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Il governatore Maroni e Parolo visitano le centrali idroelettriche della Valtellina. “Ricchezza del territorio”

venerdì, 10 ottobre 2014

Aprica – Un giro sopra la Valtellina e le Orobie per osservare le dighe e il sistema di approvvigionamento idroelettrico. Quindi una tappa alla diga di Piateda, un capolavoro di ingegneria . Il governatore lombardo, Roberto Maroni e il sottosegretario regionale, Ugo Parolo, hanno fatto tappa in Valtellina e visitato alcune dighe. Carcano, Aprica e Piateda sono stati i punti sotto osservazione.

“Sono voluto venire qui per potermi rendere conto di persona come funziona il sistema di energia con le dighe, un sistema di energia pulita e rinnovabile che vogliamo valorizzare e preservare dal tentativo che è in atto in Parlamento di togliere alla Regione e ai territori la gestione di questo sistema. A riguardo abbiamo avviato una discussione con il Governo perché su questo voglio che la Lombardia abbia lo stesso trattamento di cui godono le Province autonome di Trento e Bolzano dove i benefici economici e fiscali della gestione ricadono anche sui territori locali e non finiscono tutti a Roma.”Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine della visita fatta al sistema delle dighe della centrale Edison di Piateda.diga Piateda (2)

OPERE STRATEGICA

“Abbiamo compiuto, con il presidente Maroni, una visita a una delle tante centrali del territorio della Valtellina, dove vi è la maggiore concentrazione, perché la partita delle centrali idroelettriche, dei benefici che esse producono e del rinnovo delle concessioni idroelettriche, scadute o in scadenza, E’ una partita strategica per la Regione”. Cosi il sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio regionale, alla Macroregione alpina, ai Quattro motori per l’Europa e alla diga Piateda (1)Programmazione negoziata di Regione Lombardia Ugo Parolo.

BENEFICI AL TERRITORIO

“Noi – ha detto Parolo – vogliamo garantire benefici al nostro territorio, vogliamo che la Regione possa essere protagonista e quindi continueremo la battaglia, che peraltro Regione e Provincia hanno già fatto, nei confronti del Governo centrale affinché si possano garantire gli stessi benefici che ci sono in Trentino Alto Adige, ma che ci sono anche negli altri Paesi confinanti dell’arco alpino come Svizzera e Austria”.


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