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Il Trentino ricorda la tragedia in Val di Stava. Il presidente Rossi: “La memoria delle vittime”

venerdì, 3 luglio 2015

Stava – Il 19 luglio 1985 il crollo dei bacini di Prestavel, in val di Stava, spense 268 vite sotto una valanga di fango.
Questo evento lasciò una cicatrice profonda non solo in Trentino, ma in tutto il Paese: quel giorno a Stava persero la vita uomini, donne e bambini provenienti da 64 comuni italiani appartenenti a 11 diverse Regioni.

La Fondazione Stava 1985 Onlus, in collaborazione con la Regione autonoma Trentino Alto Adige, la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Tesero e molti altri soggetti, ha organizzato una pluralità di iniziative che hanno lo scopo di fare memoria e, soprattutto, di diffondere conoscenza e formazione scientifica per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.
Fra le iniziative, accanto a quelle tradizionali organizzate per la triste ricorrenza del 19 luglio, anche una mostra/percorso didattico dedicata al disastro industriale e ambientale della val di Stava che sarà ospitata presso la sede del Parlamento Europeo a Strasburgo dal 6 al 10 luglio.

Nella sala stampa al piano terra del Palazzo provinciale di piazza Dante, si è tenuta la conferenza di presentazione del programma.

«La Fondazione Stava ha diffuso gli anticorpi giusti per aiutarci a rimarginare la ferita lasciata da questa immane tragedia – ha commentato il governatore del Trentino Ugo Rossi -. La Fondazione si è spesa in questi anni non solo nel ricordare la memoria delleStava - Ceschini .- Rossi .- Lucchi vittime, ma anche nella ricerca delle cause e nel proporre una riflessione di grande rigore scientifico, affinché questi eventi non si ripetano, e in questo senso ha saputo sviluppare un percorso davvero positivo per la comunità di Tesero, frutto di sensibilità, capacità e impegno». (Nella foto il sindaco di Tesero Elena Ceschini, il presidente Ugo Rossi e il presidente della fondazione Graziano Lucchi)

Il presidente della Fondazione Graziano Lucchi ha ripercorso le tappe principali del programma messo in campo per questo trentesimo, che punta alla formazione e all’approfondimento scientifico, e ha quindi illustrato le peculiarità dell’immagine scelta a simbolo delle iniziative.

«Il logo è un geranio che germoglia nel fango, a significare l’impegno per la memoria attiva.»
Quindi il consigliere provinciale Pietro De Godenz ha ricordato da testimone – allora era un giovane consigliere comunale – la tragedia; infine il sindaco di Tesero Elena Ceschini ha parlato di «memoria necessaria per il futuro» e di «rinascita simbolo della forza e del coraggio della popolazione», mentre il sindaco della precedente legislatura Francesco Zanon ha spiegato come Stava rappresenti davvero «la storia di una rinascita».

 Il programma  
Ultimi
Quest’anno gli organizzatori hanno posto l’accento sul fatto che, dopo il disastro di Stava, uno fra i più gravi disastri al mondo dovuti al crollo di discariche di miniera, si contano altri 55 incidenti rilevanti in discariche di miniera nel mondo, di cui 9 in Europa, fra questi anche l’incidente catastrofico dei «fanghi rossi» avvenuto il 4 ottobre 2010 in Ungheria.

La diffusione della conoscenza sarà curata dalla Fondazione Stava 1985 Onlus con l’esposizione del percorso didattico sul disastro della val di Stava presso il Consiglio della Regione autonoma Trentino Alto Adige, il Parlamento Europeo a Strasburgo e la Camera dei Deputati del Parlamento Italiano e con numerosi altri momenti divulgazione su genesi, cause e responsabilità del disastro.
La formazione scientifica sarà curata dall’Associazione Geotecnica Italiana, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento e dalla stessa Fondazione Stava 1985 Onlus con una tre giorni di alta formazione dedicata a «la sicurezza dei riempimenti di terra: bacini di decantazione, colmate e discariche».

I riti religiosi si articoleranno, come ogni anno da trent’anni ormai, nella Via Crucis lungo la val di Stava nella serata di sabato 18 luglio e, domenica 19 luglio 2015, nella messa di suffragio con processione lungo le vie di Tesero e la preghiera sul cimitero delle Vittime.

La settimana dell’anniversario si concluderà con la cerimonia civile e un grande concerto all’aperto là dove sorgevano le discariche di miniera crollate il 19 luglio 1985.

Enti promotori
Le celebrazioni per il 30° anniversario sono organizzate dalla Regione Autonoma Trentino Alto Adige, dalla Provincia Autonoma di Trento, dal Comune di Tesero e dalla Fondazione Stava 1985 Onlus, premio internazionale Alexander Langer 2010, assieme all’Associazione 19 luglio val di Stava già Associazione Sinistrati val di Stava.

Il motto del trentesimo anniversario
Il motto «conoscenza e consapevolezza per un domani più sicuro» sintetizza lo spirito che vuole caratterizzare tutte le iniziative in programma che è lo spirito della «memoria attiva», una memoria che non è fine a se stessa ma – come ha sottolineato l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel concedere alla Fondazione l’Alto Patronato Permanente del Capo dello Stato – «deve essere intesa in senso attivo, per far sì che venga stimolato il richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi, perché queste disgrazie, il dramma che Stava ha vissuto e gli altri, dipendono essenzialmente dalla superficialità di coloro che hanno responsabilità».

Il logo elaborato per l’anniversario sintetizza la colata di fango che si trasforma in una mano tesa a conferma di 30 anni di memoria attiva.

Ad accompagnare il motto un fiore di geranio, a rappresentare le nostre genti di montagna, piantato nel fango della colata che ha travolto e distrutto la val di Stava: fiorisce quale simbolo di rinascita.


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