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I prodotti dell’agricoltura montana a rischio. La denuncia dell’onorevole Fraccaro sul Ceta

sabato, 23 settembre 2017

Trento – Ceta, ora rischio concreto per prodotti e agricoltura trentina di montagna. Presa di posizione dell’onorevole Fraccaro (M5S). “Con il Ceta la pirateria alimentare del made in Italy diventerà legale e gli interessi delle multinazionali andranno a scapito delle nostre eccellenze produttive e dell’agricoltura trentina di montagna”, lo dichiara il deputato M5S, Riccardo Fraccaro, a proposito dell’entrata in vigore provvisoria del Ceta, l’accordo commerciale tra Ue e Canada.Riccardo fraccaro 1

“Eccellenze produttive trentine come la Mela Val di Non Dop, la Spressa delle Giudicarie Dop, il Salmerino e le Trote del Trentino Igp e molte altre da oggi corrono già rischi concreti. Significativo – spiega Fraccaro (nella foto) – che molte regioni e comuni italiani e 26 comuni trentini, tra cui Trento, Arco, Mezzolombardo, Lavis e Predaia, abbiano sottoscritto la mozione proposta da Coldiretti, che impegna gli esecutivi a chiedere a Governo e Parlamento maggiore attenzione prima della ratifica dell’accordo.

Ma non basta: serve un’azione ancora più incisiva e il coinvolgimento capillare delle realtà locali, per rendere note le pericolose conseguenze di questo trattato e impedirne l’entrata in vigore definitiva. Solo per fare un esempio, per il nostro Paese sono stimati 200mila posti di lavoro in meno e 250 prodotti agroalimentari a rischio. Il Ceta è uno dei tanti volti di quella globalizzazione selvaggia che negli anni ha impoverito la nostra economia, eroso i diritti dei lavoratori e compromesso le produzioni locali. Eventuali accordi commerciali non possono prescindere dalla piena tutela delle aziende, dei prodotti e del territorio, su questo il M5S continuerà a dare battaglia”.


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