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Il senatore Panizza presenta DDL per riconoscimento pensione a mamme con figli disabili

lunedì, 16 ottobre 2017

Roma – Una proposta di legge per favorire l’accesso pensionistico alle madri che assistono figli gravemente disabili. L’ha presentata il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza. ”Questa proposta di legge – spiega Panizza – nasce dopo l’approvazione delle mozioni con cui il Governo si impegnava a valutare la possibilità di introdurre uno scivolo pensionistico per quelle madri cui mancano pochi anni di contributi e che dimostrano d’essersi fatte carico dell’accudimento e del sostegno di figli in gravi condizioni di disabilità.

Una proposta che nasce dal confronto con Anffas del Trentino ma anche con le associazioni dei familiari e con tutti quei soggetti che, a vario titolo, si occupano di disabilità e di servizi socio-sanitari. Per troppo tempo infatti non si è dato il giusto peso alla situazione delle famiglie laddove, in alcuni casi, uno dei due coniugi è costretto ad abbandonare il lavoro per assistere il figlio disabile”.

Senato

Di recente il Parlamento ha approvato una legge di grande civiltà quale quella del Dopo di Noi, così come il riconoscimento della lingua dei segni ed altri interventi a favore dei soggetti affetti da sindrome di Down. Un lavoro meritorio, che dobbiamo continuare a portare avanti e che deve tenere conto del prolungamento dell’età di pensionamento delle donne ma anche degli uomini.

Con questo disegno di legge il senatore Panizza intende riconoscere, almeno in parte, il grande impegno delle mamme per una vita di servizio e di completa abnegazione. Un atto di civiltà, ma anche un modo per non far perdere ingiustamente la totalità della parte contributiva versata.

“La proposta – spiega Panizza – è quella di applicare, ai fini del riconoscimento della pensione minima, le norme ante 1992. Destinatarie della misura sono le mamme che hanno versato almeno 15 anni di contributi e che dimostrino di aver prestato per almeno 10 anni assistenza continuativa a un figlio con totale e permanente inabilità lavorativa, a cui è stata riconosciuta un’invalidità totale, con necessità di assistenza continua”.

“Io credo – conclude il senatore trentino – che una tale proposta possa essere fatta propria da tutte le forze politiche. Prenderla in carico, da parte del Parlamento, sarebbe un atto di grande civiltà, un fatto di assoluto buon senso, un segnale concreto dell’attenzione delle Istituzioni verso quelle famiglie che, dati alla mano, sono maggiormente esposti ai rischi di esclusione sociale e di povertà”.


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