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La Provincia di Trento impugna la legge di stabilità 2014

sabato, 15 febbraio 2014

Trento – Una querelle che rischia di avere effetti sul nuovo Governo e il Parlamento. La Provincia autonoma di Trento impugna davanti alla Corte costituzionale la legge di Stabilità 2014 del Governo. La decisione è stata formalizzata oggi con una delibera che affida la difesa della Provincia agli avvocati Nicolò Pedrazzoli, alla guida dell’avvocatura provinciale, Giandomenico Falcon e Luigi Manzi. La legge di Stabilità si compone di un unico articolo ma di ben 749 commi. La Provincia autonoma di Trento ne impugna 23, che presentano profili di probabile contrasto con le competenze provinciali.

LA SCELTA DI ROSSI

“La legge di Stabilità impone accantonamenti forzosi inproclamazione degli elettiUgo Rossi presidente relazione al concorso al risanamento della finanza pubblica in violazione dello Statuto di Autonomia, anche come modificato dall’Accordo di Milano – sottolinea il presidente Ugo Rossi – . In particolare lo Stato reintroduce le riserve all’erario del 2011 e fissa le disposizioni in materia di revisione della spesa pubblica e della spesa sanitaria. Anche nella parte – pur positiva – relativa alle deleghe, la norma dello Stato contiene previsioni che violano il dettato dello Statuto in particolare laddove imputa il loro costo alle riserve all’erario”.


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