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Maltempo, Coldiretti traccia il bilancio dei danni dal Garda alle montagne

venerdì, 15 giugno 2018

Riva del Garda – Mezzo milione di danni per la pazza primavera. Danni del maltempo sul Garda, Sebino e vallate. Intervento della Coldiretti. L’ultima ondata di maltempo ha fatto salire a oltre mezzo miliardo il conto dei danni provocati all’agricoltura da inizio anno tra gelo, nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua.

maltempo bosco

Questo è quanto emerge dal bilancio della Coldiretti, un bilancio pieno di alti e bassi, dato che è stata un’estate molto turbolenta tra la variazione del caldo e del freddo. La situazione è molto anomala – sostiene Coldiretti  -”infatti è visibile che nelle zone dei grandi laghi con grandi percentuali di riempimento, ad esempio il lago del Garda 99% e il lago Maggiore 72%, mentre il Po è salito quasi a un metro nelle scorse ore a causa delle intense precipitazioni”.  Il fiume Po, il fiume italiano più importante, è quello che rappresenta al meglio la situazione di difficoltà dei bacini italiani, questa situazione di difficoltà sta portando lo smottamento dei vigneti e dei campi coltivati nelle regioni del Centro-Nord.

“In questa fase stagionale è la grandine l’evento più grave che porta gravi danni agli agricoltori – precisa la Coldiretti – perché causa danni che è quasi impossibile sistemare e quindi, la grandine, porta anche la perdita del lavoro di un anno intero”.

L’andamento anomalo di quest’anno conferma che i cambiamenti climatici che continuano a manifestarsi sono sempre più frequenti. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie durante l’estate, dice Coldiretti, ma l’acqua per poter essere tenuta come riserva dal terreno deve cadere “dolcemente” non in modo violento come è successo più volte durante quest’anno.

“Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni – conclude la Coldiretti – ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione”.

di Chiara Panzeri


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