QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Il premier Letta annuncia: l’agenda digitale partirà dal Trentino

sabato, 1 giugno 2013

Trento – Il Premier Enrico Letta è intervenuto al Festival dell’economia a Trento, rilanciando progetti di ammodernamento del Paese e in Trentino ci sono le premesse per l’innovazione. “L’agenda digitale – ha detto il premier Letta – è una delle priorità del governo e nei prossimi giorni penso di far partire l’agenda digitale, un missione dotata di strumenti leggeri per connettere in Italia tutti coloro che possono fare da acceleratori”. Uno di questi è il ‘TechPeaks’, acceleratore internazionale di talenti per creare in Trentino oltre cento start-up nei prossimi quattro anni.
festival-economia_1_original
Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha inaugurato  l’acceleratore internazionale di talenti made in Trentino che creerà 100 startup in quattro  anni. Rivolgendosi ai 72 giovani talenti del programma, Letta ha dichiarato “anche noi del governo siamo startupper in fondo, abbiamo  il vostro stesso entusiasmo e determinazione”. Per il presidente della Provincia autonoma di Trento Alberto Pacher “il Trentino punta sulle eccellenze e pone la sua autonomia al servizio del Paese”. Fausto Giunchiglia, presidente di Trento RISE (il polo dell’innovazione ICT  promotore di TechPeaks) ha commentato: “TechPeaks ci permetterà di creare  imprese innovative che contribuiranno a rendere la società migliore per i nostri figli”.

Intanto al convegno di Trento si parla ancora di spread. “Se vogliamo regolare la temperatura della febbre da spread, dobbiamo essere noi a somministrare la cura”, lo ha spiegato al Festival dell’economia, Giovanna Nicodano, economista, ospite nella sala conferenze del Dipartimento di Economia dell’Università di Trento.  ”Lo spread – ha spiegato Nicodano –  ci hsegnalato il baratro dell’insolvenza e la necessità di cambiare. Lo scenario futuro è di austerità e riforme, con aiuti negoziati insieme ai Paesi partner”. Ma perché lo spread è così importante? “Tutte le volte che lo spread aumenta ci sono conseguenze pesanti sull’economia perché tutti i prestiti  alle persone e allo Stato sono collegati. Aspettative e reputazione insieme al deficit, insieme al rischio di deprezzamento della moneta, determinano il rischio di insolvenza (e il rating) dei due debitori. Entrare nell’Euro ha portato benefici, ma per risanare il debito abbiamo perso dieci anni”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136