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In Val di Non l’iniziativa “la rosa del ricordo” in memoria delle vittime del mare

martedì, 8 luglio 2014

Ronzone – In Alta Val di Non un’iniziativa per commemorare tutte le vittime del mare. Venerdì 18 luglio, nel comune di Ronzone (Trento), si terrà l’evento che inaugura ufficialmente la fase pubblica del progetto COeSI – Convivenza e Sicurezza, dal titolo “La rosa del ricordo” in memoria delle vittime del mare. Dopo la commemorazione per le vittime delle mafie dello scorso anno, ritorna l’appuntamento con la rosa del ricordo. Un gesto simbolico, la piantumazione di un roseto nello splendido Giardino della Rosa di Ronzone, per ricordare le vittime innocenti di stragi compiute in nome dello sfruttamento e del denaro. Quest’anno la dedica è ai morti del mare, con particolare riferimento al tragico avvenimento di Lampedusa dello scorso ottobre, quando perirono oltre 300 migranti. Per celebrare con solennità questo evento, saranno ospiti al Giardino della Rosa Monsignor Montenegro, arcivescovo di Agrigento e Monsignor Bressan, arcivescovo di Trento, e l’Imam Breigheche.

 IL PROGETTO 

L’avvio del progetto COeSI – Convivenza e Sicurezza è stata presentato oggi in occasione del consueto appuntamento della giunta provinciale con la stampa. Ha presentato l’iniziativa l’assessore alla coesione territoriale Carlo Daldoss spiegando come questa “sia un’iniziativa di sensibilizzazione non solo per gli addetti ai lavori ma anche un’occasione che vede nei processi di integrazione e di accettazione del diverso un aspetto di crescita per tutta la collettività”. “Il percorso presentato oggi è l’appuntamento del 18 luglio – ha sottolineato l’assessora alla salute e alla solidarietà sociale Donata Borgonove Re – sollecitata tutti ad occuparsi di un tema come quello del accoglienza sfidante in modo concreto. Significa quindi passare dalle parole alla concretezza dell’azione”.
Il progetto COeSI ha una durata complessiva di 11 mesi (aprile 2014-febbraio 2015) e si propone di promuovere l’educazione alla convivenza nell’ambito territoriale della Valle di Non. Tale progetto intende stimolare una pacifica convivenza della popotrento memoria ronzone 1 (2)lazione residente, favorendo un’idea di comunità come luogo di sicurezza e, nel contempo, fronteggiando eventuali problematiche relative al vivere insieme. Il progetto complessivo rientra nell’ambito del Piano Convivenza, un’iniziativa avviata dalla Comunità della Valle di Non nel 2011 e promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali guidato da Stefano Graiff (nella foto il programma).

Il progetto prevede lo svolgimento di un Percorso formativo incentrato sulla Gestione delle relazioni interculturali. Tale percorso è volto alla formazione di figure in grado di porsi come punti di riferimento nei propri territori di competenza per questioni legate alla convivenza civile. A loro sarà chiesto di sensibilizzare, a cascata, la popolazione sulla cultura e sull’educazione alla legalità. Il percorso formativo di compone di 10 moduli. La docenza è affidata a Cinformi e la codocenza a Villa S. Ignazio, enti riconosciuti su tutto il territorio trentino per la loro competenza ed esperienza nei rispettivi settori. Nell’ambito del percorso formativo è prevista una “Visita a una buona pratica” – che si realizzerà nella primavera 2015 – che si prefigge di consentire l’apprendimento di metodi e strumenti di promozione della convivenza.
Parallelamente al percorso formativo, si organizzeranno sul territorio alcuni eventi pubblici, tra i quali risalta la mostra Lampedusa – Terra di salvezza, prevista a cavallo tra dicembre e gennaio a Fondo. L’esposizione, curata da Michele Bellio e Sara Covi, in collaborazione con l’associazione Askavusa di Lampedusa, presenterà materiale fotografico, importanti informazioni sull’isola e sulla storia del fenomeno migratorio nel Mediterraneo ed una selezione di oggetti recuperati dai barconi utilizzati dai profughi per raggiungere l’Italia. Giacomo Sferlazzo, cantautore ed artista lampedusano, si esibirà in concerto in occasione dell’inaugurazione della mostra. A chiusura dell’evento, i curatori riproporranno il documentario Da un capo all’altro – Viaggio nel mosaico lampedusano, da loro realizzato nel 2012, e in particolare Sara Covi, laureatasi con una tesi dal titolo “Lampedusa, terra di frontiera: quale turismo possibile?”, approfondirà varie tematiche legate all’isola ed all’impatto dei flussi migratori in una breve conferenza. L’evento più importante, che inaugura ufficialmente la fase pubblica del percorso, è tuttavia previsto per Venerdì 18 Luglio, nel comune di Ronzone, in Alta Val di Non. Dopo la commemorazione per le vittime delle mafie dello scorso anno, ritorna l’appuntamento con la Rosa del ricordo. Un gesto simbolico, la piantumazione di un roseto nello splendido Giardino della Rosa di Ronzone, per ricordare le vittime innocenti di stragi compiute in nome dello sfruttamento e del denaro. Quest’anno la dedica è ai morti del mare, con particolare riferimento al tragico avvenimento di Lampedusa dello scorso ottobre, quando perirono oltre 300 migranti. Per celebrare con solennità questo evento, saranno ospiti al Giardino della Rosa Monsignor Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e Monsignor Bressan, Archivescovo di Trento, e l’Imam Breigheche. Il momento di riflessione e preghiera, rivolto ai fedeli delle tre grandi religioni monoteiste (Cristianesimo, Islam ed Ebraismo), sarà accompagnato da letture tratte dai testi sacri, a cura dei ragazzi dell’associazione La storia siamo noi. Sarà inoltre portata la testimonianza diretta di uno dei profughi giunti in Trentino nelle ultime settimane. Modererà gli interventi il caporedattore di Avvenire, Toni Mira. La serata avrà inizio alle ore 20.00, con il ritrovo presso il sagrato della chiesa parrocchiale di Ronzone. Alle 20.30 si percorrerà insieme il breve tragitto che conduce al Giardino della Rosa. In caso di pioggia la riflessione avrà luogo all’interno della chiesa parrocchiale. Gli eventi collaterali prevedono anche uno spettacolo teatrale, probabilmente in apertura della stagione al Cinema Teatro di Cles, a fine ottobre, ed il recupero, in un’altra zona della valle, di alcune opere presentate negli anni al Lampedusa Film Festival. In ciascuna di queste occasioni sarà data opportunità ai partecipanti al corso formativo del progetto COeSI di restituire alla comunità quanto da loro appreso durante i vari incontri di approfondimento del tema.

 


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