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I numeri sulla presenza del lupo in Alto Adige

venerdì, 30 marzo 2018

Tubre – L’Ufficio caccia e pesca vuole sfatare alcune notizie circolate nei giorni scorsi sull’avvistamento di lupi e su attacchi ad animali attribuiti alla presenza del lupo. Come dicono gli esperti, ad ogni episodio viene subito attribuita la colpa al lupo, ma in molti casi sono da attribuire a cani randagi, singoli o in gruppo, in circolazione di giorno e anche di notte. Ecco dunque la situazione della presenza del lupo in provincia di Bolzano che l’Ufficio caccia e pesca della Provincia ha stilato in base ad accertamenti verificati e che sono presentati sul web con dati costantemente attualizzati. I danni risarciti nel 2017 nel complesso ammontano a 9.680 euro.

Sulla base dei risultati delle analisi genetiche, nel 2017 sono stati identificati 6 diversi esemplari, mentre altri sono stati accertati indirettamente, come uno o due lupi in dispersione nell’area di Tubre, in Val Monastero. In val d’Ultimo è stato inoltre nuovamente rilevato il maschio WBS-M1, la cui dinamica di migrazione viene tracciata dalla provincia di Brescia, via Trentino, fino in Alto Adige. Questo lupo è stato presente nei mesi estivi nell’alta valle di val di Chiesa, e si è reso responsabile di una serie di predazioni a discapito del bestiame presente nell’alpeggio. Nell’area dell’alta Val di Non, nel 2017, è stato poi confermato il successo riproduttivo della coppia presente da alcuni anni e costituita da M41 (maschio) e WBZ-F1 (femmina). Il branco di lupi, composto attualmente da tre animali, occupa un’area transfrontaliera.

Sull’Alpe di Siusi e in Alta Badia sono stati rilevati i seguenti animali: la lupa VR-F13 e il maschio WBZ-M001. Questi individui costituiscono la coppia alfa del branco dell’adiacente area Val di Fassa-Arabba-Badia, ed entrambi gli animali provengono dal branco della Lessinia. Una particolarità è stata osservata nella lupa identificata nel comune di Nova Ponente, poiché è risultato che si tratti di un’esemplare origine europea e non italica, che probabilmente arriva dalla popolazione Dinarica. Questa femmina fa parte della coppia che gravita nella zona della Val di Fiemme-bassa Val di Fassa. Va inoltre segnalata la presenza di un individuo singolo nell’area del Renon, di Lana e della Val Senales. Nel corso del 2018, potranno giungere ulteriori accertamenti della presenza della specie sul territorio provinciale a seguito delle analisi genetiche attualmente ancora in corso.

Comportamento e consigli

Come suggeriscono gli esperti, in caso di eventi dove sono coinvolti animali selvatici, è opportuno darne comunicazione al guardiacaccia competente, mentre in caso di avvistamenti o coinvolgimento di animali domestici è competente l’Ufficio caccia e pesca. Al di fuori del normale orario di ufficio ci si può rivolgere al servizio reperibilità del Servizio forestale attraverso il numero di emergenza 112. I cacciatori in base alla legge venatoria sono obbligati a comunicare tracce di lupo o orso entro 24 ore dall’avvistamento all’Ufficio caccia e pesca. Non sempre quando un animale viene sbranato si provvede al prelievo di un campione di saliva, perché le analisi hanno costi elevati. Vengono eseguite presso la Fondazione Mach di San Michele all’Adige. Hanno priorità i casi individuati con tempestività su animali domestici. Nell’arco dell’anno vengono regolarmente eseguite prove genetiche nell’area dolomitica. Inoltre, nei mesi invernali si va alla ricerca di tracce sulla neve. Tale attività avviene in collaborazione con gli esperti del Trentino e del Bellunese. Un dato è certo secondo gli esperti: non esiste ancora alcun esemplare ibrido in territorio altoatesino, ovvero animali da incroci tra lupo e cane. Consigliano molta prudenza benché i lupi non siano soliti attaccare l’uomo. Sono, infatti, più facili atttacchi alle persone dovure a cani, mucche o cinghiali. Tra i consigli, non lasciare resti di alimenti fuori dalle case che potrebbero attirare gli animali in cerca di cibo.


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