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Imprese femminili: in Trentino sono in aumento e sono il 20 per cento

mercoledì, 27 novembre 2013

Trento – Crescono le imprese gestite da donne. Soprattutto in Trentino dove è stata raggiunta quota 20 percento nel commercio e e turismo. In un convegno promosso dalla Camera di Commercio è stato tracciato il quadro sulla situazione. L’imprenditoria femminile in ambito turistico e la rilevanza di questo settore per l’economia del Trentino ha fatto accogliere con favore la proposta di Unioncamere di partecipare al “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”: L’iniziativa, infatti, prevede una serie di tappe organizzate in giornate diverse, coinvolge i Comitati per l’imprenditoria femminile istituiti presso le Camere di Commercio d’Italia e quest’anno ha scelto proprio il turismo, declinato secondo le esperienze delle diverse regioni, come filo conduttore della manifestazione.

IL CONVEGNO

E’ stato aperto dai saluti di Adriano Dalpez (nella foto sotto a destra), presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, che si è soffermato sull’importanza rappresentata dalle imprese

femminili nell’universo economico locale e su come il Consiglio camerale si sia sempre dimostrato sensibile alla necessità di rimuovere tutti gli ostacoli legati al genere che possono in qualche modo intralciare la volontà di una donna di avviare e sostenere un’impresa. Sara Ferrari, assessore provinciale all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo, ha brevemente ripercorso le tappe che, l’11 giugno 2012, hanno portato all’istituzione presso la Camera di Commercio del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile. La convinzione è che grazie alla rete di collaborazioni instaurata tra tutti gli organismi coinvolti e alle tutele garantite dalla legge sarà possibile sostenere con vigore l’iniziativa imprenditoriale creata e gestita da donne.

IL COMITATO

E’ stato quindi presentato il Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile. “La struttura – ha spiegato la coordinatrice Claudia Gasperetti – è composta dalle imprenditrici che siedono in Giunta camerale, da altre designate dalle Associazioni di categoria e da rappresentanti delle Organizzazioni sindacali e dei Consumatori. I lavori svolti hanno già individuato numerosi obiettivi, portato allo scambio e alla raccolta di informazioni utili, grazie a una proficua collaborazione avviata con tutti i soggetti che, a livello nazionale e provinciale, si occupano di imprenditoria femminile al fine di generare utili sinergie e di promuovere proposte di interesse comune”. I Comitati – ha evidenziato Claudia Samarelli di Unioncamere – si inseriscono in un circuito nazionale, supportato da Unioncamere e Retecamere, che svolge un’intensa attività di sostegno e incentivo alle azioni promosse dalle numerose strutture territoriali.

LA RELAZIONE

Mariangela Franch, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM), Università degli studi di Trento e Maria Pellegrini dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, hanno snocciolato i dati sulle imprese in rosa.
Negli ultimi dieci anni, in provincia di Trento, le imprese femminili sono in costante aumento e oggi sono pari a 9.477 unità, il 20% del totale delle imprese attive sul territorio. Considerando i diversi settori economici, nel commercio operano 2.284 imprese femminili (il 24,10% sul totale); in agricoltura, silvicoltura e pesca 1.931 imprese (il 20,38%); e nel turismo 1.496 (il 15,79%).  Il peso del comparto turistico in provincia di Trento è di notevole importanza se si considera che il Prodotto interno lordo generato da questa attività rappresenta il 15% circa del totale provinciale.
In Trentino operano circa 1.550 esercizi alberghieri e 1.260 esercizi complementari che offrono quasi 165mila posti letto e che in un anno fanno registrare oltre 15 milioni di presenze turistiche alle quali vanno aggiunti altri 9 milioni di presenze generati dagli alloggi in affitto e dalle seconde case.
In termini economici, gli “alberghi e pubblici esercizi” contribuiscono per circa il 7% alla formazione del valore aggiunto della nostra provincia (al terzo posto dopo Alto Adige e Valle d’Aosta).
La stima del numero di addetti che operano in stretto contatto con il turista e di tutti coloro che indirettamente lavorano per garantire il funzionamento del sistema turistico si aggira intorno alle 31mila unità, il 13% del totale dell’occupazione complessiva a livello provinciale.
L’apporto delle strutture guidate da donne è intimamente legato al loro profilo professionale. Solitamente le imprenditrici gestiscono il lavoro con maggiore flessibilità; ricorrono meno a forme di finanziamento esterno anche perché scontano più di una difficoltà nell’accesso al credito; hanno un livello di educazione superiore a quello dei maschi ma con minori conoscenze nella gestione del business; sono più avverse al rischio; hanno obiettivi di qualità ambiziosi ma fattibili; favoriscono l’autorealizzazione dei collaboratori e la loro crescita professionale; hanno maggiore sensibilità verso i temi della sostenibilità dello sviluppo. La relazione è stata supportata da testimonianze significative di imprenditrici, che hanno portato la loro esperienza diretta, e dall’intervento di Stefania Brogin e Graziella Tabacchi Basevi, presidenti rispettivamente del Comitato per l’imprenditoria femminile di Padova e di Verona.


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