro ragioni in Commissione. Il relatore ha proposto una mediazione tra la volontà di prorogare l’entrata in vigore della direttiva e l’opportunità di riconoscere il percorso virtuoso portato avanti da alcune regioni, che, attraverso il confronto con la categoria, sono riuscite ad individuare criteri e requisiti che salvaguardano le imprese oneste, che hanno svolto correttamente il loro lavoro in questi anni e che hanno giustamente diritto ad una priorità assoluta nella riassegnazione dei posti disponibili. Confesso che avrei preferito la formulazione contenuta nel testo governativo, ma riconosco che la proposta del relatore va incontro alle preoccupazioni giustamente espresse da una categoria che opera in condizioni difficili, con pesanti spostamenti, spesso in condizioni climatiche sfavorevoli, in località molte volte periferiche e disagiate.

Non è naturalmente questo il Provvedimento con cui affrontare tutte le questioni sollevate ieri dagli operatori, ed è per questo che io chiedo al Governo di fare una profonda riflessione sulla possibilità di escludere il commercio ambulante dall’applicazione della direttiva, proprio come hanno fatto la stragrande maggioranza dei paesi europei e di dotarci invece di una buona normativa nazionale che dia ampia autonomia alle regioni e alle province autonome.

Credo – ha concluso Panizza – che quelle che abbiamo sentito ieri siano proposte da prendere in seria considerazione, se non vogliamo correre il rischio di mettere in difficoltà tutte quelle famiglie di un settore che comunque non ha mai avuto vita semplice”.


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