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Maltempo, chiesti i danni per la produzione agricola dimezzata

martedì, 28 maggio 2013

Aprica –  La Lombardia rappresenta da sola il 20 per cento della produzione agricola nazionale e non credo proprio che il Governo possa abbandonare il settore in questa fase di difficoltà aggravata dai danni del maltempo. Sarebbe un colpo terribile per la filiera agroalimentare, che difficilmente potrebbe essere assorbito dal mercato”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, intervenendo oggi in Consiglio regionale, per fare il punto sull’iter, avviato ormai da alcuni giorni, per la richiesta dello stato di crisi in agricoltura, in risposta a una mozione presentata dall’opposizione. Mozione che, poi, è stata ritirata, in attesa che – il 5 giugno prossimo – la Commissione Agricoltura del  Consiglio regionale esamini dati e cifre (ufficialmente rendicontati dalle Amministrazioni provinciali) relativi ai danni causati dal maltempo a campi e colture.  ”Nel frattempo – ha ricordato l’assessore regionale – ho scritto, già venerdì scorso, al ministro per le Politiche agricole, chiedendo di  approntare misure e interventi a sostegno del settore e a prescindere da quanto sarà poi deciso con il riconoscimento  dello stato di crisi”. Tra gli interventi richiesti figura anche la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratori dipendenti, il differimento dei termini per gli adempimenti degli obblighi tributari, la sospensione delle rate e degli effetti del credito agrario per sei mesi e l’ottenimento  del ristoro economico a valere sui fondi di solidarietà nazionali.  Così come accaduto per le altre Regioni che hanno effettuato le stesse segnalazioni, l’assessore regionale all’Agricoltura chiede al ministro un  intervento nei confronti degli organi comunitari competenti,  affinché gli eventi causati dal maltempo “siano riconosciuti come riconducibili a ‘forza maggiore e circostanze eccezionali’, come previsto dal Regolamento comunitario n.73 del 2009, per consentire l’attivazione delle procedure, che permettano ai produttori di mantenere il diritto agli aiuti.


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