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Il Muse rilancia la cultura in Trentino. Il presidente Pacher: “Luogo straordinario”

domenica, 28 luglio 2013

Trento-Sorprendente il Muse, a sorpresa persino il taglio del nastro all’inaugurazione del Museo delle Scienze di Trento, ieri sera, davanti a migliaia di persone. Al posto del tradizionale nastro di stoffa una struttura metallica a forma di clessidra. Per tagliarla non le forbici, ma delle capaci cesoie simbolicamente strette all’unisono dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher; dal sindaco della città, Alessandro Andreatta; dall’architetto Renzo Piano; dal direttore e dal presidente del Muse, Michele Lanzinger e Marco Andreatta.

Loro i protagonisti di una giornata che resterà nella memoria, con l’inaugurazione di un museo dalle dimensioni e dalle ambizioni internazionali, preludio di una festa destinata a durare 24 ore. Ma protagoniste anche le migliaia di persone che hanno voluto partecipare alla nascita di quella che il presidente Pacher, non senza emozione, ha definito “la nuova importante presenza dentro Trento e dentro il Trentino, una meraviglia frutto del lavoro e della passione di tanti, di uno staff di ragazzi entusiasti. L’architetto Piano ha dato forma, e che forma, ha una idea e un progetto che hanno trovato anche delle difficoltà ma che oggi vedono realizzata, grazie al lavoro a tempi di record, anche il ripristino dell’antica via che collega le Albere con il cuore della città”.

“Non nascondo l’emozione – ha proseguito Pacher – nel vedere concretizzata l’idea cui credevamo molto, un pensiero ambizioso che va oltre la funzione museale. Qui vive una straordinaria idea della città e del territorio, là dove sorgeva una fabbrica, la Michelin, che è stata simbolo del lavoro. Quando chiuse, avevamo due strade davanti: o replicare il già visto oppure decidere cosa Trento dovesse fare da grande. Abbiamo cercato di rispondere ad una domanda di significati, ad una visione di futuro. Ce l’abbiamo fatta grazie alla sintonia tra il Comune e la Provincia, allora guidata da Lorenzo Dellai. Ed oggi abbiamo davanti a noi un nuovo scenario, una nuova idea di città. In questo viaggio tra memoria e futuro il territorio vive anche delle competenze e delle relazioni assicurate dall’Università, dai Centri di ricerca”.
“Ma il grazie è alla gente – ha detto ancora Pacher – a tutti noi trentini, magari brontoloni ma pronti a rimboccarsi le maniche. Ne sono certo: quando si pensa ad una città si pensa ad una idea simbolo. Ebbene, il Muse ci metterà pochissimo a diventare una icona. La sua stessa forma è coerente con la città e il territorio e il Muse ci aiuterà a capire il nostro tempo, confermerà una volta di più che Trento e il Trentino sono luoghi dove è piacevole vivere e passeggiare. Insieme al Mart, al Buonconsiglio, agli altri presidi culturali del Trentino agirà come parte di un tutto. Inizia il viaggio di un luogo straordinario dove nasceranno idee e amori, sapere e incontri”.
Prima del taglio del nastro (pardon, della clessidra) il presidente Pacher ha voluto concedersi una “considerazione personale”. “Concedetemi – ha concluso – di ringraziare la mia città e la mia terra per quello che mi hanno dato in questi lunghi anni”. Un applauso ha accolto quello che è parso il commiato dell’uomo politico – in una circostanza così carica di significati – dopo anni di impegno nelle istituzioni.

La cerimonia di inaugurazione, accompagnata dalle emozionanti interpretazioni musicali dell’orchestra regionale della Haydn è stata condotta da Giampaolo Pedrotti, capo ufficio stampa della Provincia (il suo ricordo di Rita Levi Montalcini e Margherita Hack ha trovato l’applauso del folto pubblico) che ha indicato cultura, conoscenza e consapevolezza quali coordinate lungo le quali si muove la sfida del Muse.Foto

Lo hanno poi ribadito gli altri protagonisti. Il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta: “Da ora in avanti Trento non è più solo la città del Concilio, ma diventa anche la città del Muse. Simbolo di una stagione di trasformazioni con i suoi 116 mila metri quadrati e i 50 mila metri quadrati di parco e baricentro di un turismo culturale di qualità”. Il presidente Marco Andreatta: “Una idea della comunitá, sapendo che produrre e offrire cultura è speranza del mondo di domani. Ora tocca a noi utilizzare al meglio questa straordinaria opportunità”. Quindi l’evviva di Renzo Piano, l’architetto che ha voluto dire grazie a chi gli ha dato fiducia e ai tanti che hanno collaborato con lui perché “l’architettura è un mestiere corale”.

Infine un emozionato Michele Lanzinger: il direttore ha voluto ringraziare, chiamandoli per nome, quanti hanno collaborato, ha citato le altre realtà culturali del Trentino e ha infine ricordato che “i musei sono tali quando sono frequentati”. L’invito a far sì che il Muse diventi piacevole abitudine dei trentini, prima di tutto. Poi, la festa, i palloni giganti a rimbalzare sul pubblico, le iniziative lungo la notte, migliaia di persone a scoprire, con stupore, le mille suggestioni di un museo ricco di luce e spazio e già fin d’ora “il luogo dove gli animali volano”…


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