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Inaugurato il nuovo Rifugio Ponte di Ghiaccio

giovedì, 8 settembre 2016

Fundres – La struttura ricettiva di alta quota è stata inaugurata oggi, 8 settembre, dall’assessore provinciale ai lavori pubblici Christian Tommasini (Foto: USP/GNews).tommasini

Il nuovo Rifugio Ponte di Ghiaccio/Edelrauthütte al Lappago/Selva dei Molini accoglie gli escursionisti a 2.545 m di altezza. Posizionata tra le valli di Fundres e di Lappago, al confine con l’Austria, e punto di partenza per escursioni in alta quota nella regione alpina delle Alpi Aurine e della Zillertal, la struttura ricettiva è tornata in funzione nel giugno di quest’anno con una veste nuova.

Il nuovo rifugio diviene “riferimento e ponte visivo” tra le valli Pfeifholdertal con il Lago Neves e la Val di Fundres con il Lago Ponte di Ghiaccio; se l’ascesa avviene dal lago di Neves il profilo è slanciato e visivamente marcante, quasi una montagna stilizzata, se lo si raggiunge da Fundres appare quasi come mimetizzato tra le rocce e i monti, un animale dormiente. La sintesi la si trova nella “Stube”, dalla quale attraverso grandi aperture vetrate si coglie contemporaneamente lo spettacolo del panorama a sud e a nord.rifugio-ponte-del-ghiaccio

L’edificio del vecchio rifugio, che era in un pessimo stato di conservazione, è stato demolito e al suo posto ne è stato costruito uno nuovo. La memoria del vecchio rifugio rimane nel vuoto della terrazza con traccia visibile delle sue fondazioni in pietra.

I lavori sono stati eseguiti in seguito a un concorso di progettazione e coordinati dalla Ripartizione Edilizia e Servizio tecnico della Provincia diretta dall’arch. Andrea Sega. La struttura ricettiva di alta quota è stata inaugurata con una piccola cerimonia dall’assessore provinciale ai lavori pubblici Christian Tommasini, alla quale hanno partecipato amministratori locali, progettisti, tecnici e rappresentanti di CAI AVS, tra i quali Claudio Sartori e Georg Simeoni, e delle imprese.

“Il rifugio Ponte di ghiaccio- così ha detto l’assessore Tommasini – è il primo che viene completamente rifatto da quando la competenza è passata dallo Stato alla Provincia. Vogliamo investire nella manutenzione e nella cura dei i rifugi alpini perché rappresentano ciò che siamo: una terra plurilingue che collega l’Europa attraverso le Alpi. La passione per la montagna unisce infatti le persone attraverso l’amore per la natura e la cura del territorio”.

Il rifugio “Edelrauthütte” fu costruito nel 1906 dalla Sezione “Edelraute” di Vienna del “Deutsch und Österreichischer Alpenverein, DÖAV”. Oggi, di proprietà provinciale è gestito dai fratelli Anton e Michael Weissteiner.

Per la sua costruzione ex novo, nel 2012 era stato indetto un concorso di progettazione, vinto dallo studio di architettura MoDus Architects di Bressanone dell’arch. Matteo Scagnol, progettista e direttore lavori della nuova struttura, e Sandy Attia con Giorgio Cappellato. Come spiega, il nuovo rifugio “Ponte di Ghiaccio/Edelrauthütte” combina principi funzionali, simbolici ed ecologici in un impianto planimetrico di grande unità, chiarezza e semplicità. La caratteristica forma a “L” dell’impianto si inserisce molto bene nel paesaggio. Il rifugio presenta una facciata molto chiusa verso il lato del vento, ma si apre verso ovest e offre così posto a un terrazzo riparato che garantisce una vista molto affascinante sui dintorni.

Il nuovo rifugio si sviluppa su tre piani per un volume di 2.550 metri cubi e una superficie utile di 550 metri quadri. Al piano terra è posto l’ingresso con locali di servizio, la “Stube” e le camere del gestore. Al primo e secondo piano sono sistemate le camere con diversi numeri di letti per un totale di 80; il bivacco al secondo piano dispone di una superficie di 30 metri quadri ed è accessibile anche durante la stagione invernale grazie ad una scala esterna.

Il tetto a una falda con pannelli fotovoltaici integrati in combinazione con la turbina idroelettrica forniscono energia alternativa all’edificio. Inoltre, la grande copertura con la sua forma raccoglie in un unico punto l’acqua piovana permettendo, in modo semplice e diretto di raccoglierla in una cisterna collocata nel piano interrato.

Grandi pietre segnano la sua impronta e la sua dimensione, e il legno con cui è rivestito il nuovo rifugio è anch’esso un atto di rispetto e di continuità con la storia.

I lavori sono stati eseguiti tra il luglio 2015 e il giugno 2016 a cura delle imprese “Burgerbau Kg & Co.” e “Oberlechner & Messner GmbH”. L’intervento ha comportato un investimento di 1 milione e 722 Euro per i lavori, mentre l’esborso per gli arredi è di 252 mila Euro. È raggiungibile a piedi dal Lago di Neves/Selva dei Molini (2,5 ore) e da Fundres-Dun/Vandoies (3,5 ore).


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