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Lotta al caporalato, le proposte del senatore Panizza (PATT) accolte in commissione

venerdì, 29 luglio 2016

Trento  -”Il caporalato è una piaga, dietro cui spesso si nascondono le organizzazioni criminali, perpetuando situazioni di sfruttamento e condizioni di vita disumane. Per fortuna però è un fenomeno circoscritto ad aree e settori specifici: per questo è stato prezioso il lavoro fatto in Commissione per dare maggiore equilibrio al testo e fare in modo che alcune misure non diventassero un ulteriori aggravio burocratico per settori e territori sani, senza risolvere il problema”, così durante il suo intervento in aula nella discussione generale sui provvedimenti di lotta al caporalato, il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (Nella foto a lato).

Senato

“Il caporalato – ha continuato Panizza rivolgendosi al Ministro Martina – insiste in quei settori e quegli ambiti che sono rimasti clamorosamente arretrati nella gestione dei processi produttivi, nell’incapacità di creare consorzi, nel non saper valorizzare, anche dal punto di vista monetario, la qualità del prodotto. Tutto ancora si regge sull’abbattimento del costo del lavoro. Per questo assieme alle misure repressive ci vogliono norme che favoriscano la crescita complessiva del settore, il suo pieno e completo ammodernamento”.

Come ribadito dalle organizzazioni agricole bisogna rendere inutile, rispetto al processo organizzativo, la funzione del caporale. Ci vogliono quindi servizi, a cominciare dai trasporti e dagli alloggi per la manodopera.

“In Commissione – ha insistito Panizza – sono state accolte alcune delle nostre richieste volte a rendere il testo più equilibrato, per non penalizzare quelle realtà che, per fortuna non sono toccate dal fenomeno. Penso a quelli sugli indici di congruità, alla proroga al 2018 dell’entrata in vigore del sistema Uniemens e, soprattutto, alla conferma del versamento trimestrale dei contributi agricoli unificati per non costringere gli agricoltori a sostanziose anticipazioni. Il senatore Panizza ha poi voluto ricordare gli emendamenti che sono invece stati ripresentati in aula, auspicando un recepimento da parte del Governo e della maggioranza, in particolare quelli che “puntano a sostituire l’iscrizione alla rete del lavoro agricolo di qualità con una certificazione e quelli, molto puntuali, per far sì che le sanzioni, anche di carattere penale, siano commisurate alla gravità del reato.

“La nostra commissione – ha concluso Panizza – in questi anni ha lavorato molto bene, con una forte attenzione sui contenuti e trovando spesso dei punti di sintesi tra maggioranza e opposizione. C’è ancora tantissimo da fare, in particolare per la semplificazione burocratica, per la difesa dei marchi d’origine e per l’agricoltura di montagna, perché i problemi sono davvero tanti per un settore che lungamente è stato visto come la cenerentola della nostra economia. Ma la strada che è stata intrapresa è quella giusta”.


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