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Gli scavi archeologici a San Martino nel Lomaso autorizzati per altri cinque anni

sabato, 5 ottobre 2013

Comano Terme - La Giunta provinciale ha autorizzato la prosecuzione per altri cinque anni dell’attività di cooperazione in campo archeologico tra la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Comano Terme e la Kommission zur vergleichenden Archäologie römischer Alpen- und Donauländer della Bayerischen Akademie der Wissenschaften (progetto SMaLL, acronimo di monte San Martino nel Lomaso). Per il biennio 2014-2015 la Provincia metterà a disposizione un importo di 100mila euro, pari al 42% delle risorse complessive necessarie.Alberto Pacher pres. PAT gennaio 2013

Con la decisione di oggi la Giunta provinciale ha assicurato stabilità e impegno di prosecuzione a un progetto di ricerca scientifica pluriennale in campo archeologico che nel decennio scorso ha portato prima ad identificare e quindi a documentare nelle sue parti sopravvissute un esteso insediamento fortificato posto sulla vetta del monte di San Martino nel Lomaso. Costruito nel quinto secolo dopo Cristo e utilizzato nei duecento anni successivi, era completamente sparito e nessun documento ne ha mai parlato. Gli archeologi lo hanno ritrovato, scoprendone le parti sepolte tra la vegetazione: una cinta muraria estesa per oltre un chilometro, tratti viari esterni e interni, parti di diversi edifici che, liberati e riportati alla luce, risultano di straordinaria imponenza con un altro grado di conservazione architettonica.

Accanto alla Provincia, partner sostenitori della ricerca sono il Comune di Comano Terme e la Bayerische Akademie der Wissensaften (Accademia bavarese delle Scienze), tra i più prestigiosi e antichi centri di ricerca scientifica tedeschi che partecipa al progetto con la sua Kommission zur vergleichenden Archäologie römischer Alpen- und Donauländer (Commissione per l’archeologia dei territori romanizzati tra le Alpi e il Danubio) diretta dal prof. Volker Bierbrauer, uno tra i più noti studiosi europei dell’archeologia dei Goti e dei Longobardi. Per coordinare fin dall’inizio i lavori dei tre soggetti nell’agosto del 2007 venne firmato un protocollo d’indirizzo, mentre nel 2009 venne firmata una Convenzione quinquennale che è quindi in scadenza nella primavera prossima.

Nel luglio scorso una nota personale del presidente Bierbrauer confermava l’interesse dell’ente di ricerca tedesco a proseguire nella collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Comano Terme fino alla completa conclusione della ricerca (che è prevista per il 2019). Analogo intendimento lo ha espresso Livio Caldera, sindaco del Comune di Comano Terme e oggi – con la deliberazione approvata stamani – anche la Provincia autonoma di Trento ha dato la propria riposta, assicurando continuità di presenza e partecipazione favorevole sia al completamento degli scavi archeologici nel sito, sia al necessario sostegno alle attività di studio e di approfondimento per l’interpretazione e la presentazione dei risultati in sede scientifica quale conclusione.

Con la decisione di oggi l’esecutivo provinciale autorizza e dà mandato al dirigente della Soprintendenza per i beni architettonici e archeologici a confermare la partecipazione e a rinnovare la convenzione per ulteriori cinque anni. Quale quota di partecipazione agli investimenti per il biennio 2014-2015, con il medesimo atto è stata messa a disposizione una somma di 100mila euro, pari al 42% dei costi preventivati per le attività di ricerca; le restanti quote saranno a carico rispettivamente della Bayerische Akademie (44%) e dell’Amministrazione comunale di Comano Terme (14%). Da sottolineare come è questo il primo caso di un progetto interno in campo archeologico capace di trovare sostegno e risorse esterne all’Amministrazione, segno della capacità di presentarsi e di proporsi in modo credibile con progetti di alto valore scientifico e con l’autorevolezza necessaria per ottenere sostegno e risorse da investire nel patrimonio e nella ricerca trentini, strada oggi più che imposta.

L’attività di scavo programmata per il 2013, che nel corso dell’estate ha registrato la presenza nell’area di una decina di ricercatori e di studenti delle Università di Innsbruck, Basilea, Monaco, Bamberga, Francoforte e Travna nella Repubblica Slovacca, ospiti del Comune di Comano Terme, si è conclusa il 21 settembre scorso.


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