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La Cooperativa di Montagna chiude il 2015 a 1 milione di euro e si conferma punto di riferimento per l’agricoltura valtellinese

giovedì, 5 maggio 2016

Poggiridenti – In occasione dell’Assemblea dei Soci la Cooperativa Vitivinicola Montagna Poggiridenti Ponchiera traccia un bilancio delle attività svolte nel 2015 e di quelle in programma nel 2016, confermandosi punto di riferimento per l’agricoltura valtellinese.Cooperativa Vitivinicola di Montagna in Valtellina

I DATI
Si chiude con il segno più l’assemblea 2016 della Cooperativa Vitivinicola Montagna Poggiridenti Ponchiera. Il 26 aprile si sono infatti ritrovati i soci, dislocati in tutta la Valtellina, che hanno approvato il consuntivo 2015 che ha visto confermare il fatturato a quota 1 milione di euro.

Non solo numeri, ma anche interventi concreti a favore del territorio, grazie ad uno staff giovane e preparato che vede all’opera 12 tra impiegati e operai, un team accomunato dalla passione verso il settore primario che eroga servizi verso tutte le aziende agricole, in particolare vitivinicole e frutticole.

E se sono ben 30 gli ettari di vigneti terrazzati, da Castione Andevenno a Bianzone, che usufruiscono dei servizi di trattamento fitosanitario erogati dalla struttura operativa, il negozio in via S. Antonio a Montagna è ormai un punto di riferimento qualificato per chi si occupa in agricoltura non solo in paese, ma anche in tutto il sondriese, anche grazie all’apertura dal lunedì al sabato e ad un’assistenza puntuale verso chi coltiva la terra.

Come sempre l’assemblea è stato il momento per fare alcune considerazioni e il presidente Roberto Ruttico, in carica dal 2007, ha rimarcato come “la Cooperativa sia sana, con un adeguato equilibrio tra costi e ricavi e un’attività in forte espansione”.

Il 2015 ha registrato un aumento dei servizi erogati ai 300 soci, che ricordiamo accedono a condizioni agevolate nell’acquisto di tutto ciò che serve in agricoltura. In particolare la crescita è stata sostanziosa nel comparto della difesa fitosanitaria delle colture, nella coltivazione dei vigneti e nella manutenzione del verde, grazie anche alle scelte tecniche che privilegiano soluzioni che rispettano l’ambiente.

La Cooperativa, in collaborazione con la Fondazione Fojanini si è impegnata nel promuovere il metodo biologico, che si basa sulla confusione sessuale della tignola e tignoletta, in sostituzione dell’utilizzo degli insetticidi, per combattere gli organismi dannosi per la coltura della vite. Il servizio viene fornito attualmente nella zona dei Dossi Salati nella sottozona del Grumello, ma anche nella Sassella  e nella Valgella. Metodo che si sostituisce ai trattamenti e che contribuisce a permettere alla provincia di Sondrio di vantare una difesa fitosanitaria della vite sostenibile, con 8 trattamenti annui rispetto ad altre zone dove si può arrivare anche al doppio.

Ruttico ha anche tirato le somme dei primi dieci anni alla presidenza della struttura di Montagna in Valtellina: “un bilancio del tutto positivo, con la realizzazione e il successivo sviluppo di tutti i progetti programmati, e il raggiungimento dell’obiettivo, che guarda all’impatto ambientale, di ridurre l’utilizzo dei fitofarmaci a favore del biologico”.

Ma lo sguardo è rivolto al futuro. La Cooperativa di Montagna, che mette al primo posto nei propri investimenti le giovani generazioni, e l’età media del personale lo dimostra, è infatti in attesa del permesso di costruire per la realizzazione della nuova struttura commerciale di un migliaio di metri quadrati, per cui si stanno vagliando le offerte, che permetterà di ampliare gli spazi per la vendita al fine di migliorare ulteriormente il servizio di vendita al dettaglio.

La Cooperativa vitivinicola Montagna Poggiridenti Ponchiera, fondata all’inizio degli anni ‘70, persegue uno scopo mutualistico e si propone di contribuire, senza finalità di lucro, al miglioramento economico e morale dei soci. Per meglio adempiere a tali finalità si profila un processo di ammodernamento che punta a ritagliare per la Cooperativa un ruolo sempre più importante nell’agricoltura valtellinese.

 


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