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Inaugurato il nuovo impianto biogas a Castel Ivano

domenica, 23 ottobre 2016

Castel Ivano – E’ un importante traguardo quello raggiunto a Castel Ivano, in Valsugana. L’esempio di come un territorio se unisce le forze e porta avanti un progetto comune può realizzare concrete opportunità di sviluppo. 9 allevatori hanno deciso di realizzare un impianto per la produzione e cogenerazione di biogas da deiezioni zootecniche. Un’idea nata nel 2011, che ha visto la costituzione di una cooperativa agricola “Agri Alp Bio Energy sca” nel 2012, la realizzazione del progetto da settembre 2015, a giugno di quest’anno la produzione dei primi Kilowatt e oggi l’inaugurazione ufficiale.castel-ivano-centrale-biogas-0

Al taglio del nastro hanno partecipato il governatore del Trentino, Ugo Rossi, e l’assessore all’agricoltura e al turismo, Michele Dallapiccola. “Siamo qui oggi – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura – per festeggiare un traguardo. Questo è un progetto nato da un mix vincente di persone che hanno voluto crederci. Mi riferisco agli allevatori, alla Provincia, a Cooperfidi, a Promocoop. Io ringrazio i soci e tutti coloro che ci hanno messo coraggio. L’importanza di questo impianto è data anche dal fatto che può essere un esempio per tutto il Trentino. E’ l’esempio di una zootecnia moderna, che fa sintesi, che capisce che è l’unione che fa la forza e che ognuno di noi deve fare la propria parte”.

L’impianto prevede la produzione di energia da biomassa di origine zootecnica, mediante il recupero ed il trattamento dei residui zootecnici agricoli. Si trova nel comune di Castel Ivano, precisamente in località Campagna, occupa 8.200mq ed è costato 2 milioni di euro.

“E’ un lavoro iniziato nel 2011 – ha ricordato il presidente Oscar Sandri – abbiamo costituito una cooperativa agricola, alla quale hanno aderito 9 aziende. La tenacia che contraddistingue i contadini ci ha permesso oggi, e lo dico con soddisfazione, di inaugurare oggi questo impianto”. I primi kilowatt sono stati prodotti a partire da giugno. Silvia Silvestri, dell’unità biomasse ed energie rinnovabili della Fondazione Edmund Mach ha sottolineato come “la sfida ora è quella di far lavorare al massimo questo impianto. Gli obiettivi sono molteplici: gestire i fluenti, ridurre l’impatto ambientale, favorire e ottimizzare la produzione energetica”. Si tratta infine di un’opera sentita dalla popolazione che ha dimostrato con la numerosa presenza al convegno e all’inaugurazione di oggi di essere orgogliosa di questo progetto realizzato dal proprio territorio.


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