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Il Trentino riparte dal lavoro: Cgil-Cisl-Uil presentano le proposte per lo sviluppo e l’occupazione

sabato, 5 settembre 2020

Trento - Il Trentino riparte dal Lavoro. Cgil Cisl Uil presentano le loro proposte per lo sviluppo e l’occupazione. Priorità alle politiche del lavoro e ad un piano sanitario per la prevenzione dei contagi tra i lavoratori. Al via iniziative informative su tutta la provincia sull’integrazione per la cassa integrazione.

Cgil Cisl Uil - Trento

Il Trentino può uscire dalla crisi se riparte dal lavoro. Ne sono convinti Cgil Cisl Uil che da oggi avviano una serie di iniziative su tutto il territorio provinciale per informare lavoratori e cittadini delle priorità del sindacato per superare questo difficile momento, il più drammatico per perdita di occupati e crollo del Pil dal dopoguerra ad oggi, e per sollecitare alla Giunta provinciale l’apertura di un confronto sui temi determinanti per lo sviluppo della nostra comunità.

“Non abbiamo la supponenza di credere di avere la soluzione in mano, siamo però certi che difficilmente si potrà superare questa fase, senza lasciare pezzi di società ai margini, se non con un piano condiviso di interventi e strategie. Per questa ragione sollecitiamo ancora una volta il presidente Fugatti a mettere da parte slogan e propaganda e ad aprire un tavolo sulle riforme che coinvolga le parti sociali e le associazioni datoriali”, dicono i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.

L’iniziativa nelle piazze ha anche lo scopo di portare a conoscenza di tutti i lavoratori e le lavoratrici che sono stati in cassa integrazione per almeno 300 ore che hanno diritto ad un’integrazione provinciale di 1 euro/1,5 euro per ogni ora di ammortizzatore sociale. “Grazie all’insistenza del sindacato la Giunta ha finalmente finanziato questa misura prevista dal Documento provinciale di interventi di politica del lavoro – rivendicano i tre segretari -. E’ chiaro che si tratta di una piccola goccia nel mare. Servono strumenti molto più robusti per sostenere il reddito delle famiglie e dei lavoratori. L’impatto della crisi avrà un’onda lunga sull’occupazione. Per questa ragione insistiamo sulla necessità di sostenere i lavoratori rimasti a casa, ma allo stesso tempo di avviare un piano straordinario di investimenti che spinga la crescita e crei nuova occupazione”.

Per gestire e superare la crisi, secondo Cgil Cil Uil, serve sostenere il reddito delle famiglie e la contrattazione per favorire una ripresa dei consumi. Vanno messe in campo tutte le risorse necessarie per potenziare le politiche del lavoro, rafforzando i centri per l’impiego e investendo in un piano straordinario di formazione continua per i disoccupati.

Dalla crisi il Trentino deve uscire più forte e moderno. Per questo servono investimenti in infrastrutture digitali, nella manutenzione del territorio e nella riqualificazione degli edifici e alloggi pubblici. Indispensabile appare anche indirizzare risorse su politiche industriali che favoriscano l’innovazione produttiva e organizzativa delle imprese.

C’è poi il capitolo del welfare territoriale, che va rafforzato a favore di famiglie, anziani e disabili. “E’ chiaro che serve uno sforzo importante in termini di risorse. Ci sono i fondi europei e la risorse aggiuntive riconosciute dallo Stato. Il tema è non disperdere questa disponibilità in mille rivoli, ma confrontarsi insieme per non lasciare indietro nessuno”.

Tutte queste misure in ogni caso rischiano di essere poco efficaci se non si mette in atto subito un serio piano di prevenzione sanitaria del Covid-19, sui luoghi di lavoro, nelle scuole e per gli over 60. “Il focolaio emerso in questi giorni sono la dimostrazione chiara che senza un’organizzazione sanitaria efficace e capillare i contagi possono andare fuori controllo. La conseguenza potrebbe essere un nuovo lockdown che nessuno può permettersi in nessun settore. Per questa ragione chiediamo di rafforzare la disponibilità e la diffusione degli strumenti di prevenzione, i test sierologici, i tamponi, ma anche il tracciamento e l’isolamento attivo. Quello della Furlani è un importante banco di prova per la capacità di circoscrivere il contagio, ma purtroppo non sarà l’unico, quindi bisogna strutturare l’organizzazione ed essere pronti”.



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