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Mediazione penale minorile, prorogato il protocollo d’intesa

mercoledì, 21 febbraio 2018

Brescia - La Provincia di Brescia intende proseguire il proprio percorso di collaborazione con la Magistratura Minorile nell’ambito della mediazione penale, mantenendo il proprio ruolo di Ente capofila nel progetto relativo alla giustizia riparativa, che vede coinvolti il Tribunale per i Minorenni di Brescia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia, le Province di Bergamo, Mantova, Cremona, il Comune di Brescia e il Centro Giustizia Minorile per la Lombardia.

mottinelli“La mediazione penale – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli - contribuisce alla definizione di un diverso concetto di responsabilità personale per una responsabilizzazione del minore, autore di reato, attraverso l’incontro con la persona offesa dal reato, con l’intento di superare tale offesa attraverso un percorso di reciproco riconoscimento e di riparazione. E’ uno strumento di politica criminale seriamente preventivo, che promuove la risocializzazione e il reinserimento dei giovani rei”.

Il Protocollo d’Intesa, scaduto nel dicembre 2017, sarà prorogato fino al 30 giugno 2018 al fine di garantire la continuità del Progetto e dell’attività di Mediazione in essere.

E’ tanto considerevole il numero complessivo dei casi pervenuti all’Ufficio per la Mediazione Penale Minorile tanto da essere fra i più rappresentativi a livello nazionale.

Alla data del 31 dicembre 2017, sono stati inviati dalla Magistratura Minorile 690 casi: 270 provenienti dalla provincia di Brescia, 238 provenienti dalla provincia di Bergamo, 92 provenienti dalla provincia di Cremona e 90 provenienti dalla provincia di Mantova.

Quasi 1.000 i ragazzi con procedimento penale in corso e 650 le parti offese (coetanei, persone adulte, ma anche società private, quali ad esempio le aziende di trasporto urbano, danneggiate dal fenomeno del graffitismo, o Istituzioni Pubbliche come i Comuni, il cui patrimonio pubblico è spesso oggetto di atti di vandalismo).

 I reati più frequenti: lesioni personali, percosse, molestie, danneggiamento e, con sempre più frequenza, reati di diffamazione, ingiurie, minacce a mezzo social network, commessi in concorso di reato perlopiù con altri minorenni).

“La mediazione -  ha concluso il Presidente Mottinelli - diventa l’occasione per promuovere temi inerenti la legalità; si raccoglie il desiderio, soprattutto rispetto alle scuole, di essere in rete per diventare più efficaci e uscire dalla percezione di solitudine. Ogni mediazione si conclude con un accordo ripartivo concordato tra le parti che può essere di carattere simbolico oppure, su richiesta delle parti stesse, di tipo operativo (attività a favore della comunità o della parte offesa), con ricadute sociali positive come ad esempio le testimonianze dirette dei ragazzi nelle scuole, la produzione di materiale divulgativo (video, cartellonistica) sui temi della legalità, la ricostruzione del tessuto sociale nel gruppo classe o nel gruppo amicale dei coetanei”.


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