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Linfano, frana e valanghe: dichiarato lo stato di calamità

venerdì, 28 marzo 2014

Linfano  - E’ stata dichiarata la sussistenza dello stato di calamità per due eventi: innanzi tutto “in conseguenza dei gravi danni di carattere strutturale provocati dalle valanghe che si sono staccate nella stagione invernale 2013-2014 sull’intero territorio provinciale” ed inoltre “in conseguenza dell’evento franoso che si è verificato il 9 marzo 2014 in località Linfano nel Comune di Arco”.Valanga 

Lo ha deciso la Giunta provinciale, con due distinti provvedimenti presentati all’esecutivo dall’assessore alla Protezione civile Tiziano Mellarini, che li ha firmati come proponente. Nei giorni scorsi l’assessore si era recato sui luoghi colpiti dalle calamità per rendersi conto di persona dell’entità dei danni e dei pericoli. “C’è la necessità di garantire prima di tutto la sicurezza”, ha commentato in Giunta Mellarini che, a proposito di Linfano, ha ricordato come sia già stato dato incarico ad un gruppo di esperti di predisporre uno studio geologico.” Vogliamo capire quali interventi sarà possibile realizzare a protezione dell’incolumità dei residenti e dei numerosi ospiti, vista la forte vocazione turistica dell’area”. Analogo discorso per Rolle e Latemar: “La grande quantità di neve e le valanghe hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulle attività economiche – ha ricordato Mellarini -. La decisione di oggi pertanto attiva il dirigente generale e le strutture provinciali per la fase della quantificazione dei danni”.  La dichiarazione di sussistenza dello stato di calamità infatti apre la strada alla realizzazione di interventi di ripristino e alla concessione di contributi e indennizzi per i danni subiti. La Giunta provinciale, per la concessione dei contributi e degli indennizzi per i danni causati dalle due calamità, stabilirà con successivi provvedimenti i criteri e le modalità di accesso ai benefici da parte dei soggetti danneggiati, nonché le percentuali di sostegno.

Secondo la normativa provinciale (art. 2, comma 1, lettera c), della legge provinciale n. 9 del 2011) per “calamità” si intende un evento causato da fenomeni naturali o dall’attività dell’uomo che ha prodotto un grave danno o il pericolo di grave danno all’incolumità delle persone, all’integrità dei beni e dell’ambiente, per cui si rende necessario un intervento straordinario dell’amministrazione pubblica.

E’ attribuito (art. 66, comma 1, della stessa legge provinciale) alla Giunta provinciale il compito di dichiarare la sussistenza della calamità su proposta del Dirigente generale della protezione civile. Le richieste di indennizzo sono ammissibili qualora sia dimostrabile il nesso di causalità tra danno ed evento ed il guasto non sia riconducibile a negligenza, imperizia o imprudenza del soggetto tenuto alla custodia e manutenzione dei beni danneggiati. La Giunta provinciale, per la concessione dei contributi e degli indennizzi per i danni causati dalle due calamità, stabilirà con successivi provvedimenti i criteri e le modalità di accesso ai benefici da parte dei soggetti danneggiati, nonché le percentuali di sostegno.

 I fatti che hanno portato a questa decisione

Danni da valanghe

Nella stagione invernale 2013-2014, per altro ancora in corso, si sono verificate nevicate di carattere eccezionale per frequenza e intensità. A quote medio-alte sono arrivati dai 5 ai 10 metri di neve fresca. Nella fascia attorno ai 2000 metri di altitudine il manto nevoso ha raggiunto al suolo uno spessore di 2-3 metri o anche superiore in certe zone per effetto dell’intensità della precipitazione o dell’effetto del vento. Sopra i 2500 metri sono stati registrati spessori del manto nevoso al suolo di 4-5- metri.

Le copiose nevicate e le precipitazioni a carattere piovoso, che in qualche caso si sono avute fino a quota 1800-2000 metri, hanno provocato effetti particolari sul territorio e sulla pericolosità connessa al sovraccarico delle strutture e all’aumento del rischio da valanga.

Inoltre, almeno per quanto riguarda le quote medio-alte, la stagione invernale non è finita. I mesi di marzo e aprile sono statisticamente molto nevosi e nel mese di maggio non sono rare le nevicate di 50-100 centimetri. Non si possono quindi escludere altri eventi in grado di produrre danni anche gravi.

Si ritiene che sia necessario attendere fino all’estate per valutare complessivamente i danni procurati non solo a soggetti privati, ma anche al patrimonio pubblico (foreste, strutture e infrastrutture) e alle opere e strumenti di prevenzione e sicurezza.

Il Dipartimento protezione civile della provincia autonoma di Trento ha svolto un intenso lavoro di monitoraggio e di prevenzione dei rischi connessi al pericolo di valanghe. Ha lavorato con propri operatori e mezzi specializzati, compreso il Nucleo elicotteri e si è avvalso della collaborazione delle locali Commissioni valanghe che operano sul territorio a supporto dei provvedimenti di competenza dei sindaci e in stretto legame con i nivologi della Provincia.

Sono stati raccolti i dati e le informazioni sui numerosi fenomeni valanghivi e sui danni diretti che sono stati arrecati alle strutture pubbliche e private.

Allo stato attuale, tenuto conto della diffusione che gli eventi metereologici hanno avuto e del numero di aree che presentano condizioni di pericolosità o di danno grave già accertato, non è possibile delimitare con precisione le zone interessate. Per questo motivo la dichiarazione di sussistenza della calamità connessa al fenomeno valanghivo è riferita all’intero territorio provinciale.

 

Frana di Linfano

Il 9 marzo 2014, alle ore 9.40, in località Linfano di Arco si è staccata dalla parete rocciosa del Monte Brione, che sovrasta la strada statale 249 in prossimità del Residence “Verde Blu”, una frana di roccia di circa 400 metri cubi che si è frantumata in blocchi provocando gravi danni a edifici, veicoli e infrastrutture di servizio pubblico.

I massi hanno colpito una casa privata utilizzata per ferie, che ha subìto danni lungo la facciata nord e sul tetto, e il residence “Verde Blu”, che presenta la demolizione di due appartamenti sul lato nord; sono state distrutte inoltre delle vetture in sosta in prossimità degli edifici.

Nella discesa a valle i massi hanno causato anche la rottura di un tubo della rete di distribuzione del metano a media pressione di proprietà della società “Alto Garda Servizi SpA” con conseguente fuoriuscita di gas.

La Protezione civile provinciale è intervenuta immediatamente attraverso i Vigili del fuoco (i volontari di Riva, Arco e Torbole e i permanenti di Trento) e il Servizio geologico provinciale. Sono intervenute anche le forze dell’ordine. Il Pronto soccorso sanitario ha dato assistenza a due persone leggermente ferite.

Dopo i primi interventi di messa in sicurezza e di allontanamento precauzionale di persone residenti, sono stati fatti i sopralluoghi, anche in elicottero, per verificare lo stato della zona del distacco che delle aree sottostanti e per scongiurare la presenza di eventuali ulteriori masse rocciose pericolanti o altri pericoli.

Il 10 marzo 2014 la Provincia ha disposto la realizzazione degli interventi di somma urgenza: disgaggi, messa in sicurezza del versante interessato dalla frana, lavori di ripristino dei danni provocati alla rete di distribuzione del metano lungo la strada statale, pulizia dei luoghi interessati dall’evento.


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