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L’Aquila di San Venceslao vola in Messico nel piccolo Trentino di padre Benny

lunedì, 30 giugno 2014

Trento - L’Aquila di San Venceslao “vola” in Messico, fino a Colonia Manuel Gonzales, nello stato di Veracruz, un “piccolo Trentino” creato laggiù nel 1881 dai nostri emigranti e dove oggi, in occasione del suo 80esimo compleanno, sarà consegnata ad un trentino illustre che forse pochi trentini conoscono: padre Josè Benigno Zilli Manica, per tutti “padre Benny”. A consegnargli, a nome del presidente della Provincia Ugo Rossi, la massima onorificenza della Provincia autonoma di Trento, accompagnata da una lettera dello stesso presidente, sarà il vicepresidente della Trentini nel Mondo Aldo Degaudenz. La consegna dell’”Aquila” a padre Benny è stata anticipata nei giorni scorsi da una breve cerimonia a Trento, presso la sede della Provincia, alla quale sono intervenuti il console titolare del Messico a Milano, Marisela Morales, la pro nipote di padre Zilli Manica, Claudia Zilli, lo stesso vicepresidente della Trentini nel Mondo l’ex senatore Aldo Degaudenz, Laura Versini ex consultore inRossi San Vinceslao Messico e la direttrice della Trentini nel Mondo Anna Lanfranchi.

“Per noi – ha spiegato il presidente Ugo Rossi (nella foto) – è motivo di grande orgoglio poter consegnare il simbolo della nostra autonomia in una comunità lontana ad uno studioso delle vicende dell’emigrazione trentina in Messico che, attraverso molte pubblicazioni, è riuscito a fare luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana e messicana. E’, anche, un modo per riscoprire una nostra appartenenza a quella storia e l’occasione per inviare un caro saluto a tutti i trentini e loro discendenti che vivono in Messico e per dire loro che ci siamo e che siamo interessati anche alle seconde, terze e quarte generazioni. Abbiamo bisogno di essere in presa diretta con il mondo ed è per noi di vitale importanza, oltre che un privilegio, poterlo fare con persone che hanno dentro il nostro stesso sangue”.

In Messico, padre Josè Benigno Zilli Manica è noto come il “Màximo investigador de la migraciòn italiana en México”. Come testimonia uno dei suoi cognomi, ha origini anche trentine: la sua famiglia era infatti emigrata da Castellano, in Vallagarina (per una sua breve biografia si veda l’allegato).
Oltre che in tutta la comunità di origine trentina del Messico, padre Benny gode di grande stima e considerazione anche negli ambienti accademici: basti citare che nel 1982 è stato nominato direttore della Facoltà di filosofia della Universidad Veracruzana, che nel 2002 gli è stato intitolato il Museo sull’emigrazione allestito proprio a Colonia Manuel Gonzales e che nel 2012 gli è stato dedicato un busto in bronzo nella piazza di Huatusco.
“Padre Zilli è un personaggio molto importante per noi – ha detto la console Marisela Morales -: il valore dei suoi approfonditi studi è inestimabile e fondamentale per conoscere le motivazioni che 120 anni fa spinsero i trentini ad attraversare l’Atlantico per venire in Messico. Non si può prescindere dalla conoscenza della storia e delle vicende di questi emigranti nella costruzione della coscienza nazionale nel mio Paese, una coscienza che accomuna oggi messicani e trentini”. La console ha poi rivolto un ringraziamento alla Provincia autonoma di Trento, “che ancora oggi sta aiutando il Messico nella sua corsa allo sviluppo”, per la sensibilità dimostrata nel concedere l’Aquila di San Venceslao a padre Zilli Manica.
Orgogliosa per il riconoscimento allo zio si è detta la nipote Claudia Zilli, che risiede in Trentino, anch’essa studiosa dell’emigrazione trentina, che ha voluto ringraziare in modo particolare sia la Provincia di Trento, che ha permesso di recuperare e salvare con l’Università Veracruzana la memoria dell’emigrazione trentina in Messico, sia gli archivisti e uno studioso trentino quale lo scrittore Renzo Tommasi, legato da grande amicizia a padre Benny, autore assieme al sacerdote di origine trentina di alcune fondamentali ricerche sui trentini in Messico.

 


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