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Lavarone, arrivate 24 donne richiedenti protezione internazionale. La visita delle autorità

lunedì, 21 novembre 2016

Lavarone - Profughi, arrivate a Lavarone ventiquattro donne di origine africana, richiedenti protezione internazionale. Da oggi sono alloggiate a Lavarone, nella Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. Sono partite dal Campo della Protezione Civile di Marco di Rovereto ed hanno trovato sistemazione presso la struttura delle Suore Elisabettine, ora gestita dalla Provincia autonoma di Trento nell’ambito del progetto di accoglienza profughi. Pienamente rispettata, quindi, la tempistica stabilita prima dell’atto intimidatorio che ha colpito nei giorni scorsi proprio la casa di soggiorno, gesto cui è seguita l’immediata e unanime condanna delle istituzioni a livello locale e provinciale. Ad accogliere le ventiquattro richiedenti protezione internazionale c’erano gli operatori della Cooperativa Punto d’Approdo e della Croce Rossa.

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Hanno subito fatto visita alle migranti il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi, il sindaco di Folgaria, Walter Forrer, la presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, Nicoletta Carbonari, una rappresentante delle Suore Elisabettine e il parroco di Lavarone.

Nelle parole di tutti, l’importanza di esprimere un’accoglienza capace di comprendere, innanzitutto, il drammatico vissuto dalle persone ospitate e di rendere questa esperienza un’opportunità di crescita reciproca. Un orientamento che, come è stato sottolineato da tutti, si è già tradotto in una particolare disponibilità delle associazioni nel contribuire a dare vita a percorsi di dialogo, incontro e conoscenza reciproca.

Nel primo pomeriggio nella struttura si sono recati, per una visita informale, anche i Carabinieri di Lavarone e alcuni ragazzi del posto che hanno voluto portare il proprio saluto. Sulla facciata principale della struttura era presente la scritta colorata “welcome” predisposta dalla comunità. Inoltre, il primo pranzo è stato preparato e offerto dalla Croce Rossa (con il supporto di Punto d’Approdo) attraverso i propri volontari quale primo segno di benvenuto in rappresentanza del tessuto associativo locale.

L’arrivo delle ventiquattro migranti – quasi tutte nigeriane, una senegalese – a Lavarone è stato preceduto, nei giorni scorsi, da un partecipato incontro informativo con la comunità locale. Nella residenza le richiedenti protezione internazionale provvederanno autonomamente alla gestione quotidiana delle rispettive camere e delle proprie esigenze personali, ma la loro permanenza sarà caratterizzata, come hanno spiegato stamane Ivana Riccadonna per Cinformi e Andrea Gentilini per Punto d’Approdo, dal costante lavoro e affiancamento degli operatori. Un impegno orientato anche a favorire percorsi e occasioni di incontro con la comunità per una positiva convivenza. L’obiettivo, a Lavarone come in tutte le località dove sono alloggiati i profughi, è rendere l’accoglienza in Trentino un’opportunità per il territorio superando timori e pregiudizi.


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