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Il Trentino piange Monsignor Iginio Rogger, teologo di fama internazionale

mercoledì, 12 febbraio 2014

Pergine – E’ morto all’età di 94 anni monsignor Iginio Rogger. Era nato a Pergine il 20 agosto 1919, ma era cresciuto a Levico. Dopo gli studi a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana laureandosi in filosofia e teologia, era stato ordinato sacerdote nel 1945 e nel 1951 aveva conseguito il dottorato in Storia della Chiesa, iniziando successivamente ad insegnare la materia al Seminario teologico di Trento, e nel 1955 anche Liturgia. Negli anni Cinquanta è stato anche diventato direttore del Museo Diocesano Tridentino di Trento. Nel 1965 fu il “principale ispiratore” dell’abolizione del culto del Simonino, e nel 1975 fondò l’Istituto di Scienze Religiose presso l’Istituto trentino di cultura . Nel 1998 Trento gli ha conferito l’Aquila di San Venceslao. Nel 1999 in occasione del suo ottantesimo compleanno il Centro per le scienze religiose in Trento dell’ITC ha pubblicato una miscellanea di studi in suo onore. Il 12 aprile 2006 l’Università di Trento gli aveva conferito una laurea honoris causa in giurisprudenza.Trento Monsignor Rogger

I MESSAGGI

Il vescovo di Trento, monsignor Bressan, ha ricordato la figura di monsignor Rogger, “illuminante”, mentre il presidente della Provincia, Ugo Rossi, lo ricorda così: “Da oggi il Trentino non potrà più contare sull’illuminata lucidità di analisi, sulle riflessioni e anche sulle provocazioni di questo grand’uomo, che ha donato l’intera sua esistenza alla Chiesa, ma anche alla storia, alla filosofia, alla teologia. Di sicuro ci mancherà la sua capacità di leggere gli intrecci complessi della storia della Chiesa tridentina e, di conseguenza, anche l’acume con cui ha saputo indagare gli snodi delle vicende umane della nostra terra. Monsignor Rogger ha avuto il merito di approfondire con mente sgombra i contenuti e gli sviluppi del Concilio tridentino, ad esempio, ma ha anche approfondito le tappe che hanno portato la nostra comunità a vivere in prima persona e poi a vedersi riconosciuta un’Autonomia figlia della cocciutaggine contadina dei nostri nonni, come lui stesso ebbe modo di dire, valore etico e storico quindi, che però – raccomandava – ha sempre bisogno di essere coltivato, adattato, aggiornato, vissuto nella quotidianità”. Viene anche ricordato per il suo desiderio di essere sempre e costantemente “maestro” per i giovani gli diede la forza di fondare l’Istituto di Scienze religiose presso l’Istituto Trentino di Cultura; il suo insopprimibile amore per la propria gente lo indusse a dare un contributo fattivo e concreto di idee per la nascita dell’Euregio Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino.


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