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Incendio all’Aquafil di Arco: dagli accertamenti nessun rischio ambientale

mercoledì, 7 agosto 2013

Trento – Monitoraggio dell’ambiente e tempestivi interventi. La Protezione civile della Provincia autonoma di Trento e l’Appa, Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, hanno tempestivamente attivato tutte le necessarie attività di accertamento ambientale, rese necessarie dall’incendio scoppiato presso la ditta Domo Engineering Plastics Italy S.p.A. lo scorso 2 agosto, ad Arco. Attività che tuttora continuano e i cui esiti verranno continuamente aggiornati e comunicati. Lo ribadisce la nota congiunta del Dipartimento Protezione civile e dell’Appa, di seguito riportata.

 L’INCENDIO

“I vigili del fuoco hanno comunicato, il 2 agosto scorso, che presso la ditta DOMO Engineering Plastics Italyvigili_fuoco2_incendio_ott12 S.p.A situata in Arco, via Linfano 18, era scoppiato alle 13.15 un incendio che stava interessando un magazzino di materie prime e imballaggi. I tecnici APPA hanno partecipato alla riunione operativa organizzata dalla Protezione Civile presso lo stabilimento. Si è preso atto che: l’evento acuto, durato circa un’ora, con presenza di materiali incombusti in atmosfera, tipici della combustione del materiale plastico, si era esaurito grazie all’intervento dei vigili del fuoco; il fumo si era rapidamente disperso verso nord visto che in quel momento l’”Ora del Garda” soffiava da sud con intensità media di alcuni metri al secondo. Al momento erano attivi solamente alcuni focolai sotto controllo dei vigili del fuoco e quindi poteva essere consentito il parziale accesso ai luoghi interessati dal rogo.

Dalla combustione erano state interessate prevalentemente, secondo quanto comunicato nella riunione di coordinamento, sostanze poliammidiche ed imballaggi in polietilene, cascame di produzione di nylon ed un plastificante liquido. L’effettiva presenza di tali materiali è stata confermata da un successivo sopralluogo. La stazione di monitoraggio della qualità dell’aria più vicina al luogo dell’incidente, collocata in viale Trento a Riva del Garda, dista meno di tre chilometri, per la precisione 2.680 metri in linea d’aria dal capannone bruciato. Presso la stazione di monitoraggio di Riva del Garda vengono misurate le concentrazioni di polveri sottili PM10, ossidi di azoto ed ozono. I parametri principali rilevati dalla centralina, per l’evento avvenuto, sono gli ossidi d’azoto e le polveri sottili (PM10).

I CONTROLLI

Il D. Lgs. 155/2010 stabilisce per il biossido di azoto NO2 un valore limite di concentrazione media oraria pari a 200 μg/m3, da non superare più di 18 volte per anno civile. Durante il periodo analizzato, la massima concentrazione media oraria è stata misurata tra le ore 22 e 23 del 2 agosto ed è risultata pari a 69 μg/m3, corrispondente a poco più di un terzo del valore limite. Per quanto riguarda le polveri sottili PM10, il D. Lgs. 155/2010 stabilisce un limite medio giornaliero di 50 μg/m3 da non superare più di 35 volte per anno civile. Durante tutto l’evento le concentrazioni di PM10 sono risultate abbondantemente al di sotto del limite normativo. La media giornaliera del 2 agosto è risultata pari a 25 μg/mc. La media oraria, per la quale non è definito un limite, ha raggiunto il valore massimo tra le ore 22 e 23 pari a 32 μg/m3. Tutte le centraline collocate sul territorio provinciale hanno mostrato valori sotto il limite, dal 1 al 3 agosto, per i parametri polveri sottili e biossidi di azoto. Sono in corso ulteriori approfondimenti.

I CAMPIONAMEN TI

Nella riunione di coordinamento si decideva inoltre di procedere ai campionamenti della qualità delle acque del Canale Ex SISM, affluente del fiume Sarca e ricettore delle acque meteoriche di dilavamento di parte dei piazzali della ditta. Inoltre si procedeva al controllo delle caditoie per le acque meteoriche con recapito a dispersione nel sottosuolo effettuando dei campioni per indagine analitica. Contestualmente è stato ordinato ad una ditta autorizzata di sigillare le reti di scarico delle acque meteoriche e di attivare un sistema di recupero continuo del percolato contenente residuo di combustione, acque e schiume utilizzate per lo spegnimento.

L’analisi preliminare non ha messo in evidenza dati critici.Sono in corso di conclusione le determinazioni quantitative di alcune sostanze rilevate in tracce riferite alle acque del canale Ex SISM. Il materiale recuperato da ditta specializzata, è sottoposto ad analisi di caratterizzazione per verificarne la composizione, ed essere smaltito come rifiuto liquido. Sono in corso ulteriori attività di pulizia delle reti di smaltimento delle acque meteoriche tuttora chiuse per rimuovere ogni rischio di dispersione. L’attività è svolta dalla ditta incaricata sotto la supervisione della Polizia Locale.

IN FUTURO

Sono stati tenuti in osservazione i parametri rilevati dalla centralina dell’acqua collocata sul fiume Sarca, a Torbole. La centralina è dotata di alcuni sensori delle principali caratteristiche chimico fisiche dell’acqua: non è in grado di rilevare presenza di sostanze in tracce, che necessitano di analisi di laboratorio più sofisticate, ma solamente di mettere in evidenza inquinamenti di tipo macroscopico. I valori delle medie orarie di pH, conducibilità, ossigeno disciolto e torbidità si sono mantenuti nel range abitualmente registrato dalla centralina. Con questo tipo di analisi non sono state pertanto rilevate situazioni anomale.


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