QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

La Franciacorta, la viticoltura di montagna e ‘Prosit’ protagoniste a Vinitaly

martedì, 11 aprile 2017

Verona – “In un territorio come il nostro, caratterizzato da una forte vocazione agricola, avere la Franciacorta e’ come un’arma in piu’ per il nostro sistema agricolo e produttivo, in una fase in cui i mercati mondiali si aprono piu’ velocemente per il mondo della spumantistica”. fava3Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, presentando ieri mattina l’edizione 2017 del ‘Festival Franciacorta Estate’, con Vittorio Moretti, presidente Consorzio Franciacorta, e Lucia Barzano’, presidente della ‘Strada del Franciacorta’, in occasione del Vinitaly 2017, giunto quest’anno all’edizione numero 51.

“Un evento di grande successo, quest’anno nel corso del Festival d’estate si potra’ discutere insieme su quello che la Franciacorta vuole diventare – ha aggiunto Fava – . In Consiglio regionale abbiamo approvato, infatti, una delibera che istituisce questa grande area, per cui ragionare d’ora in poi con una logica di sviluppo precisa. Un passo molto importante, dato che la vocazione turistica dell’area spesso non conviveva facilmente con il resto del territorio provinciale”.

fava2PIANO AREA PER LA FRANCIACORTA
“Il fatto che per la prima volta si e’ pensato a un piano d’area e’ un caso unico, – ha ricordato Fava – ora abbiamo uno strumento che puo’ dare lustro alla zona con la prospettiva definita dell’enoturismo, in una logica di medio lungo periodo. Una grande innovazione che richiede impegno forte del presidente Moretti, per un percorso che va riempito di contenuti. Ora ci sono anche gli strumenti legislativi, per dare a un territorio la stessa grande reputazione che ha il prodotto. Dobbiamo percio’ fare scelte che non vadano in contraddizione con la vocazione che ha il territorio. Il Festival rappresenta anche l’occasione per spiegare dove vuole andare e quale sara’ la Franciacorta del futuro. Noi daremo il nostro sostegno all’ iniziativa, sostenuta negli anni dall’affetto del pubblico, e grazie all’impegno degli operatori di una zona che punta a una nuova e rinnovata scelta di fare economia facendo sistema e incoming con l’enoturismo”.

VITICOLTURA DI MONTAGNA, FAVA: ATTIVITA’ DI PRESIDIO TERRITORIALE CHE VA COMUNICATA IN MODO ADEGUATO

“I vini estremi, i vini di montagna, sono il prodotto di una attivita’ di presidio territoriale e gestione della montagna, del lavoro e della fatica di chi oggi fa quello che tradizionalmente si e’ sempre fatto. Con il Cervim e la regione Valle d’Aosta abbiamo condiviso questo percorso tempo fa, cercando di tutelare e promuovere questo sforzo. L’anno scorso la premiazione a Milano e’ avvenuta con grande entusiasmo e riscontro da parte del pubblico ed e’ la dimostrazione che stiamo procedendo sulla strada giusta”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, presentando a Vinitaly il ‘Mondial des vins extremes’, il concorso enologico mondiale del Cervim che nel 2016 ha visto la premiazione per la prima volta a Milano in un evento appositamente dedicato. Era presente il presidente del Cervim, Roberto Gaudio.

GESTO ETICO
“Abbiamo poi scelto di rientrare come Regione Lombardia attraverso Ersaf nell’assemblea dei soci di Cervim, – ha ricordato Fava – con l’idea di rilanciare attivita’ sul territorio lombardo. Studio, passione e attivita’ portate avanti negli anni sono state encomiabili. Il prodotto di montagna comunicativamente non e’ solo un vino, le differenze stanno non solo nelle qualita’ intrinseche del prodotto, ma nell’eticita’ e nella difficolta’ di chi lo realizza investendo per realizzare un atto culturale di grande rilievo, che da’ il senso della volonta’ degli operatori di preservare la montagna”.

L’edizione 2016 del concorso ha fatto segnare un grande passo avanti nei numeri. Se nelle tre precedenti edizioni si era registrata una media DI 600 vini, provenienti da una decina di paesi, l’anno scorso sono state 738 le etichette in vetrina, con la presenza di 30 aziende provenienti da 16 paesi, tra cui, per la prima volta, Croazia, Libano e Principato di Andorra.

APPUNTAMENTO RITUALE
“Il concorso e’ diventato appuntamento rituale, – ha aggiunto Fava – ci si confronta con modelli europei ed e’ sempre un percorso positivo farlo anche con il produttore piu’ piccolo. Siamo reduci dal congresso Cervim di Susegana, li’ abbiamo preso una iniziativa che ci spinge a ragionare sul creare riserve sulle autorizzazioni per i vigneti sui terrazzamenti e sulle aree svantaggiate. Ci arrivano dal territorio richieste di recuperare versanti storicamente vocati, ma con il passaggio dalle concessioni alle autorizzazioni attuali oggi abbiamo qualche difficolta’ oggettiva. C’e’ chi chiede di vitare di nuovo zone terrazzate, ma non e’ possibile perche’ con il sistema attuale le quote assegnate non possono garantire uno sviluppo adeguato. Stamane avevamo chiesto che questo argomento venisse discusso alla conferenza tra le regioni, ma il tema e’ stato rinviato”.

COMUNICARE AL MEGLIO VITICOLTURA DI MONTAGNA
“Il nostro impegno in ogni caso continua, – ha proseguito Fava – pensiamo che quello dei vini estremi sia un obiettivo da seguire, una nuova frontiera a cui ci uniamo con entusiasmo nella speranza che i risultati arrivino anche in montagna in termini di crescita e sviluppo. Ci sono state tante modalita’ di intervento in questo ambito, percio’ ritengo che la miglior modalita’ per portare valore in queste aree sia di comunicare al meglio come si produce, con che difficolta’, senza scadere nel folclore. Facendo capire che il consumatore quando acquista la bottiglia di vino di montagna fa un gesto etico, perche’ contribuisce a tener vivo quello sforzo che si fa per tenere viva la montagna. Per noi la strada dei vini estremi e’ appena cominciata e portera’ lontano”.

FAVA: ‘PROSIT’, LA GUIDA DEI VINI CHE NON SCADE MAI

“Siamo attenti a chi si occupa degli aspetti qualitativi del vino e vuole divulgarne i contenuti. In Lombardia la qualita’ e’ al primo posto, quasi il 90% delle etichette afferiscono a sistemi di protezione. Noi vogliamo continuare a essere accanto a chi produce direttamente, e ha bisogno di essere amplificato in modo adeguato da chi fa un lavoro scientifico e tecnico serio come Onav”. Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, presentando a Vinitaly, ‘Prosit’, la nuova guida ‘perenne’ dei vini d’Italia realizzata da Onav, l’organizzazione nazionale assaggiatori vini.

E’ IL MOMENTO DI VALORIZZARE IL NOSTRO VINO
“Siamo in una fase in cui o facciamo salti di qualita’, valorizzando il prodotto per quello che vale – ha rilevato l’assessore lombardo – o le nostre aziende saranno fuori dal mercato molto presto. Siamo primi esportatori per quantita’, ma non per valore, come noto. Abbiamo tanta strada da fare per intercettare quel valore che non viene ancora riconosciuto alle nostre produzioni. Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti enormi, le aziende hanno investito, ora e’ il momento di riconoscere il prezzo giusto. Percio’ abbiamo bisogno di chi riconosce questi prodotti in modo scientifico e terzo. A costoro il sistema delle regioni e’ vicino, visto che la delega della promozione del vino nel mondo sara’ sempre piu’ delegata alle regioni”.

GUIDA NO PROFIT
“Prosit e’ una guida vini molto diversa da cio’ che e’ stato fatto finora – ha spiegato Vito Intini, presidente nazionale Onav -. Nasce da una associazione con 10 mila iscritti in Italia che si occupa di vino e non ha attivita’ profit. Come la guida, che non ha finanziamenti diretti da aziende del settore. Altre realta’ fanno scelte legate all’acquisto di pagine, altre presentano su siti pubblicita’ indirette delle aziende. Questa e’ la prima guida che non accetta alcun finanziamento di nessun tipo dal mondo vitivinicolo nazionale”.

AMPIA SCELTA DI GIUDICI
“Il secondo motivo – e’ il vasto plateatico di giudizio: le altre guide italiane, hanno un bacino di giudici che e’ sempre lo stesso. Gli appassionati che si occupano di vino sono piu’ o meno sempre gli stessi. Noi invece abbiamo coinvolto tra ai nostri iscritti in totale circa 600 giudici preparati e selezionati, in rappresentanza del piu’ alto livello territoriale di giudici divisi per 100 aree geografiche. Con grande conoscenza del territorio e controllo stretto delle varie fasi di assaggio. I vini che superano un certo punteggio vengono mandati a una selezione nazionale che non e’ inficiata da condizionamenti territoriali”.

SENZA SCADENZE TEMPORALI
“E’ una guida che si differenzia dalle altre e non ha scadenza annuale, – ha sottolineato Intini – e ‘raccoglie’ i vini quando vengono presentati sul mercato. Vogliamo seguire il vino nella sua fase evolutiva, da ottobre a primavera. Viene infatti assaggiato il lotto di produzione, poi viene preso in esame un lotto produttivo successivo di mesi. Un percorso valutativo originale per verificare stato e affinamento del vino stesso. Tutte le informazioni sono raccolte in un portale che fa riferimento al sito onav.it che fanno di ‘Prosit’ una guida perenne del vino in Italia”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136