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La Caritas di Darfo accoglie i primi sei profughi. Critiche dalla Regione al governo

sabato, 22 marzo 2014

Darfo –  Arrivano i profughi anche nelle valli, in particolare Valle Camonica.  Complessivamente sono circa 500 i profughi che saranno che saranno accolti nella regione Lombardia.

I PRIMI ARRIVI A DARFO

Sono una quarantina i profughi che sono giunti nel Bresciano e che la Prefettura ha dislocato in diversi hotel della città e in Valle Camonica, alla Caritas di Darfo . La  maggior parte arrivano dal Gambia e Nigeria. Già in passato la Valle Camonica aveva promosso un’iniziativa analoga. L’accoglienza  della Caritas di Darfo, un punto di riferimento per tutta la valle e il Bresciano è alta. E la conferma che i primi arrivi dei profughi del Gambia. Accolti, identificati e poi trasferiti alla Caritas di Darfo Boario Terme 12 profughi.  Il costo medio per vitto e alloggio degli immigrati è di 30 euro.

LE REAZIONI 

I commenti, anche a livello istituzionale, eProfughi le manifestazioni  non mancano. (nella foto a lato un cartello apparso fuori dalla Prefettura). L’assessore con delega all’Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali è intervenuta in merito all’arrivo di decine di stranieri: ”Ho appreso poche ora fa la notizia dell’arrivo di circa 360 presunti profughi sul territorio lombardo. Ormai siamo al paradosso: in un periodo in cui l’emergenza occupazionale risulta sempre più stringente, qualcuno preferisce pensare a sistemare queste persone in hotel a quattro stelle”. ”Questa politica dell’accoglienza a tutti i costi ci porterà allo sfascio: Regione Lombardia aveva già dichiarato di non avere risorse da destinare a nuovi arrivi sul territorio. – prosegue – Abbiamo centinaia di migliaia di disoccupati lombardi e anche tra gli immigrati regolari il tasso di disoccupazione nella nostra regione e’ del 14,4%. Sono queste le problematiche da risolvere e se abbiamo risorse dobbiamo destinarle all’emergenza occupazionale” . 

”I nuovi arrivi di questi giorni – conclude –  sono stati promossi dal Governo attraverso le Prefetture, senza coinvolgere minimamente gli enti locali, che poi dovranno anche accollarsi le spese per i servizi. La Regione Lombardia non e’ stata nemmeno informata di questa decisione. Un comportamento davvero incomprensibile che testimonia ancora una volta e in modo definitivo la scarsa propensione alla collaborazione da parte delle Prefetture, enti che continuano a fornire risposte inadeguate alle esigenze dei territori”. ”Purtroppo a breve assisteremo ad altri arrivi, grazie alle scelte scellerate di alcuni Comuni che hanno sostenuto progetti di accoglienza cofinanziati dallo Stato. Solo nel 2014 in Lombardia questi progetti costeranno ai cittadini oltre 9 milioni di euro. – conclude l’assessore Bordonali – Sarebbe opportuno che l’Unione Europea, oltre a imporre limiti economici e a richiamarci costantemente all’ordine e al rigore”.


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