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Giornate FAI di Primavera con arte e storia nei borghi di Darfo Boario Terme

lunedì, 20 marzo 2017

Darfo Boario Terme – Sabato 25 e domenica 26 marzo la città di Darfo Boario Terme ospiterà le “Giornate FAI di Primavera”, l’iniziativa promossa dal Fondo Ambiente Italiano, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, che ogni anno apre migliaia di luoghi  e tesori nascosti, talvolta inaccessibili. Esperienze di arte e storia uniche che, grazie al Fondo Ambiente Italiano, divengono patrimonio condiviso.

Ezio Mondini sindacoDarfoStraordinari i cinque luoghi selezionati a Darfo Boario Terme che potranno godere del privilegio di soddisfare l’occhio attento e curioso di amanti dell’arte, della storia, delle tradizioni e di chi intende trascorrere un week end all’insegna del bello.

Luoghi che vanno dal Borgo di Gorzone con Palazzo Federici (ora Piccinelli-Minelli) e ancora Palazzo Federici (ora Rizzonelli – in visita esterna) fino al Castello di Gorzone; da Palazzo Cemmi (non aperto al pubblico se non in eccezionali e rare occasioni), alla “Cappella Caritas” opera completa di Franca Ghitti che ne curò ogni dettaglio dalla progettazione agli arredi,alle meravigliose vetrate, fino al borgo di Erbanno con le suggestive chiese di S. Maria del Restello affrescata da Callisto Piazza e quella quattrocentesca di San Gottardo, passando, in visita esterna, da Palazzo Melucci (ex- Casa Federici) e Palazzo De Michelis (ex Casa Ballardini).

Un’occasione importante per la nostra città che, ci auguriamo, possa andare ben oltre le giornate FAI ha esordito il Sindaco della Città Ezio Mondini –. Nello spirito di appartenenza, è giusto che ciascuno si riappropri della propria storia, delle tradizioni e dell’eredità storica che ci identifica. Un passo in più verso la cultura che questo territorio coltiva e che merita attenzione. A nome di tutti i miei concittadini ringrazio, quindi, il FAI per questa opportunità preziosa che costituirà uno stimolo per noi e per i nostri ragazzi verso la conoscenza del territorio, delle sue radici e delle “perle” che qui sono racchiuse”.

La Vice capo delegazione FAI di Brescia, Maria Gallarotti e il capo Gruppo del FAI Vallecamonica, Milena Giani, non hanno mancato di sottolineare “…l’ottima collaborazione realizzata con l’Amministrazione e le migliori risorse del territorio che ha permesso di raggiungere due importanti obiettivi condivisi: di far conoscere, comprendere e, quindi, amare le bellezze del proprio territorio, risvegliando un orgoglio dell’identità del luogo che resterà anche dopo l’evento, e, al contempo, poiché si cura ciò che si ama, di risvegliare la coscienza civica di assunzione di responsabilità personale nella conservazione e valorizzazione di questo patrimonio storico d’arte e natura. Importante quindi è stato anche il coinvolgimento dei giovani, la collaborazione con le scuole del territorio”.

Infatti, la visita al Borgo di Erbanno ed in particolare alla Chiesa di Santa Maria del Restello sarà guidata dai ragazzi del Liceo Scientifico di Darfo preparati dal Prof. Granucci: un modo per trasmettere ai ragazzi la storia dei luoghi in cui vivono e tramandare quel senso di appartenenza che rappresenta lo strumento migliore per rendere infinita la storia e le nostre radici.

Attraverso il FAI e le Giornate di Primavera avremo modo di promuovere la nostra città e il suo patrimonio – commenta l’Assessore alla Cultura, Giacomo Franzoni -. Un obiettivo, però è già stato raggiunto. Infatti, grazie a questa opportunità abbiamo coinvolto più di trenta giovani  (oltre agli studenti liceali) che hanno dimostrato sensibilità e impegno offrendo il loro servizio volontario in qualità di guide. A tutti loro va il nostro ringraziamento e plauso per l’attenzione che hanno mostrato e la squisita dedizione che hanno manifestato nei confronti della cultura e del territorio”.

Per accogliere al meglio i visitatori, è stata predisposta una cornice di eventi e manifestazioni che valorizzeranno le altre peculiarità di questo territorio.

Nella serata di Sabato 25 marzo, sotto l’attenta e preziosa organizzazione di Pro Loco e Pro Loco Giovani, alle ore 20,00 il Castello apre le porte a “La Corte in Festa”, aperitivo con musica

a cura del quartetto d’arte Bazzini, mentre alle ore 22,00 ospiterà il trio acustico folk “Pianta Stabile”. Domenica 26,nel Salone delle feste di Palazzo Cemmi, momenti di musica settecentesca saranno eseguiti dagli allievi del Conservatorio di Musica “Luca Marenzio” di Brescia e Darfo ( ore 10-12 / ore 14-16 / ore 16-18 ).

Inoltre, i locali della città (ristoranti e alberghi) proporranno menu convenzionati e sconti per i visitatori.

Al fine di rendere più agevole il raggiungimento dei siti è stato predisposto un servizio gratuito di bus-navetta con partenza ogni 30 minuti da Piazzale Einaudi (stazione di Boario). Il bus si fermerà a Erbanno, Gorzone, a Palazzo Cemmi e alla Cappella Caritas di Darfo Boario Terme per poi riprendere il percorso.

Questo grande sforzo organizzativo che ci ha visto lavorare alacremente a fianco della Delegazione FAI di Brescia – conclude l’Assessore Franzoni - è il risultato della collaborazione di molti edè l’affermazione di un impegno etico che denota il grande valore che il volontariato rappresenta per la nostra collettività. Con orgoglio e entusiasmo ringrazio tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo  appuntamento importante per la città”.

PERCORSI DI VISITA – GIORRNATE FAI DI PRIMAVERA A DARFO

ARTE E STORIA NEI BORGHI DI DARFO BOARIO TERME:

dalle fortificazioni dei nobili Federici alla contemporaneità di Franca Ghitti

LA FAMIGLIA FEDERICI

La Famiglia Federici fu una delle più importanti famiglie nobiliari della Valle Camonica, il cui insediamento durò dal XIII sec. fino all’epoca moderna. Ciò che contraddistinse il casato fu la suddivisione in tre rami, corrispondenti ai territori su cui, inizialmente, vantavano possedimenti: Darfo-Montecchio, Gorzone ed Erbanno.

FRANCA GHITTI

Nata ad Erbanno nel 1932, Franca Ghitti studia all’Accademia di Brera a Milano, frequenta a Parigi l’Académie de La Grande Chaumière e a Salisburgo il corso di incisione diretto da Oskar Kokoschka.

Nel 1963 partecipa alla fondazione del Centro Camuno di Studi Preistorici e inizia la creazione delle sue mappe su tavolette di legno, con reti metalliche e chiodi. Risalgono agli anni ’60 le sue prime sculture in legno che definiscono fin da subito un’immagine dello spazio che abbia anche una dimensione del tempo e della storia.

Recupera legni usurati, avanzi di segheria, chiodi, per evocare la presenza di una cultura intessuta di elementi costanti e ripetuti; lavora il legno e il ferro, rivisitando linguaggi ormai emarginati, legati alle vecchie tradizioni di lavoro nei boschi e nelle fucine.

Tra il 1972 e il 1976 realizza La Creazione e L’Apocalisse, due cicli di vetrate per la chiesa di Costa Volpino.

Nel 1977 lascia la cattedra per svolgere, su incarico del Ministero dei Beni Culturali, attività di ricerca in collaborazione con il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. In quest’ambito di indagine storico-antropologica, nel 1978 avvia la collana Arti e Tradizioni Popolari Camune per le edizioni Scheiwiller di Milano.

Nel 1979 realizza Ghitti Gates, scultura-cancello nel Castello di Brunnenburg in Alto Adige. 

Sue mostre vengono allestite a Mantova, Torino, Milano, Heidelberg, fino alla grande Antologica di Palazzo Braschi a Roma nel 1988. Già dagli anni ’70 la scultura di Franca Ghitti, che ha preso le mosse dalle strutture tipiche delle architetture rustiche (corde annodate, tacche sulle cortecce, allineamenti e incastri di legni e pietre), dialoga direttamente, in grandi installazioni, con le tecniche modulari e le architetture contemporanee. Lo si può vedere in rapporto a più culture, dall’installazione di Pipmuacan in Labrador nel 1980, alle pietre di Pantelleria del 1983 , ai coppi in terracotta eretti come una costruzione funzionalista alla periferia di Guatemala City nel 1996. Oltre che in Italia, colloca allestimenti inediti a Vienna, in altre capitali europee e a New York. Nel 1997 realizza significativi interventi pubblici come Il segno dell’acqua, una grande struttura a cascata in ferro nel lago d’Iseo; o ancora, l’Archivio dei Materiali, un intervento con vetrocemento, pietra, ferro e legno a Brescia. Nel 1998 tiene una conferenza all’Istituto Italiano di Cultura a New York sul tema Lost alphabets; nello stesso anno installa sculture a New York, Monaco di Baviera, a Bilbao e a Vienna.

Nel 2002 presenta la mostra dei Cancelli d’Europa alla Young Arts Gallery di Vienna.

Nei primi anni del 2000 la sua attività spazia dall’Italia al mondo con mostre e installazioni importanti, così numerose che è difficile elencarle tutte. Muore nel 2012 dopo qualche anno di malattia.

Note organizzative

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Ilbus si fermerà a Erbanno, Gorzone, a Palazzo Federici (ora Cemmi) e alla Cappella Caritas a Darfo Boario Terme.

Tutti i ristoranti resteranno aperti e offriranno menù convenzionati a pranzo e, per la cena, sconti del 10% per gli iscritti FAI. Hotel e B/B: sconti 10% per iscritti FAI.

Per informazioni e prenotazioni

www.boariotermeventi.it –email: proloco@boariotermeventi.it
Tel. 335/6213165e 366/1947273

Luogo 1 -Itinerario

LUNGO LE VIE DELL’ANTICO BORGO DI ERBANNO

Orari 

SABATO 25 MARZO- dalle 14.00 alle 18.00, ultima partenza 17.30

DOMENICA 26 MARZO, dalle 10.00 alle 18.00, ultima partenza ore 17.30

Visite Guidate

Visite a cura dell’Associazione “Solstizio di Erbanno” e degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto di Istruzione Superiore “Olivelli Putelli” di Darfo Boario Terme.

Iniziative Speciali 

Intrattenimenti ed animazione nelle vie del centro storico.

Note

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Informazioni: proloco@boariotermeventi.it Tel. 335/6213165 e366/1947273

PARTENZA DEL GRUPPO dal Banco FAI posto nel parcheggio della Scuola materna di Erbanno, in Via Fontanico, 4.

Descrizione: Situato alle pendici del Monte Altissimo, sulle sponde del Torrente Budrio, il Borgo di Erbanno racchiude un cuore di grande pregio storico e artistico. Le abitazioni del paese – così come le strette viuzze che lo percorrono conducendo fino all’eremo di San Valentino – sono caratterizzate da una forte impronta medioevale: si presentano addossate le une alle altre, realizzate prevalentemente in muratura con stemmi e iscrizioni feudali. La storia del paese è legata indissolubilmente alle vicende della Famiglia Federici, nobile casato medioevale discendente dei bresciani Brusati, che tra il XIV e il XVI secolo si insediò nei territori di Darfo, Montecchio, Gorzone e, appunto, Erbanno. Lungo il paese sono numerose le testimonianze del passaggio della Famiglia: la Chiesa di Santa Maria del Restello, costruita proprio da Goffredo Federici nel 1585, i Palazzi Melucci e De Michelis (un tempo dimore signorili del Casato), fino alla piccola chiesa di santa Caterina, poi SanGottardo, edificata come cappella gentilizia della famiglia. Erbanno ha dato inoltre i natali alla scultrice Franca Ghitti.

Chiesa S. Maria del Restello – visita all’interno

Descrizione: Posizionata sul limitare nord-est del paese, la Chiesa prende il nome dall’antica contrada paesana del Restello (dal termine dialettale réstel, cancello); eretta nel 1525 da Goffredo Federici, esternamente si presenta di semplici fatture ma, una volta varcato l’ingresso, si rimane colpiti dagli affreschi del pittore Callisto Piazza da Lodi che impreziosiscono il presbiterio (separato dal resto della chiesa da una cancellata in ferro battuto). Si tratta di alcune delle opere più significative della sua carriera pittorica, ispirate (sia nella gamma cromatica che nelle partiture) al camuno Girolamo Romanino.  Lo stemma della Famiglia Federici è presente all’interno delle lesene dell’arco trionfale. Negli interni trovano posto i disegni preparatori al ciclo di vetrate della Via Crucis dell’artista Franca Ghitti.

Chiesa di San Gottardo (ex Chiesa di Santa Caterina)visita esterna: Costruita nel tardo Quattrocento – probabilmente come cappella gentilizia della vicina dimora Federici -  la piccola chiesa di Santa Caterina cambiò connotati ed intitolazione nel Settecento, quando fu affidata ai frati dell’Annunciata di Borno (si scelse l’intitolazione a San Gottardo, perché a lui era dedicato l’altare maggiore della chiesa). Ciò compromise, in parte, il suo valore storico: solo recentemente, infatti, in seguito ad un primo restauro, sono emersi gli affreschi quattrocenteschi che adornavano le pareti.

Esiste una possibile criticità? L’edificio necessita di un restauro approfondito sia negli interni che nella parete esterna affacciata sulla strada principale.

Palazzo De Michelis (ex Casa Ballardini)visita esterna

Descrizione: Situato in prossimità della chiesa di S. Maria del Restello, antico patronato della Famiglia Federici, Palazzo De Michelis (ex Casa Ballardini) si presenta come un importante edificio in muratura di stile rinascimentale (la collocazione storica è incerta, attestata grossomodo agli inizi del Cinquecento) che si sviluppa su due livelli (piano e dislivello verso il pendio) collegati da una scala. Fra gli interni spicca la Stanza del Vescovo detta anche di San Carlo – dove, si dice, abbia dormito Carlo Borromeo -che presenta pareti affrescate e motivi decorativi seicenteschi, fra cui uno stucco rappresentante il Castello di Gorzone e un altro la Casa Ballardini, vista dal giardino.

Palazzo Melucci (ex Casa Federici)vista esterna

Descrizione: Palazzo Melucci rappresenta una testimonianza tangibile dello splendore e della potenza del ramo di Erbanno della Famiglia Federici. Costruito nel Quattrocento, si tratta di un imponente edificio in muratura, edificato dalla Famiglia in seguito all’abbandono di quasi tutti i castelli di proprietà. Si presenta in forme austere, ornato da bugne in arenaria rossa con un portale d’entrata ornato in pietra, su cui sono iscritte le iniziali C.C.F.F. e la data 1585. Varcato l’ingresso, troviamo un ampio cortile delimitato da pilastri e colonne con capitelli; nel mezzo svetta una vasca di fontana quadrata con lo stemma barocco del Casato. Gli interni, riccamente affrescati, purtroppo non sono giunti a noi nello splendore iniziale.

Luogo 2

GORZONE – CASTELLO

INDIRIZZO

VICOLO DELLA FORESTA

Orari 

SABATO 25 MARZO- dalle 14.00 alle 18.00, ultima entrata 17.30

DOMENICA 26 MARZO, dalle 10.00 alle 18.00, ultima entrata ore 17.30

Visite Guidate 

A cura dell’Associazione naturalistico-culturale LOntànoverde -www.lontanoverde.it

Iniziative Speciali 

Sabato 25: Serata “La Corte in Festa”

  • dalle 20.00, aperitivo con musica (solo su prevendita entro 20 marzo: € 20)
  • dalle 22.00 “Pianta Stabile” in concerto

per prenotazioni e informazioni: Alba 335 6213165 – Giovanni 340 1490471

Note

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Informazioni: proloco@boariotermeventi.it Tel. 335/6213165 e366/1947273.

Nb: i bus navetta circolano fino alle ore 18.00, pertanto l’accesso alla serata “La Corte in Festa” dovrà essere effettuato con mezzi propri. 

Il luogo è aperto tutto l’anno?  Il sito apre su prenotazione per gruppi o in occasione di eventi. Contatti: Associazione naturalistica-culturale LOntànoVerde: www.lontanoverde.it

Descrizione: La visita al Castello di Gorzone permette di ripercorrere le vicende costruttive del complesso, a partire dal nucleo più antico che si fa risalire al XIII secolo, e di sfogliare secoli di storia relativi alla potente famiglia Federici che l’ha posseduto fino al XIX secolo. Strategicamente collocato sulla forra del torrente Dezzo, il Castello si presenta esternamente in forme austere, ma varcato il portone d’ingresso si possono ammirare cortili con eleganti loggiati rinascimentali, che ci introducono nei suggestivi saloni interni, con soffitti lignei e pareti decorate

Esiste una possibile criticità? Sì,l’abbandono abitativo del Castello, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, ha portato a un veloce degrado della struttura, in particolare delle coperture, che sono state oggetto di recente sistemazione.

Luogo 3 – Itinerario

LUNGO LE VIE DELL’ANTICOBORGO DI GORZONE

SABATO 25 MARZO- dalle 14.00 alle 18.00, ultima partenza 17.30

DOMENICA 26 MARZO, dalle 10.00 alle 18.00, ultima partenza ore 17.30

Note

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Informazioni: proloco@boariotermeventi.it Tel. 335/6213165 e366/1947273

PARTENZA DEL GRUPPO dal Banco FAI posto all’imbocco di via Tito Speri, in prossimità dell’arrivo del bus navetta.

Sarcofago Federicivisita esterna

Di notevole pregio artistico il sarcofago in Pietra Simona è dedicato adIsonno Federici (1336), illustre personaggio della famiglia  che, come ricordato dalle fonti, fu presente alla pacificazione con il comune di Brescia siglata a Milano nel 1291. Posto a ridosso della Parrocchiale di Gorzone e all’imbocco di Via Castello, si tratta di un singolare esempio di scultura funeraria, composto da un’arca in pietra Simona che riporta, incisa sulla superficie, una cornice a motivi vegetali entro la quale sono collocati una croce ramponata, lo stemma della Famiglia e l’epigrafe « HIC IACET DOMINUS YSON DE FEDERICIS DE GORZONE QUI DECESSIT DIE XII MENSIS AUGUSTI MILLOCCCXXXVI MAGISTER BETACINUS DE TERCIO ME FECIT » (Qui giace il signor Isonno Federici di Gorzone che è morto il giorno 12 del mese di agosto del 1336. Il maestro Betacino di Tercio mi fece).

Il sarcofago è inserito in un’edicola sormontata da un arco a sesto acuto che presenta scolpiti sulla sinistra una mano benedicente, mentre alla destra un’iscrizione con il nome del creatore dell’opera stessa: « MAGISTER BETONUS DE BURNO FENIVENIT HOC OPUS» (Il maestro Bettone di Borno concluse quest’opera).

Palazzo  Federici, ora Piccinelli-Mininivisita all’interno

Darfo Boario Terme – fraz. Gorzone, Via Umberto I, 37.

Il luogo è aperto tutto l’anno? No, è abitazione privata.

Descrizione: Insediato nel contesto urbano della frazione di Gorzone, in Via Umberto I, Palazzo Piccinelli-Minini è una delle testimonianze più vive e significative dell’insediamento della Famiglia Federici in Valle Camonica: a partire dalla facciata e dal portone d’ingresso, recanti lo stemma famigliare, nell’intera abitazione sono disseminate tracce che rimandano al passato e al casato. Il nucleo artistico del palazzo è il salone Federici-Albricci, restaurato dalla famiglia oggi proprietaria negli anni ’80 ed unico esempio di pittura cinquecentesca nelle residenze Federici di Gorzone. Il ciclo di affreschipresenta gli stemmi delle due Famiglie, i quali in associazione ai soggetti rappresentati (vaso di garofani, cigno, albero da frutto e Madonna del Latte), alle scene mitologiche nei medaglioni e alle iscrizioni moraleggianti portano a supporre che il ciclo pittorico fu creato per celebrare il matrimonio di un esponente Federici di Gorzone e una nobile della famiglia Albricci.

Palazzo Federici, ora Rizzonelli -visita esterna

Darfo Boario Terme – fraz. Gorzone, via Pellico, 1.

Descrizione: Palazzo Rizzonelli (ex Palazzo Federici) presenta un cuore architettonico di grande pregio artistico: all’interno del salone centrale sono custoditi affreschi del pittore bresciano tardo Settecentesco Giuseppe Teosa e altri manufatti di gusto neoclassico.

Esiste una possibile criticità?Le facciate esterne di Palazzo Rizzonelli hanno subito negli anni numerosi interventi di modifica rispetto alla struttura originaria (su tutti, la demolizione della cinta muraria che fungeva da portone, sostituita da un’inferriata nel 1882 – in seguito ai lavori di ampliamento della strada provinciale per la Val di Scalve – e l’intonacazione in bianco di tre delle quattro pareti), pertanto l’intervento umano ha in parte compromesso il suo valore storico/artistico, sebbene la struttura internasia rimastapressoché intatta.

Luogo 4

DARFO – PALAZZO FEDERICI ora CEMMI

INDIRIZZO

PIAZZA FEDERICI 1

Orari

SABATO 25 MARZO- dalle 14.00 alle 18.00, ultima entrata 17.30

DOMENICA 26 MARZO, dalle 10.00 alle 18.00, ultima entrata ore 17.30

 Visite Guidate

A cura di volontari FAI

Iniziative Speciali 

Nel Salone delle Feste, momenti di musica settecentesca eseguita dagli allievi del Conservatorio di Musica “Luca Marenzio” di Brescia e Darfo, Maestro Giovanni Duci.

Programma domenica 26 Marzo 2017:

ore 10-12 Quartetto d’archi: Chiara Del Simone, Paola Carminati, violini – Carlo Bonicelli, viola – Giulio Richini, violoncello (saranno eseguiti movimenti da Concerti per archi di Antonio Vivaldi)

ore 14-16 Trio Francesca Grilletto, flauto – Carlo Bonicelli, viola – Lorenzo Schiavi, chitarra (esecuzione di vari movimenti tratti dalla “Serenata concertante” op. 105 di Antonio Diabelli)

ore 16-18 Trio di flauti Vanessa Innocenti, Francesca Grilletto, Martina Mazzucchetti (esecuzione delTrio n.1 in mi minore op. 86: Allegro, Scherzo-trio, Larghetto, Rondò di Friedrich Kuhlau)

Note

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Informazioni: proloco@boariotermeventi.it Tel. 335/6213165 e366/1947273

Il luogo è aperto tutto l’anno? No, è abitazione estiva privata

Descrizione: Inserito nel centro storico di Darfo Boario Terme, Palazzo Federici (oggi Cemmi) è stata una delle prime proprietà della Famiglia Federici ad essere oggetto di scambio/cessione nel 1473 (sebbene si trattasse di una cessione di proprietà fra fratelli); strutturata su un nucleo quattrocentesco, la dimora comprende un cortile con portico e loggiati e un giardino affiancato da due vialetti paralleli. All’interno delle sale è conservato un ampio corpus di opere (dipinti, affreschi murali, suppellettili…) che coprono quasi due secoli di Storia. Di particolare interesse la presenza di una prigione sotterranea, costruita nella seconda metà del Seicento, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale è stata utilizzata dagli attuali proprietari come nascondiglio dai bombardamenti.

Luogo 5

DARFO – CAPPELLA CARITAS

INDIRIZZO

VIA SCURA 1(c/o Centro di Accoglienza e Ascolto Caritas)

Orari

SABATO 25 MARZO- dalle 14.00 alle 18.00, ultima entrata 17.30

DOMENICA 26 MARZO, dalle 10.00 alle 18.00, ultima entrata ore 17.30

Visite Guidate

A cura di volontari FAI

Note

Servizio gratuito di bus-navetta: partenza ogni 30 minuti da Piazzale Luigi Einaudi, 2 (stazione di Boario Terme).

Informazioni: proloco@boariotermeventi.it Tel. 335/6213165 e366/1947273

Il luogo è aperto tutto l’anno? Il luogo apre in occasione di eventi speciali.

Descrizione : Adiacente al Centro di Accoglienza e Ascolto Caritas, il luogo ospita le opere di Franca Ghitti, principale esponente dell’arte contemporanea in terra camuna.L’intervento artistico progettato all’interno alla Cappella Caritas presenta una soluzione realizzativa di straordinario interesse poiché si tratta dell’unico caso, nel percorso di Franca Ghitti, di un’opera a tutto tondo, fusa e in sintonia con la struttura stessa dello spazio architettonico. Scomparsa nel 2012, nel corso della sua prolifica carriera, si è distinta per l’uso di materiali forti (legno, ferro, vetro) accanto a linee eleganti e simmetriche. Nel 1966 harealizzato per la Cappella Caritas un ciclo di vetrate intitolato Le Beatitudini, volto a raffigurare piccole scene di stampo fiabesco, dal forte impatto cromatico.

XXV EDIZIONE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

SABATO 25  DOMENICA 26 MARZO 2017

335 i beni aperti nelle 24 edizioni, dal 1993 al 2016 in Brescia e provincia

248.800 le visite offerte, oltre 20.000 in ciascuna delle ultime 4 edizioni

EDIZIONE 2017

42 BENI APERTI

9 in città 33 in provincia

Eventi collaterali

2 in città 7 in provincia 3 dei quali a Darfo BT

Caratteristiche delle aperture

4 borghi (Erbanno, Gorzone, Lavone, Mondaro)

1 centro storico (Sarnico)

1 isola

2 domus romane

14 palazzi

1 castello

1 cascina

1 palazzo comunale

6 Chiese e 1 cappella

1 tomba monumentale

2 musei/pinacoteche

1 mostra (Arnaldo ritrovato)

1 monumento (statua di Arnaldo da Brescia)

1 asilo

1 cantiere nautico

1 diga

1 biciclettata organizzata con FIAB – Amici della Bici di Brescia

821 Volontari impegnati

435 studenti Ciceroni

190 guide volontarie delle quali 28 a Darfo BT , 131 delle quali 10 a DBT per l’accoglienza ai  banchi Fai

20 formatori e referenti culturali dei quali 5 a DBT

5 volontari del progetto “Liberiamoci con l’arte”

40 volontari del progetto “Arte un ponte tra culture”

Ed inoltre : Protezione Civile dei Comuni coinvolti

SCHEDA FAI

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano si è ispirato dalla sua fondazione nel 1975 al National Trust inglese ed è affiliato all’INTO – International National Trusts Organization.

Il FAI con il contributo di tutti:

  • cura in Italia luoghi speciali per le generazioni presenti e future.
  • promuove l’educazione, l’amore, la conoscenza e il godimento per l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.
  • vigila sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione.

FAI per l’Italia. FAI anche tu.

I PRINCIPALI NUMERI DEL FAI:

ISCRITTI E DONATORI ATTIVI oltre 140.000 in tutta Italia

AZIENDE SOSTENITRICI  più di 500 in tutta Italia

RETE TERRITORIALE 19 Presidenze Regionali,119 Delegazioni, 87 Gruppi FAI e 83 Gruppi FAI Giovani in 20 regioni italiane

VOLONTARI 7.500 in tutta Italia

BENI DEL FAI 57 beni del FAI, di cui 35 regolarmente aperti al 

pubblico, 6 in restauro e 16 tutelati dalla Fondazione

VISITATORI dei BENI FAI APERTI 775.000 nel 2016

PRINCIPALE  EVENTO  NAZIONALE GIORNATE FAI  DI PRIMAVERA  

(oltre 700.000 visitatori nell’edizione 2016)


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