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L’autonomia trentina garantita da un accordo internazionale. Intervento del senatore Panizza (Patt)

mercoledì, 13 aprile 2016

Trento – Dopo il voto alla Camera sulla riforma costituzionale arrivano le prime reazioni e un chiarimento sull’autonomia trentina.

“Tengo a ricordare al Presidente  del Consiglio Matteo Renzi che anche l’autonomia del Trentino, e non solo quella della Provincia Autonoma di Bolzano, è garantita a livello internazionale dall’accordo De Gasperi-Gruber. Alla Camera, in sede di approvazione definitiva della riforma costituzionale, il Presidente ha affermato che, in questa riforma, le autonomie e le regioni delle province a statuto speciale non vengono toccate Questo conferma la bontà dell’accordo stipulato prima delle elezioni, assieme alla SVP, con il PD nazionale. Un accordo, sempre rispettato dal Presidente Renzi, che ha garantito la nostra specialità e l’ha blindata all’interno della Riforma”, è il commento del senatore Franco Panizza (Patt).Franco Panizza 1

Ma, nel suo intervento in aula, il Presidente Renzi nel ricordare che la nostra autonomia è garantita da un accordo internazionale, ha citato però esclusivamente la Provincia Autonoma di Bolzano. “Siccome nessuno dei nostri deputati ha replicato – aggiunge il senatore Panizza – farò presente al Presidente, anche nella mia veste di segretario del PATT, che quell’accordo garantisce anche l’autonomia della Provincia Autonoma di Trento.

Tant’è vero che lo stesso Renzi, nella lettera inviata a Vienna per comunicare l’avvenuto accordo finanziario nella Legge di Stabilità con le due province autonome, ha citato espressamente sia la Provincia Autonoma di Bolzano che quella di Trento. E lo conferma la totale unità d’intenti che i due Presidenti autonomisti Rossi e Kompatscher hanno assunto nei confronti di Roma e di Vienna, dimostrando come le nostre due autonomie sono unite in un quadro regionale garantito, non solo dallo statuto, ma anche a livello internazionale e che vi è oggi, grazie anche all’azione decisa dei due Presidenti e della coesione della delegazione parlamentare, una perfetta convergenza politica tra le due autonomie”.

“La riforma costituzionale – conclude il senatore – è il risultato importante che una legislatura nata in maniera rocambolesca e non di certo sotto i migliori auspici, è riuscita a portare a casa. Avremmo preferito che il nuovo Senato divenisse una vera e propria camera delle autonomie. Tuttavia vi è di buono la riduzione dei costi della politica e lo snellimento dei processi legislativi. E, cosa per noi dirimente, la salvaguardia e il pieno riconoscimento nella nuova carta costituzionale, della nostra specialità”.


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