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Il senatore Panizza in Parlamento sulla situazione del carcere di Trento: “Occorre integrare l’organico con massima urgenza”

giovedì, 23 febbraio 2017

Trento – Un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia per portare all’attenzione del Governo la difficile situazione in cui si trova la Casa Circondariale di Trento, con un organico all’osso e in difficoltà per i turni pesanti cui è costretto per garantire la sicurezza della struttura. L’ha presentata questa mattina il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro con il Ministero competente.

Franco Panizza 1“Quello della carenza di personale – spiega Panizza – è un problema che da tempo affligge la casa circondariale di Trento, di cui si è interessata la Provincia e che abbiamo affrontato anche in Commissione dei Dodici, dove si è discusso sulla possibilità che la stessa Provincia possa essere coinvolta direttamente. Nel decreto Milleproroghe, è stata autorizzata l’amministrazione penitenziaria ad assumere 887 nuove unità per l’intero sistema carcerario, mediante lo scorrimento dei concorsi banditi. Ma questo non risolve la difficile questione di Trento, su cui, da tempo, mi confronto con le organizzazioni sindacali: quella di Spini di Gardolo è una struttura all’avanguardia per quel che riguarda anche le iniziative di recupero dei detenuti, dalla scuola alla formazione professionale. A tale modernità si contrappone purtroppo una cronica carenza di personale e un sovrannumero di detenuti, 360 che dovrebbero salire a 418, a fronte di una capienza massima prevista di 240 unità. Mentre, per quel che riguarda il personale, operano nella struttura 130 agenti, a fronte dei 214 previsti. È del tutto evidente che siamo davanti a una situazione critica. Il personale in servizio è costretto ad effettuare molte ore di lavoro straordinario per sopperire alla carenza di organico e pare che la situazione sia destinata a peggiorare; infatti, vi è il reale rischio che a breve la Direzione dell’istituto non sia più in grado di garantire riposi e congedi, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista della sicurezza, ma anche della possibilità di reggere condizioni così difficili di lavoro. Le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali trentine non hanno ancora avuto alcun riscontro in sede nazionale. Già nel 2014 avevo presentato un’altra interrogazione con cui si chiedeva di implementare il personale in servizio di almeno 15 unità. Il mio auspicio è che il Ministro Orlando affronti la questione. Occorre integrare l’organico con la massima urgenza e adottare misure per il decremento della popolazione carceraria. Il rischio, molto concreto, è quello dell’impossibilità di garantire condizioni di lavoro sicure e, per i detenuti, di scontare la pena in uno spazio vitale umano e dignitoso.”


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