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Gestioni associate in Trentino, i sindacati fanno la voce grossa

martedì, 10 settembre 2019

Trento - Gestioni associate, si apra un confronto sulla riforma. Sindacati della Funzione pubblica: si mettano al centro i bisogni dei lavoratori e i servizi per i cittadini. Subito un tavolo con l’assessore sul piano assunzioni.

ECCO IL TESTO SINDACALE

“Apprendiamo che la nuova Giunta, tramite l’Assessore Provinciale agli Enti Locali, Mattia Gottardi, sta mettendo in campo una task force per analizzare quanti Comuni siano felici di continuare con le Gestioni Associate Obbligatorie o ritengano opportuno non imporre più tale obbligatorietà. Le organizzazioni sindacali di categoria di CGIL, CISL e UIL confermano ciò che sostengono dall’avvio della riforma, ossia il fallimento di questa modalità di gestione associata.

Sin dalla loro istituzione, abbiamo raccolto in tutte le assemblee sul territorio, il disagio delle lavoratrici e dei lavoratori, le loro richieste di aiuto, per un’operazione parziale, malamente coordinata e supportata, il cui concreto obiettivo è risultato il mero risparmio di risorse, anche a dispetto della qualità e prossimità dei servizi.

Richieste prontamente riportate ai rispettivi Comuni, ribadite al Consorzio dei Comuni e alla Provincia, cui non è mai seguita
un’attenzione o una soluzione.

Oggi, malgrado continui solleciti a tutti gli organismi istituzionali trentini, apprendiamo dalla stampa di un grande piano di assunzioni e della revisione delle norme provinciali che hanno definito questo assetto istituzionale: bene, perché sono richieste che le OO.SS. hanno richiesto a gran voce, male perché di questo nuovo processo nessuno ha mai avuto informazione.

Allora il punto è proprio questo: prima di fare qualunque ragionamento – sia in continuità che in revisione della riforma – è necessario e doveroso ascoltare i diretti interessati e, soprattutto, l’urgente apertura di un tavolo con le parti sociali, viste anche le richieste e i solleciti inascoltati sinora. Non siamo pregiudizialmente contrari a nessuna soluzione, a patto che si tengano in principale considerazione i bisogni dei cittadini e i lavoratori coinvolti.

Ricordiamo all’Assessore che già ci sono Comuni che hanno sciolto le gestioni in essere, che non hanno aspettato le “nuove regole” per spostare dipendenti e revocare convenzioni, personale ormai considerato pedina da spostare o pacchi postali, per lasciare sguarniti interi uffici, con evidenti disservizi per i cittadini.

Stiamo assistendo ad un fuggi fuggi di risorse umane e professionali dagli Enti senza precedenti e ad una condizione generalizzata

riconducibile allo stress lavoro-correlato, dovuta anche all’enorme arretrato di ferie degli anni precedenti, cumulate e non godute per spirito di abnegazione e per assicurare i servizi; la difficoltà del giusto recupero psico-fisico, senza contare le innumerevoli richieste di mobilità negate.

Stufi ormai delle promesse a mezzo stampa, i lavoratori degli Enti pubblici trentini chiedono attraverso le organizzazioni sindacali che li rappresentano, un immediato confronto per definire nuove risorse ed un piano straordinario di assunzioni in risposta ai deficit di organici dei Comuni e la definizione di specifici protocolli per l’eventuale scioglimento dei progetti. Ora leggiamo – con piacere – che secondo l’Assessore ci sono i margini economici per finanziare il ritorno dei Comuni a “presidi autonomi sul territorio”. Noi ribadiamo con forza la necessità di una prospettiva chiara e condivisa: non si può procedere in tema di riorganizzazione

amministrativa del territorio con riforme e controriforme a ciclo continuo, avendo magari come stella polare il consenso popolare e non l’ottimizzazione di risorse e servizi. E quanto a risorse, ricordiamo però che le lavoratrici e i lavoratori del comparto sono in attesa di quelle per il rinnovo contrattuale 2019/2021.

FP Cgil, Cisl FPS e Uil Fpl si aspettano quindi una convocazione immediata, perché solo attraverso il confronto con i  rappresentanti di chi continua nonostante tutto ad erogare servizi eccellenti, può garantire la gestione di una fase sicuramente complicata per raggiungere l’obiettivo – che non è solo dei sindaci- di offrire “servizi di alta qualità”.



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