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I progetti innovativi di recupero edilizio alla fiera di Domo Trento

domenica, 16 marzo 2014

Villazzano – Anche negli interventi di recupero edilizio si possono ottenere ottime prestazioni in termini di contenimento dei consumi. Lo dimostra il progetto di ristrutturazione di Casa Giordani a Villazzano di Trento, risultato il progetto vincitore della quinta edizione del premio APRIE, il concorso indetto dall’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia diretto a promuovere la conoscenza e la divulgazione delle buone pratiche progettuali e costruttive degli edifici realizzati in provincia di Trento. Oggi alla Fiera DOMO 2014 a Trento Fiere, neTrento Domollo stand dell’Agenzia, la premiazione.

 IL PROGETTO 

Redatto dall’architetto Paolo Bertotti e, per la parte impiantistica, dal p.i. Lorenzo Piazzera, ha riguardato un intervento di recupero di due corpi di fabbrica di matrice rurale, l’uno con destinazione abitativa e l’altro adibito a fienile, ricavandone un edificio a basso consumo energetico, suddiviso in cinque unità abitative. Le soluzioni adottate hanno consentito di raggiungere una classe energetica A (40 kWh/mq), ovvero, per un intervento di recupero, un’ottima prestazione in termini di contenimento dei consumi. Nel realizzare l’intervento, non è stata posta attenzione solo ed esclusivamente all’aspetto energetico ma, in generale, a tutti gli aspetti che incidono sull’impatto ambientale dell’edificio. Il progetto ha infatti aderito al protocollo per l’edilizia sostenibile del Comune di Trento ed ha individuato delle soluzioni volte a garantire, tra l’altro, il contenimento dei consumi idrici, la riduzione dell’inquinamento interno, l’utilizzo prevalente di materiali costruttivi di origine rinnovabile.
Il progetto – si legge ancora nella motivazione del premio – si presenta inoltre molto curato anche per quanto riguarda le scelte tipologiche-compositive e la cura dei dettagli costruttivi. L’intervento, in particolare, si è caratterizzato per un’impostazione diretta a connettere nuovo e preesistente, individuando una serie di soluzioni che, oltre ad avere una specifica funzione sul bilancio energetico dell’edificio, recuperano elementi figurativi e funzionali tipici dell’architettura e della tradizione locale. Ne sono un esempio i poggioli alla trentina realizzati sui fronti sud ed ovest dell’edificio, che hanno la funzione di contribuire all’ombreggiamento delle aperture retrostanti, evitando così il surriscaldamento estivo.

L’ADESIONE 

Alla realizzazione dell’iniziativa, giunta ormai alla sua quinta edizione, hanno collaborato, assieme all’Agenzia Provinciale per le risorse idriche e l’energia, gli Ordini ed i Collegi professionali, l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese, la sezione trentina dell’Associazione Nazionale Costruttori, il Distretto Tecnologico Trentino per l’Energia e l’Ambiente Habitech, l’Università degli Studi di Trento ed un esperto in materia di paesaggio ed architettura locale.
“Nelle valutazioni dei progetti partecipanti – ha spiegato Giacomo Carlino, dirigente dell’Aprie -, è stato tenuto conto, in particolare, delle prestazioni energetico ambientali degli edifici, della coerenza delle scelte architettoniche con le tipologie costruttive locali, delle innovazioni tecnologiche adottate, del livello di integrazione raggiunto dalle imprese costruttrici e, non da ultimo, della chiarezza e della modalità di rappresentazione degli elaborati prodotti, ai fini della successiva divulgazione a scopo didattico e formativo.”
I progetti presentati in questa tornata del Premio, ed i cui elaborati erano esposti nello stand dell’Aprie, hanno evidenziato un esteso ricorso all’impiego di strutture in legno, in particolare nel settore delle ristrutturazioni ed ampliamenti, confermando le potenzialità energetiche, ambientali e tecnologiche di questo duttile materiale simbolo del Trentino.


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