QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad
Ad


Liberi di giocare? Come l’industria dell’azzardo controlla i giocatori

giovedì, 17 maggio 2018

Lo scandalo della vendita dei dati di Facebook esploso qualche mese fa è soltanto la punta dell’iceberg delle informazioni digitali. L’utilizzo poco consapevole della rete porta utenti inesperti a cedere dati personali senza saperlo. Facendo la fortuna di diverse aziende e di intere industrie, tra cui il gioco d’azzardo.

fChe il gambling potesse utilizzare dati personali per costruire la propria strategia di marketing non è un mistero. La semplice compilazione delle domande per l’iscrizione a un portale online richiede già alcune informazioni di anagrafica utili per capire l’età e l’occupazione dei nuovi giocatori. La conoscenza approfondita del cliente è d’altronde molto importante per poter creare un’offerta mirata da parte del settore.

I fattori che attraggono un’utenza giovane non sono gli stessi di chi scommette da anni. Le slot machine vengono prodotte su temi diversi in base al target: a tema Marvel per coinvolgere i neomaggiorenni, ispirati a film o serie TV cult per chi li ha vissuti al momento del loro lancio. Per raccogliere il maggior numero dei dati la BtoBet ha lanciato una piattaforma che utilizza l’intelligenza artificiale per unire retail e online. In questo modo gli operatori possono elaborare tutte le informazioni a loro disposizione sugli scommettitori, organizzando la loro strategia di marketing di conseguenza.

Le pagine visualizzate, il click e ogni transazione monetaria dell’utente vengono registrati e studiati dalla piattaforma. Avete mai notato che spesso gli annunci pubblicitari corrispondono al range di prodotti che cercate più spesso in rete? È il risultato di questo procedimento, che per l’azzardo funziona benissimo. Basta effettuare una scommessa per vedere annunci sulle promozioni del sito su cui si è puntato il proprio denaro. Un’inchiesta pubblicata da Giochidislots si è occupata del caso, confermando l’utilizzo delle società di terzi da parte dell’industria del gambling per ottenere informazioni sulle persone. Alcuni ex dipendenti hanno rivelato che una mossa abituale era l’acquisto di elenchi di e-mail con decine di migliaia di contatti e numeri di telefono. Una banca dati gigantesca per pubblicizzare il prodotto, e soprattutto per personalizzarlo. Per quanto questo possa creare problemi alla società, oltre alla persona direttamente interessata.

La legislazione europea sulla protezione dei dati obbliga di informare le persone su come vengono utilizzati i loro click. Con il bombardamento di richieste di permessi purtroppo queste vengono ignorate, per mancanza di tempo o di voglia di mettersi a riflettere sulle conseguenze. E l’industria del gambling si fa forte di questo disinteresse diffuso. In alcuni casi vengono utilizzati sistemi per geolocalizzare clienti, così da sapere quando si recano negli stadi e chiedere di scommettere sulla partita che stanno per vedere. Il livello estremo del controllo digitale, per un mercato che ha incassato 14 trilioni di sterline nel 2016, di cui 4,5 dall’online. Cifre da capogiro, che arrivano dalle tasche di giocatori non sempre abbienti. E a volte trascinati verso le scommesse con metodi poco ortodossi e ai limiti della legalità. Pensateci, prima di prestare il vostro consenso al trattamento dei vostri dati. Meglio essere informati, su un argomento così delicato.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136