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Il Festival dell’economia di Trento proporrà diciassette confronti su sport, impresa, sociale pubblica amministrazione

martedì, 20 maggio 2014

Trento – Il Festival 2014 dell’economia, che si svolgerà a Trento dal 31 maggio al 2 giugno è ricco di spunti di riflessione. Diciassette <confronti> dallo sport all’imprenditoria, dalle università alla pubblica amministrazione, dal sociale al mondo della musica.festival-logo-scoiattolo

L’APERTURA

Primo appuntamento il 30 maggio alle 20.30 al Museo delle scienze con un esempio di tenacia e coraggio, Alex Zanardi. Un grande campione sportivo che ha saputo confermare le sue qualità di uomo e di atleta, oltre le avversità, incontra i campioni della responsabilità sociale. Attitudini sportive come dedizione, duro allenamento, disciplina, agonismo e rispetto degli avversari trovano infatti cittadinanza anche nell’impegno sociale. Per l’occasione è prevista la trasmissione in diretta streaming dell’incontro sul sito www.festivaleconomia.it.

LA SECONDA GIORNATA

La seconda giornata del Festival, sabato 31 maggio, si apre alle 9 al Palazzo della Regione, dove insieme al presidente dell’Università degli Studi di Trento, Innocenzo Cipolletta, al giurista Sabino Cassese e al direttore di Trentino School of Management, Mauro Marcantoni, si proporrà il caso Trentino come esempio riuscito di innovazione dirigenziale nella pubblica amministrazione. Sempre sabato alle 10.30, alla Fondazione Franco Demarchi, un confronto che punterà i riflettori sulla classe dirigente del sociale e sull’urgenza di ripensare le competenze a servizio del bene comune. “Orientati al futuro: imparare a imparare” il titolo del terzo confronto della giornata che avrà luogo alle 10.30 a Palazzo Bassetti. Al centro, giovani e università, futuro e imprenditorialità. Temi su cui si discuterà alla luce della crescente specializzazione delle carriere lavorative e della maggiore flessibilità richiesta ai giovani per ricoprire le nuove professioni emergenti.

In primo piano al Festival anche il benessere del cittadino che la crisi economica mette a dura prova. Raggiungere questo obiettivo passa soprattutto attraverso l’attuazione di politiche migliori. A sostenerlo sono due rappresentanti dell’Ocse, Anthony Gooch e Yves Leterme che saranno i protagonisti del confronto “È solo questione di persone: lavoro, crescita e bene comune” che si terrà alle 11 all’ex Convento Agostiniani (sede dell’Ocse). Per questa occasione è inoltre previsto un servizio di traduzione simultanea. Un dirigente, un prete e un direttore d’orchestra proporranno al pubblico, in un confronto polifonico, tre modi diversi per innovare il management. L’incontro, che inizierà alle 15 alla Fondazione Caritro di Palazzo Calepini, sarà arricchito dalla performance di un’orchestra da camera di giovani musicisti. Alle 16, l’Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale ospiterà il confronto su un tema di particolare attualità: la rivisitazione del ruolo della politica e la riassunzione di responsabilità da parte della classe dirigente. È attraverso il principio di accountability (trasparenza, responsabilità e partecipazione) che diventa possibile mettere in sintonia la politica con le attese dei cittadini. La trasparenza sui dati della pubblica amministrazione è anche il cuore del confronto che verrà ospitato alle 16.00 alla Sala Filarmonica, e che vedrà intervenire l’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini in merito al processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico che sta introducendo importanti linee di cambiamento nella governance delle pubbliche amministrazioni. Il Festival si interroga anche sulle possibili vie d’uscita dalla crisi: un dibattito tra teorie economiche diverse dal titolo “Fuori dal debito, oltre la crescita” quello che verrà ospitato alle 17 al Palazzo della Regione.

TERZA GIORNATA

Ad aprire la terza giornata del Festival, il 1° giugno, un incontro che mette ancora una volta l’accento sul complesso rapporto tra rappresentanza politica e partecipazione popolare come punto di partenza per riflettere sul valore della democrazia. A questo proposito verranno messe a confronto, a partire dalle 9.30 al Palazzo della Provincia, la testimonianza sulla realtà trentina del presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento e la testimonianza sulla realtà sudamericana di João Pedro Stedile. Il fondatore del Movimento dei Sem Terra parlerà dell’esperienza del movimento contadino nato nel 1984 dalle occupazioni delle terre nel sud del Brasile. Alle 10.30, al Palazzo della Regione, ci si confronterà su un altro tipo di esperienza manageriale, quello cooperativo. Al centro una domanda: le specificità e le peculiarità dell’azienda cooperativa, che la rendono diversa dalle altre forme di impresa, sono in grado di tradurre il “vantaggio comparato” nelle scelte strategiche in “vantaggio competitivo”? Porteranno la loro testimonianza sul tema il direttore generale di Melinda, Luca Granata e il presidente di Granarolo, Luciano Sita. Per parlare invece del problema dell’intreccio, spesso insano, che continua a legare in Italia i partiti politici e le grandi imprese del Paese ci si sposterà alle 11 al Mart di Rovereto.

Il festival intende dare anche uno sguardo di più ampio respiro, non solo coinvolgendo personalità estere, ma guardando anche a qual è il posto dell’Italia fuori dai confini nazionali. Il confronto che verrà ospitato a partire dalle 11 alla Fondazione Caritro, si interrogherà infatti sulle potenzialità della classe manageriale italiana di fronte alla sfida internazionale. Si discuterà se i nostri manager abbiano il giusto mix di competenze e talenti necessari ad interfacciarsi con paesi lontani, culture diverse, nuovi modi di organizzare il lavoro, nuovi consumatori. Se abbiano le conoscenze organizzative sufficienti per coordinare produzioni in paesi diversi e lontani con talento e mezzi e conoscenza tecnologica adeguati per continuare ad innovare, mantenendo la propria leadership anche sia in produzioni tradizionali, sia in quelle all’avanguardia. A questi e ad altri interrogativi cercheranno di rispondere, a vario titolo, i relatori del confronto. Parlando di crescita, bene comune ed economia l’unico protagonista non è l’Occidente: numerosi paesi africani stanno vivendo un periodo di forti cambiamenti, caratterizzati dalla crescita del PIL, dal consolidamento delle borghesie proiettate alla dimensione internazionale e un crescente divario tra poveri e ricchi, che spesso alimenta processi migratori. Chelati Dirar Uoldelul, che insegna Storia dell’Africa all’Università di Macerata, parlerà a partire dalle 15 nell’ex Convento Agostiniani, delle politiche delle classi dirigenti del Corno d’Africa.
Ad aprire i “Confronti” dell’ultima e conclusiva giornata del Festival, il 2 giugno alle 10.30 alla Fondazione Caritro, il confronto dal titolo “La tutela dei beni nei rapporti di convivenza: i consigli dei notai” in cui verranno illustrati ai cittadini gli aspetti patrimoniali (come l’acquisto della casa, la partecipazione alle spese comuni, il mantenimento e l’istruzione dei figli, ecc.) che i conviventi possono disciplinare, nel rispetto della legge italiana, attraverso i “contratti di convivenza”. Alle 11 alla Facoltà di Giurisprudenza un caso eccellente di imprenditoria civile, quello di Adriano Olivetti, sarà il punto di partenza per riflettere sul ruolo dell’imprenditore civile nella costruzione del bene comune. A concludere il ciclo dei confronti, alle 15.30 al Palazzo della Regione, Libera Terra porterà la testimonianza sull’esperienza positiva delle cooperative impegnate nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie come strumento di responsabilità sociale per il rilancio dell’economia italiana: trasformare le aziende confiscate in un esempio di buona impresa e di tutela dei diritti dei lavoratori. Alla discussione parteciperanno anche rappresentanti delle Associazioni nazionali dei Giovani Imprenditori.

 

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