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Guerra a suon di carte bollate sulla cabinovia Costalunga. La Provincia di Trento ricorre al Tar

venerdì, 4 luglio 2014

Moena – La progettazione degli impianti di mobilità alternativa per il collegamento a fune fra Soraga, Moena, Costalunga e Carezza non è prevista dal Piano urbanistico provinciale. Inoltre, trattandosi di un’infrastruttura che interessa un’area che sconfina dal Trentino all’Alto Adige, necessiterebbe anche di un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano. Sono queste, sostanzialmentecabinovia Costalunga, le due ragioni per cui la Provincia autonoma di Trento ha definito inammissibile il project financing avanzato dalla società Sma e comunicato alla stessa in data 8 aprile 2014 (Nella uno degli impianti già esistenti a Meona).

LA NORMATIVA

Inoltre la legge prevede la possibilità di presentare proposte relative ai lavori che esulino dagli strumenti di programmazione è altrettanto vero che il Piano urbanistico provinciale rappresenta lo strumento cardine per la definizione delle strategie di lungo periodo ed eventuali strumenti di pianificazione urbanistica subordinati, anche a carattere settoriale, devono comunque essere uniformati all’architettura fondamentale del Piano o ne devono sviluppare i contenuti. Quindi, le strategie territoriali e di sviluppo, non possono essere sottoposte a permanenti e ripetute modificazioni per effetto di proposte o di interessi “pubblici” avanzate da privati o anche da amministrazioni pubbliche.

Conseguentemente, di fronte al ricorso davanti al T.R.G.A. contro la Provincia, presentato dalla stessa società, la Giunta Provinciale, con delibera adottata lo scorso 30 giugno, non ha potuto che resistere, ritenendo fondato il procedimento amministrativo adottato.


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