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Legge sulla montagna: mozione del senatore Panizza (Patt) raccoglie adesione di 20 parlamentari

lunedì, 21 marzo 2016

Trento – Una mozione per impegnare il Governo a varare una legge quadro sulla montagna, con tutta una serie di misure volte a garantire la sua salvaguardia e il suo sviluppo attraverso una serie articolata di interventi, dagli sgravi fiscali alla semplificazione burocratica agli incentivi per le nuove imprese.Panizza - Rai 1

L’ha presentata il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza, raccogliendo in poche ore l’adesione di una ventina di Senatori sia di maggioranza che di opposizione.

“Credo che questa seconda parte di legislatura – spiega Panizza – debba essere spesa per imprimere una forte accelerazione a quanto di positivo è stato comunque fatto fino a questo momento ma che non è ancora sufficiente. Ci vuole un Collegato specifico per il settore, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale attraverso l’introduzione di zone a fiscalità di vantaggio e sostenere la tutela e lo sviluppo di queste aree svantaggiate. Penso a misure che favoriscano la nascita di centri multifunzionali, i bar e tutti quei negozi che assieme alla vendita dei prodotti erogano servizi, da pensare di concerto con le realtà locali presenti sul territorio, dalle pro loco ai gruppi ANA, i circoli anziani, le cooperative, i gruppi parrocchiali e le associazioni culturali.

Ma penso anche a politiche per il superamento del digital divide, una barriera che frena lo sviluppo del telelavoro, dell’e-commerce e di tutto quello che può creare nuove occasioni soprattutto per le donne. E ci vuole anche una politica che sviluppi azioni di marketing territoriale da parte delle Unioni montane di Comuni e di concerto coi privati e le aziende, per una forte promozione del territorio così come servono progetti di sostegno agli esercizi commerciali di prossimità dei piccoli comuni”.

In Italia i Comuni classificati come montani sono il 43.7%, una fetta consistente del nostro Paese che, come riporta l’indagine realizzata dalla Trentino School of Management e dal Centro Europeo Ricerche dal significativo titolo “La Montagna perduta”, non hanno avuto negli anni quelle specifiche politiche che dovevano tenere conto delle particolarità del territorio, tanto da porre, oggi, una vera e propria “questione montana” intesa come progressivo spopolamento e impoverimento di una parte pregiata e strategica del nostro Paese: pregiata perché la montagna costituisce un’inesauribile giacimento di risorse ambientali e naturalistiche; strategica perché è la montagna a proteggere l’intero territorio dal dissesto idrogeologico e a ridurre l’impatto delle calamità naturali.

“Nell’ultima legge di Stabilità – insiste Panizza – il Governo ha recepito un ordine del giorno predisposto assieme ai colleghi del Gruppo Interparlamentare per lo Sviluppo della Montagna che evidenziava gli interventi prioritari e ne auspicava uno più complessivo per affrontare, appunto, la questione montana. È un tema non più rimandabile, anche perché, a causa delle crisi, le difficoltà si sono accentuate. Il Governo metta subito in campo un intervento complessivo: la montagna, la sua tutela e il suo sviluppo sono decisivi per il futuro del Paese”.


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