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Interrogazione al Governo sullo split payment. Il senatore Panizza: “Va cambiato il meccanismo”

mercoledì, 4 febbraio 2015

Trento – Chiesti chiarimenti e modifiche alla nuova legge sul sistema creditizio pubblico. Un’interrogazione urgente è stata presentata dal senatore del Trentino Franco Panizza (PATT) per  ”Cambiare meccanismo dello “split payment””.

Nell’interrogazione si legge: “Il Governo dovrebbe prevedere che anche i soggetti come i Franco Panizza 1consorzi o le cooperative che rifatturano in toto o in percentuale superiore al 70% gli importi oggetto dei servizi prestati all’ente pubblico, possano incassare l’IVA come i professionisti. Questo perché questi soggetti non possono aspettare l’accesso privilegiato ai rimborsi nel liquidare l’IVA dovuta ai soci che in questo caso sono fornitori, in quanto viene a mancare la liquidità necessaria, né possono attendere la prossima fattura per incassare l’IVA, trovandosi in forte credito”.

Il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza, in un’interrogazione urgente rivolta al Governo ricorda che una delle principali misure di contrasto all’evasione in materia di IVA, contenute nella legge di stabilità 2015, è il meccanismo del cosiddetto “split payment”, ossia un meccanismo di assolvimento dell’IVA per le operazioni effettuate nei confronti dello Stato o di enti pubblici. Con questo sistema l’imposta non dovrà essere pagata dal cessionario o committente (ente pubblico) il quale dovrà effettuare il pagamento solo dell’imponibile, mentre l’IVA dovuta verrà trattenuta e versata poi direttamente nelle casse dell’erario.

“Lo split payment – spiega Panizza – non trova, tuttavia, applicazione nel caso in cui l’ente pubblico sia debitore d’imposta e per le prestazioni di servizi assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, quali ad es. le prestazioni rese da professionisti o da agenti. Inoltre, i soggetti che operano prevalentemente nei confronti di enti pubblici potrebbero trovarsi in una posizione di costante credito IVA, in quanto non più soggetti al versamento dell’IVA sulle fatture emesse.”

Per limitare tali effetti negativi, viene previsto che tali soggetti possano chiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile con periodicità annuale o trimestrale e che tale rimborso sarà eseguito in via prioritaria. “Un ulteriore aspetto controverso e di non poca importanza, è che l’efficacia della disposizione esaminata è subordinata al rilascio della misura di deroga da parte del Consiglio dell’Unione europea. Tuttavia nelle more del rilascio le norme sullo split payment trovano comunque applicazione per le operazioni per le quali l’imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 1º gennaio 2015.” In caso di mancato rilascio delle misure di deroga si prevede che sarà disposto l’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché l’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante.

Per le fatture emesse nel 2014 ed incassate nel 2015, soggette al regime IVA di esigibilità differita, troverebbe applicazione il nuovo meccanismo dello “split payment”, con la conseguenza, anche da un punto di vista contabile, che il mancato incasso dell’IVA dovrà trovare riscontro anche da un punto di vista contabile con una scrittura di rettifica dell’IVA a debito, anche se sospesa, contabilizzata nel momento di registrazione della fattura. “L’applicazione di tale metodologia comporterà non pochi disguidi a livello contabile – sottolinea il senatore – in quanto, dal momento che la fattura deve essere emessa con l’IVA, ma l’IVA non deve concorrere al debito della liquidazione, sarà necessario creare apposite causali nei software per la gestione di tali operazioni”.


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