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Legge sui Fallimenti: si alle modifiche. Il senatore Panizza (PATT) annuncia un disegno di legge ad hoc

mercoledì, 5 agosto 2015

Roma – Le modifiche alla legge e le innovazioni introdotte per il concordato preventivo sono un primo passo, poi arriverà un provvedimento ad hoc. Infatti il senatore Franco Panizza (PATT)  annuncia un disegno di legge ad hoc: ”Le modifiche apportate al concordato preventivo sono assolutamente positive perché finalmente garantiscono i creditori. Ma il concordato rimane uno strumento che troppo spesso è stato adoperato con il solo scopo di ritardare o di eludere i pagamenti”.

“Queste misure però non sono ancora sufficienti – prosegue Panizza -: bisogna rivedere in maniera robusta lo strumento per evitare che alcune aziende disoneste si rifacciano su quelle oneste. Di questo ne ho già parlato con il sottosegretario Ferri e con il viceministro Morando e da loro ho ottenuto rassicurazioni sulla disponibilità a tener conto delle richieste degli autonomisti che, nelle prossime settimane, troveranno forma in uno specifico e dettagliato disegno di legge”. Franco Panizza 1

Il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza, intervenendo anche questa mattina in aula sul decreto Fallimenti ha indicato la strada da seguire: “Il concordato in bianco – ha continuato Panizza – è stato utilizzato troppo spesso come escamotage per dilazionare nel tempo i pagamenti ai creditori, se non addirittura per eluderli, attraverso la costituzione di new company che rilevavano l’attività”.

Panizza ha poi ricordato “le positive misure introdotte alla Camera che ricalcano il mio ordine del giorno al Provvedimento sul codice degli appalti e che il Governo aveva accolto: dalla previsione nei concordati liquidatori una percentuale minima del 20% di soddisfo dei crediti chirografi, alla vincolatività in ogni caso della percentuale offerta, all’abolizione del meccanismo del silenzio-assenso ai fini dell’approvazione della proposta, alla disciplina delle offerte concorrenti per superare il cosiddetto concordato bloccato, con l’automaticità dell’apertura di una procedura competitiva”.

“Il mio auspicio – ha continuato il Senatore – è che però non ci si fermi qui, perché lo strumento ancora oggi non ha trovato il giusto equilibrio tra tutela dei creditori e necessità di non disperdere, laddove ci sono, preziosi patrimoni aziendali.

Solo per citare le richieste più significative, bisogna prevedere, nei casi in cui la percentuale di pagamento ai chirografari sia inferiore alla percentuale dichiarata nel piano, il fallimento automatico in ipotesi di revoca, rinuncia o mancata omologa; impedire, alle imprese in concordato in continuità, sino al provvedimento di omologa, di partecipare agli appalti pubblici; dobbiamo prevedere il pagamento diretto ai subappaltatori nel caso di aziende coinvolte in procedure concorsuali e che hanno contratti con enti pubblici; introdurre espressamente l’esclusione della prededuzione per compensi professionali inerenti l’assistenza su concordati in bianco poi rinunziati o dichiarati inammissibili; bisogna estendere la revocatoria ad ogni caso di concordato in bianco a cui è seguito il fallimento”.

Infine Panizza, auspicando un intervento immediato del Governo, ha sottolineato come questo “sarebbe un segnale importante per il mondo delle imprese, dell’artigianato e della cooperazione che, per troppo tempo, si sono scontrati con una normativa che – per quanto nata sotto le più nobili intenzioni – nei fatti ha prodotto diverse situazioni di vera e propria ingiustizia ed ha fatto fallire e messo in serio pericolo migliaia di aziende”.


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