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La riforma autonomista del Trentino. Spunta la proposta del PATT su Comuni e Comunità

mercoledì, 10 settembre 2014

Trento – Il PATT discute con gli amministratori la riforma istituzionale L’incontro organizzato dalle Stelle Alpine per discutere della proposta dell’assessore Daldoss chiama a raccolta tutti gli amministratori autonomisti “Si faccia chiarezza sulle competenze e sulle risorse!”.

Il tema della serata non era di certo dei più semplici da affrontare: il rapporto fra Comuni e Comunità è stato, in questi ultimi anni, uno dei più controversi. Divenuto terreno di scontro politico ancora prima della nascita ufficiale dell’ente intermedio, la Riforma Istituzionale è una delle priorità nell’agenda della giunta Rossi. L’obiettivo, infatti, è quello di giungere ad una Riforma approvata prima delle elezioni amministrative del maggio 2015, così da iniziare la nuova legislatura in una situazione di chiarezza e di serenità istituzionale, al sicuro dalle minacce di incostituzionalità dell’ente intermedio.

Per questo motivo il PATT ha voluto chiamare a raccolta tutti gli amministratori tesserati o simpatizzanti, per poter prendere una posizione netta e condivisa sull’argomento, prima del deposito ufficiale della proposta di legge da parte della Giunta. Le polemiche dei giorni scorsi sollevate incomprensibilmente dall’UPT sono sparite davanti alla partecipazione alla serata: in una sala che a stento conteneva gli amministratori, si è capito subito come i territori sentissero la necessità di dire la loro su una Riforma che toccherà direttamente il modo di amministrare il territorio Trentino. Sono state lasciate da parte, infatti,  le posizioni ideologiche e preconcette e si è dato vita ad un dibattito che non cercava di legittimare Comuni o Comunità, ma cercava semmai di definire il miglior quadro istituzionale per limitare i costi della politica e dare servizi sempre migliori ai cittadini, anche a quelli più periferici.
Dopo l’esposizione della Riforma da parte del senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza, sono state raccolte le impressioni e le proposte dei presenti. Ad aprire il dibattito il Presidente del partito e consigliere provinciale, Walter Kaswalder che, ripercorrendo le fasi di applicazione della riforma, ha ribadito l’esigenza di rimuovere i motivi di conflitto tra i comuni e le comunità.
Nelle due ore di dibattito sono intervenuti molti sindaci, presidenti di Comunità, assessori e consiglieri, che, pur con idee diverse, hanno concordato tutti sulla necessità di fare chiarezza in merito a competenze e risorse. “Ciò che non ha fatto funzionare le Comunità è stata la mancanza di risorse proprie e di competenze che dovevano giungere dalla Provincia, mentre i Comuni sono stati messi in competizione con le Comunità sulla gestione dei servizi” è stato il commento unanime dei presenti.
Lo spirito della Riforma è chiaro ed è condiviso, mentre deve essere perfezionato l’approccio a uno dei temi più controversi: quello delle gestioni associate. L’obbligatorietà prevista dal testo della Giunta, infatti, ha creato qualche dubbio sia nei dirigenti del partito che negli amministratori, i quali pur condividendo la necessità di costringere i Comuni a ragionare in una logica strategica di territorio e a superare logiche campanilistiche, temono la perdita di identità comunale.
“Nessun pericolo da questo punto di vista – ha sottolineato Panizza – perché le gestioni associate devono esseIncontro Patt 1re lo strumento per garantire la sopravvivenza dei piccoli comuni che trasferiscono su un livello economicamente più sostenibile i costi e l’organizzazione dei servizi. Vanno assolutamente sostenuti i processi di fusione tra Comuni, ma vanno anche rispettati i piccoli comuni che hanno una struttura in equilibrio economico e che vivono situazioni di frontiera che devono essere salvaguardate”.

Il PATT, pur ritenendo valido il disegno sui servizi definito nella proposta Daldoss, chiede che le gestioni associate siano portate avanti con grande rispetto delle diverse situazioni territoriali, ammettendo delle deroghe quando giustificate e consentendo magari ai piccoli comuni che non hanno problemi economici di aderire alle gestioni associate anche in un secondo momento.
Parere unanimemente contrario è stato espresso alla proposta di istituire la Consulta civica, un organo che, per come è stato pensato, più che promuovere la partecipazione dei cittadini rischia di creare contrapposizioni inutili e bloccare l’attività delle comunità.
È giusto favorire la partecipazione dei cittadini – è stato da tutti ribadito – ma attraverso procedimenti circoscritti e che quando vengono messi in campo devono essere recepiti.
Apprezzamento, invece, è stato espresso per la riduzione del numero dei Consiglieri delle Comunità che, a detta di tutti, permetterà di rendere più snello ed efficace il lavoro delle Comunità.
“La serata – ha commentato Panizza a sua conclusione – è stata molto positiva. Si è trattato di un confronto franco e costruttivo sul merito delle questioni che dimostra come il PATT sia una forza politica che marca da vicino le questioni e che lavora per dare alla nostra Provincia un assetto istituzionale in grado di affrontare e vincere le sfide che riguarderanno il territorio negli anni a venire”.
Nei prossimi giorni il PATT trasmetterà al Presidente Rossi e all’Assessore Daldoss le proposte di modifica alla proposta presentata dalla Giunta.


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