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I musei trentini nel sistema nazionale: la decisione della Giunta in trasferta a Cavalese

martedì, 11 agosto 2015

Cavalese – La Giunta provinciale ospite della Magnifica Comunità di Fiemme, la Giunta provinciale ha tenuto la consueta seduta settimanale a Cavalese. Accolti dallo Scario, Giacomo Boninsegna, presidente e assessori si sono riuniti nella splendida Sala Clesiana. La Comunità è proprietaria di 20.000 ettari di territorio, ha ricordato lo Scario nel corso di un incontro con i Regolani che si è tenuto al termine della seduta di Giunta, il patrimonio forestale più consistente del Trentino e uno dei più importanti dell’arco alpino. Grazie a questo patrimonio, la “Magnifica” si è conquistata un mercato di nicchia, assicurando occupazione ad un centinaio di dipendenti e lavoro ad una quarantina di aziende.

“La Magnifica Comunità di Fiemme ci ricorda le radici e l’essenza stessa della nostra Autonomia – ha detto il presidente Ugo Rossi ai Regolani – perchè la “Magnifica” si fonda sul virtuoso equilibrio fra territorio e popolo, ovvero sulla necessità di preservare il territorio, ma nel contempo garantire alla popolazione che sul territorio vive, sviluppo e qualità della vita, questo è tipico del nostro modo di intendere l’AuProvincia Trento a Cavalese1tonomia – ha aggiunto Rossi”. “Questa visita – ha concluso il presidente – servirà ad aumentare la nostra sensibilità nei confronti di istituzioni come la vostra”.

 L’ISTITUZIONE 

Istituzione antichissima nata nell’altomedioevo per garantire agli abitanti della valle una certa autonomia dal Principe Vescovo di Trento, la Magnifica Comunità di Fiemme è oggi ancora attiva. Perse le prerogative politiche nel primo Ottocento continua ad occuparsi della gestione del territorio fiemmese e delle sue risorse, in particolare del patrimonio silvo-pastorale. A questa attività si unisce l’importante impegno sociale e culturale che trova massima espressione nella struttura e nelle attività promosse dal Palazzo storico della “Magnifica” a Cavalese, custode della sua storia millenaria. Attualmente il Palazzo ospita la Mostra evento “Caccia alle Streghe. I processi in val di Fiemme”.

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme nasce come sede temporanea per il vicario del Principe vescovo di Trento che, come stabilito dai patti gebardini del 14 luglio del 1111, si recava in valle due volte l’anno per amministrare la giustizia. Come risulta dalle prime citazioni documentarie l’edificio fu eretto indicativamente verso la fine del XIII secolo.

GLI ARCHIVI TRENTINI ENTRANO NEL SISTEMA NAZIONALE

Il grande patrimonio degli archivi storici del Trentino sarà disponibile, via web, all’interno del Sistema Archivistico Nazionale.

Su proposta dell’assessore alla cultura Tiziano Mellarini, la Giunta provinciale ha approvato lo schema di convenzione con il Ministero per i beni e le attività culturali che disciplina i rapporti tra le due istituzioni.

La convenzione, che ha una durata di nove anni, sarà firmata dal dirigente del Dipartimento provinciale competente in materia di cultura. Da quasi dieci anni la Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento si è dotata di una banca dati, funzionante via web, per l’inventariazione e la schedatura del patrimonio archivistico trentino: il Sistema informativo degli Archivi storici del Trentino – AST.

Ad oggi il sistema ospita oltre 600 progetti, per un totale di circa 520.000 record; di questi, circa 400 inventari e 230.000 record sono consultabili dagli utenti nelle pagine del portale Trentinocultura all’indirizzo www.culturatrentino.net/archivistorici, attivo dal 2013.
Per la stesura del testo di convenzione approvato oggi, risalgono al 2012 i contatti tra la Soprintendenza per i Beni culturali e l’Istituto Centrale per gli Archivi – ICAR, struttura tecnica del Ministero per i beni e le attività culturali che cura la gestione, manutenzione e sviluppo del Sistema Archivistico Nazionale – SAN.

In particolare si doveva regolare il trasferimento dei dati dal sistema provinciale a quello nazionale e, parallelamente, elaborare gli strumenti informatici necessari per l’esportazione delle schede dal sistema provinciale a quello nazionale, definendo inoltre le procedure operative per lo scambio e la validazione dei dati.

Nel corso del 2013 è stato sviluppato e collaudato, sulla base degli standard tecnici definiti dall’ICAR, il programma di esportazione dei dati, che prevede il passaggio dal sistema provinciale a quello nazionale delle descrizioni inventariali di livello alto (complessi archivistici, soggetti produttori e soggetti titolari).

Queste schede potranno ora essere pubblicate anche nel portale del Ministero, in forma ridotta e con un rinvio diretto al portale pubblico provinciale.
Nel 2010 era stato firmato a Roma un accordo fra il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ed i rappresentanti della Autonomie locali che consente l’attivazione di forme di collaborazione dirette alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale.
Nella legge provinciale sui beni culturali (L.P. 17 febbraio 2003 n. 1) vi è una specifica previsione sul collegamento tra il sistema archivistico provinciale e quello nazionale.

IL PALAZZO STORICO DELLA MAGNIFICA COMUNITÀ
La Magnifica Comunità di Fiemme, istituzione antichissima nata nell’altomedioevo per garantire agli abitanti della valle una certa autonomia dal principe vescovo di Trento, è oggi ancora attiva. Perse le prerogative politiche nel primo Ottocento continua ad occuparsi della gestione del territorio fiemmese e delle sue risorse in particolare del patrimonio silvo-pastorale.

A questa attività unisce l’importante impegno sociale e culturale che trova massima espressione nella struttura e nelle attività promosse dal Palazzo storico della Magnifica Comunità di Fiemme, custode della sua storia millenaria.

LA STORIA
Dopo la conquista romana, nel 16 a.C., il territorio fiemmese entra a far parte dell’Impero Romano sino al VI secolo d.C. Diviene quindi teatro di alterne vicende che coinvolgono Alamanni, Goti, Franchi e Longobardi.
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Con la conquista carolingia del Regno Longobardo, nel 774, inizia per Fiemme un periodo di pace; lo scarso interesse politico riguardo al controllo del territorio esclude l’affermarsi di forti poteri signorili locali.

Si costituisce invece una primitiva istituzione comunitaria basata sullagestione condivisa del territorio e delle sue risorse: è l’origine dell’attuale Magnifica Comunità di Fiemme.
La nascita del principato vescovile di Trento, in seguito al privilegio concesso dall’imperatore Corrado II il Salico, avviene nel 10273

La valle di Fiemme rientra nei territori amministrati dal principe vescovo e come tale è soggetta a obblighi fiscali. Il suo popolo abituato ad un’autonomia plurisecolare non accetta la subordinazione.

Tale situazione si risolve, dopo vari conflitti, quando il principe vescovo di Trento Gebardo (1106-1118) riconosce una parte delle libertà di Fiemme firmando i patti ghebardini.
Stipulati a Bolzano tra il 13 e il 14 luglio del 1111, stabiliscono dei compromessi tra l’antica Comunità e il più recente principato vescovile di Trento.

Il primo documento garantisce alla valle una parziale esenzione dalle imposte; il secondo stabilisce l’obbligo degli abitanti di Fiemme di accettare la dipendenza giuridica e fiscale da Trento. A questi contenuti fondamentali si aggiungono tutta una serie di disposizioni relative ai confini, ossia all’estensione del territorio di competenza, e all’amministrazione dello stesso.

L’esenzione dalle imposte riguarda in particolare quelle di dazio, necessarie per il commercio delle merci, su tutto il territorio del principato vescovile di Trento. Nei secoli successivi gli abitanti di Fiemme furono spesso in disaccordo con i dazieri del principe; forti delle disposizioni dei patti si opposero con tenacia ma non sempre riuscirono ad avere la meglio.


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